10 cose che non sapevi sui Dead Kennedys

10 cose che non sapevi sui Dead Kennedys

8 Marzo 2019 0 Di Salvatore "Headwolf" Capolupo

Il nome Dead Kennedys ha fatto tremare per molti anni i muri del conformismo e del perbenismo americano (e non solo); per capire meglio l’impatto di questa band, immaginate cosa succederebbe in Italia – dove ci si scandalizza per la trap – se un bel giorno andasse in giro a suonare una band punk dal nome “I Pertini Morti“. A quel punto, credo, molti dei meme del Presidente (inclusi quelli fasulli o con frasi populiste falsamente attribuite a lui) sarebbero condivisi con ankora piu indignazione!1111!, ad es. taggando il profilo degli ipotetici P.M. insultandoli nei modi più fantasiosi. Forse uscirebbe una band indie melodica di estrema destra come risposta alla provocazione, più probabilmente qualche politico ne andrebbe semplicemente a parlare da Bruno Vespa.

Nella Repubblica dei Social attualmente vigente non sapremmo davvero cosa aspettarci, ma come è stato vissuto l’impatto dei DK dai famosi “benpensanti” e dal resto della scena rock, metal e punk? Quelle che seguono sono le 10 cose che non sapevi sulla band di Jello Biafra – OK, scusate la questione è controversa: diciamo meglio di Biafra e di East Bay Ray. O solo di Bay Ray? E perchè non del chitarrista 6025?

Insomma, fate voi: so soltanto di avere grande simpatia per Biafra (tanto da idolatrarne i side project meno marketizzati come i LARD, ad esempio), sono anche certo che avrebbe avuto il mio voto come sindaco (perchè fece anche questo, candidarsi a San Francisco) e non mi sento di prendere posizione sulle controversie che hanno accompagnato la band praticamente dalla sua nascita. Del resto non lo fa nemmeno Alex Ogg, l’autore di California über Alles, il libro da cui ho tratto le informazioni che troverete qui riassunte e da me selezionate. Parliamo ovviamente dei Dead Kennedys nella formazione originaria, diversa da quella di oggi (in cui è cambiato il cantante), figlia di un periodo irripetibile e di un mix di talento, fortuna e originalità. Dei DK attuali ho grande rispetto, ovviamente, ma senza Jello credo – in tutta onestà – che abbiano perso buona parte della propria identità come band.

(in occasione di un concerto dei DK corrispondente con l’anniversario della morte di JFK)

Intervistatore: Non è di cattivo gusto?

East Bay Ray: Certo, ma neppure gli omicidi sono molto di buon gusto.

I DK non ascoltavano solo punk

Fresh fruits for rotten vegetables del 1981 è considerato, probabilmente a ragione, come uno dei dischi punk più imponenti ed influenti mai registrati, a dispetto di quanto possano aver fatto band più popolari come Clash o Ramones.

È lecito chiedersi il perchè di questa attribuzione a “Fresh Fruits…“, probabilmente non universalmente accettata, anche in considerazione che esistono altri album molto interessanti, come Frankenchrist, sicuramente da rivalutare e tenere in conto. Forse il tutto perchè in FFFRV, in queste specifiche 14 tracce, è racchiuso un equilibrio perfetto tra hardcore punk, garage rock, surf rock, rockabilly e la musica sperimentale di Frank Zappa e Captain Beefheart, di cui in particolare il primo chitarrista 6025 (uscito dalla band durante le registrazioni) era un fan devoto. Fosse rimasto, la loro musica sarebbe stata ancora più sperimentale ed imprevedibile.

Del resto è nota la versatilità all’ascolto di Jello Biafra, che amava molto variare tra più generi musicali, e nel libro afferma di dare grande importanza ad artisti (come Alice Cooper ed MC5) soprattutto perchè venivano regolarmente stroncati dalla critica sui quotidiani. Da quello che ricorda, prendeva nota dei nomi più maltrattati ed andava immediatamente a procurarsi qualche loro album, magari in qualche mercatino dell’usato. E di solito, neanche a dirlo, quegli artisti “rifiutati” dalla critica ufficiale gli piacevano.

Far vestire i business-man da clown aveva un motivo preciso

È noto che Biafra da giovane punk si candidò a sindaco ed arrivò quarto, con ben 6000 voti conquistati, anche grazie ad un programma dai tratti provocatori quanto incisivi. Tra i punti dello stesso, ad esempio, legalizzare la corruzione, renderla ancora più scoperta mediante una “commissione per la corruzione” in grado di fissare tariffe speciali per furbetti e costruttori abusivi, ma anche per chi volesse farsi proteggere indebitamente dalla polizia.

