Una collezione di cimeli punk del valore di 5 milioni di sterline, bruciata per protesta!

E’ stata arsa una collezione di cimeli Punk del valore approssimativo di ben 5 milioni di sterline, come riportato dal New York Times. Il gesto che ha fatto discutere non poco ma che, al contempo, ha trovato anche dei consensi, è stato messo in atto da Joe Corrè, figlio di Malcolm McLaren (ideatore dei Sex Pistols) e Vivienne Westwood (creatrice del “punk style”), tra le icone del movimento britannico.

Tra i ricordi di quarantanni di punk arsi, appartenenti alla collezione della Westwood, sono presenti la prima stampa in vinile di ‘Anarchy in the U.K.’ dei Sex Pistols, abbigliamento originale appartenuto a vari musicisti tra cui Johnny Rotten, poster, registrazioni rare e vari cimeli per un valore immenso, sia economico che musico-culturale.

L’evento ha avuto luogo sulle rive del Tamigi, a Londra, ed è stato battezzato dallo stesso Corrè come Burn Punk London, un segno di forte protesta a sèguito dell’imminente Punk London (sito), esibizione dedicata ai 40 anni di Punk a Londra sponsorizzata da alcuni enti statali quali sponsorizzata British Film Institute, British Library ed il Museum of London. Joe Corrè ha dichiarato seccamente: <<La regina che dichiara il 2016 l’anno del punk con la sua benedizione ufficiale è la cosa più spaventosa che abbia mai sentito – ha aggiunto – Parliamo di come la cultura alternativa e punk siano stati acquistati dal mainstream. Piuttosto che un movimento per il cambiamento, il punk è diventato come un cazzo di pezzo da museo>>; passando dalle parole ai fatti come protesta.

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