E non era neanche il paradosso più evidente: all’epoca, la contestazione era rivolta all’allora sindaco Dianne Feinstein (in seguito senatrice), definita da Biafra una “groupie del dipartimento di Polizia” (intervista a Repubblica). Per contestare il suo approccio “law & order” vagamente tatcheriano, che si concentrava a suo modo di vedere sul cacciare i poveri dai loro quartieri e sostituirli con i ricchi (cosiddetta gentrificazione), fece la contro-proposta di rendere identificabili i business-man facendoli vestire da clown, nei loro uffici, dalle 9 alle 17.

I DK cambiarono l’approccio al punk

In un periodo in cui uscivano molte band (non solo punk) schierate politicamente (al limite della propaganda, a volte), Biafra – nonostante fosse parte di una famiglia di attivisti – ebbe l’idea di immedesimarsi non in una voce hippie (che, per quanto rabbiosa, stava diventando sterile) bensì in quella del cattivo, del politico corrotto ed inquinatore, del crudele sfruttatore senza scrupoli.

Una tecnica narrativa che aveva probabilmente mutuato da altre forme di arte (incluso il teatro, probabilmente), che rese i DK unici nel loro genere e che gli costò qualche fraintendimento (per una discreta parte del pubblico, prevedibilmente, titoli come Chemical Warfare e California über alles farebbero pensare a tutt’altro). Un modo sovversivo di raccontare le cose che è diventato la regola in molti sottogeneri del metal e dell’hardcore punk, per inciso, a cominciare dalla rappresentazione delle copertine, a finire ai testi ed alle loro intepretazioni.

La registrazione di Fresh fruits fu più lunga di quanto si immaginasse

Per quanto il sound faccia intuire un approccio diretto ed essenziale, è facile rendersi conto che i suoni sono in realtà molto curati: California über alles da sola, ad esempio, richiese un mese di lavoro. Il disco Fresh fruits for rotten vegetables venne registrato all’interno dello studio – a quanto pare piuttosto spartano – di Oliver DiCicco a Noe Valley (San Francisco), con sessioni di lavoro lunghe ed intense, complicate dal fatto che il bassista Klaus Flouride poteva essere disponibile solo di notte per impegni di lavoro.

A questo, bisogna affiancare i vari ripensamenti dei brani da parte dei membri, lo stravolgimento delle strutture melodiche classiche, molte parti che vennero risuonate e molti brani che non vollero mai suonare nei classici 4/4.

California über alles veniva spesso frainteso dal vivo

Il brano in questione presenta varie particolarità, tra cui il fatto che Biafra aggiornava spesso il testo inserendo, anche in seguito, il nome dell’attuale governatore della California (ovviamente Schwarzy è stato coinvolto nella cosa, anni fa, a quanto pare con Biafra che cercava di imitare nel cantato… un irresistibile accento austriaco-americano: “I’m the governer Schwarzneeeeeggger“). Fu il primo brano a diventare celebre di una band all’epoca nascente, ma dal vivo creò qualche problema: in almeno un caso, si racconta, Biafra rimase immobile sul palco mentre una folla di persone faceva il saluto romano durante quel pezzo.

La cosa arrivò a turbarlo parecchio (e probabilmente la successiva Nazi Punks Fuck Off fu scritta anche pensando a questo scenario) soprattutto per lui, impegnato politicamente e schierato da sempre a sinistra. Probabilmente – o sperabilmente – si trattò di un fraintendimento doppio: si narra di una volta, negli UK, di un Biafra che interruppe il concerto per diversi minuti, spiegando alle persone che non era quello il senso del brano. A quanto pare, comunque, il significato delle braccia tese era – in pieno spirito punk – puramente provocatorio (oggi diremmo “troll“) e non connotato da una reale fede politica. Del resto se una cosa del genere accadesse oggi, non è difficile immaginare quanti ne sparlerebbero.

I DK sapevano suonare sul serio

Il che per una band punk è tutt’altro che scontato, per quanto “non saper suonare” sembri a sua volta più un luogo comune da rivista pop, quella che si interessa del genere punk come se fosse una semplice moda (“non per noi” di SDM, per citare i nostrani Colonna Infame).

I Dead Kennedys non solo imposero che bisognasse saper suonare per fare parte della loro band (cosa che altre band punk rigettavano), ma pare lo abbiano inserito come requisito nell’annuncio messo in bacheca, mentre cercavano un batterista ed un bassista, fin agli esordi della loro storia.

Jello Biafra aveva fatto teatro

La gestualità di Biafra durante gli show è ben nota: il suo contorcersi, buttarsi a terra e farsi strappare i vestiti dal pubblico è diventato leggendario, tanto da diventare un marchio di fabbrica dei primi show. Un livello di interazione a detta di molti superiore a quello di qualsiasi altro artista punk dell’epoca, caratterizzato da una vitalità ed una giocosità inedite e che rimanevano impresse.

In tutto questo, Biafra afferma di aver voluto prendere in prestito la gestualità tipica dei personaggi del teatro, esaltando così la componente interpretativa della band – per quanto poi l’elemento davvero attivo in tal senso fosse soltanto lui, nei live. “Vengo da un background teatrale” afferma nel libro “Mi piace l’atmosfera. Mi piace l’ambiente. […] I testi sono di grande impatto visivo, al posto di sputare fuoco e fiamme su un particolare soggetto su cui ho un’opinione, descrivono uno scenario reale“. E poi, ancora: “i personaggi prendono vita dentro di me, […] riesco a vedere davvero la loro essenza, il loro scopo“. Il video seguente merita la visione anche per l’appunto satirico contenuto al suo inizio: “Questo video potrebbe risultare offensivo per le persone che preferiscono non affrontare la realtà“.

La prima versione di “Fresh Fruits…” era registrata più veloce

La primissima versione del primo album dei DK, con etichetta Cherry Red, aveva un difetto grossolano: era stata registrata a velocità superiore a quella reale e con equalizzazione errata (il basso era scomparso). Il tutto, a dire della band che scoprì l’errore solo a disco stampato e senza disporre di un’anteprima, conferiva a Biafra una voce da “cartone animato all’elio“.

Questo disco, diverso dall’edizione originale del lavoro, dovrebbe essere ancora in circolazione su mercatini online e offline, ma non sembra essere una buona idea (nè una cosa troppo punk) pensare di collezionarlo.

Il loro punk era contaminato da qualcosa di diverso

Nel primo disco, in particolare, i contributi diversi dal solito punk politicizzato arrivarono proprio da 6025, al secolo Carlos Cadona – per un primo periodo batterista e chitarrista dei DK (fino al 1979). Suoi sono i pezzi Ill in the Head e Forward to Death, dai testi cupi e nichilisti; ed in particolare nel primo si registrano linee melodiche dissonanti, in onore a quelle di Captain Beefheart, uno degli idoli assoluti di Carlos. Il brano si segnala anche per il particolare tempo dispari che viene tenuto al suo interno, un dettaglio insolito per un disco punk.

I testi delle canzoni sono estremamente originali

I testi dei Dead Kennedys erano quasi esclusivamente politici, ma sarebbe semplicistico vederla solo così: Kill the poor, ad esempio, è una provocazione sulla falsariga del libro satirico Una modesta proposta di Jonathan Swift. Chemical Warfare parla di una vittima di armi chimiche che fa una strage ad un party, Stealing People’s Mail immagina dei modi per rubare la posta altrui e divertirsi alle loro spalle, la truce Funland at the Beach ipotizza di un killer che manomette le montagne russe per gustarsi i cadaveri così distribuiti. Non è difficile immaginare, poi, il contenuto di testi come I kill children, anche qui con vari fraintendimenti che diventarono all’ordine del giorno.

Let’s Lynch the Landlord, poi, fa riferimento alla vita da affittuario di Biafra, e si riferisce (in modo asciutto e piuttosto stupido, secondo lo stesso Jello in seguito) ad una padrona di casa molto avida, che la canzone esorta ad assassinare. Biafra, comunque, chiarisce che l’idea di allevare una colonia di topi nel seminterrato dell’edificio (come ripicca) fosse del tutto immaginaria. Your emotions, poi, fa riferimento alle esperienza di East Bay Ray nelle relazioni con altre persone, mentre i testi scritti da 6025 rimangono quelli più cupi ed introspettivi.

Fresh Fruits for Rotting Vegetables è uno dei miei dischi punk preferiti, almeno ad oggi; e molte delle ragioni per cui lo amo sono racchiuse in questi punti. Un disco di quelli incapaci di invecchiare, da riascoltare all’infinito perchè, ancora una volta, punk is not dead.