Langhe Rock Festival 2015: il report dell’evento e intervista all’organizzatore!

Sabato 20 giugno si è svolta a Santo Stefano Belbo (CN) la quarta edizione di una delle più interessanti manifestazioni musicali del nord Italia, il Langhe Rock Festival, organizzato grazie alla collaborazione tra Marco Lazzarini, Paolo “TnT” Torrielli, l’agenzia Truck Me Hard e il comune di S. Stefano Belbo. Tra le colline piemontesi, patria di ottimi vini e stupendi paesaggi, è stato dato ampio spazio alla musica, una full immersion di rock allo stato puro, che ha visto alternarsi sul palco ben sette gruppi, per una vera e propria maratona live che dal tardo pomeriggio si è protratta fino a notte inoltrata. Cambio di location rispetto alle precedenti edizioni, la piazza scelta per il 2015 disponeva di un ampio spazio, sia per gli espositori, che per il pubblico davanti al palco.

Si parte alle 19, ad aprire le danze ci pensano i genovesi Cardiophonic, gruppo hard rock che unisce alle sonorità moderne, le connotazioni proprie della musica risalente agli anni ’70-’80. Il palco è ancora illuminato dalla luce del sole quando la loro musica apre ufficialmente l’edizione 2015 del Festival. Tanta grinta e una voce adattissima al loro progetto musicale, i Cardiophonic mescolano perfettamente esuberanza e stile, e questo è ciò che con i loro brani, tratti dal loro album omonimo, trasmettono al loro pubblico.

Line up

  • Voce: Marco “Snao” Dogliotti
  • Chitarra: Simone Ritorto
  • Basso: Roberto “T-Jay” Spinetti
  • Batteria: Emanuele Benenti

Un rapido cambio palco e via, sempre dalla Liguria, precisamente da Savona, arrivano i Black Elephant, secondo gruppo ad esibirsi sul palco del Langhe Rock Festival. Occhiali da sole e smanicati in jeans, i Black Elephant sono un gruppo heavy metal che ha la particolarità, decisamente interessante, di inserire nei loro brani, testi in italiano. Con due lavori, “Spaghetti Cowboys” (2012) e “Bifolchi Inside” (2014), i Black Elephant sono stati in grado di spaziare tra sonorità più tipiche del thrash, con spunti stoner, punk e metal.

Un gruppo che ha all’attivo diverse partecipazioni a molte manifestazioni musicali a livello nazionale, anche insieme a gruppi di livello.

Line up:

  • Voce e Chitarra: Alex Barbanera
  • Chitarra: Max Satana
  • Basso: Il Colonnello
  • Batteria: Dany Kastigo

Il terzo gruppo in ordine di apparizione, è quello che si è aggiudicato il contest che dava l’opportunità di guadagnarsi un posto nel “cast” di questa edizione del festival. Da Roma, a suonare, concludendo quello che è il tardo pomeriggio, ci sono i Noise From Nowhere. Una band giovane ma che ha già all’attivo una serie di live anche fuori dai confini nazionali, avendo suonato in Slovacchia e Repubblica Ceca. Con un primo EP, uscito nel 2012 e un primo album in cantiere, i Noise From Nowhere dimostrano di essersi meritati il loro posto su questo palco, “mordendolo” con la giusta dose di aggressività.

Accattivante il modo in cui il cantante sa muoversi sul palco, cosa che non è sempre scontata, specialmente quando si parla di gruppi giovani. Altra particolarità da sottolineare, molte parti del cantato sono affidate al batterista.

Line up:

  • Voce e Chitarra: Sim Reda
  • Voce e Batteria: Marco Reda
  • Basso: Gianmarco Zampetti
  • Chitarra: Cristiano Colangeli

Con le luci del giorno ormai pronte a calare, lasciando spazio ai colori della sera, il palco si illumina sul quarto gruppo che si prepara a suonare. Arrivano da Pordenone, si tratta degli hard rockers Starsick System, unico gruppo presente al festival ad avere nella sua line up un componente femminile, al basso. Tratti dal loro primo lavoro “Daydreamin”, i pezzi che gli Starsick System propongono sono il giusto mix tra melodia e caratterizzazioni decisamente “rock”. Un’altra band giovane ma che ha nel suo dna l’unione delle varie esperienze dei suoi componenti, perfettamente amalgamati.

Belli anche in questo caso i movimenti sul palco, arricchiti da qualche battuta del cantante tra un brano e l’altro. Anche in questo caso, non c’è che dire, ottimo lavoro degli organizzatori che fino a questo momento, si direbbe non abbiano sbagliato un colpo per quanto riguarda la scelta delle band da proporre.

Line up:

  • Voce e Chitarra: Marco Sandron
  • Basso: Valeria Battain
  • Chitarra: David Donati
  • Batteria: Ivan Moni Bidin

Quando sul palco sale il quinto gruppo, il gioco inizia a farsi duro. Le prime quattro band sono state capaci di riscaldare l’atmosfera, e quando la sera è ormai del tutto scesa sulle colline piemontesi, compaiono i goriziani Overtures. Nati nel 2003, dal 2006 ad oggi gli Overtures hanno all’attivo tre album “Beyond the Waterfall”, “Reunation” e “Rebirth”, oltre a numerosissime date in Italia e all’estero, a supporto di gruppi come Threshold o Secret Sphere.

Sul palco del Langhe Rock Festival gli Overtures spiccano fin dalle prime note per la loro grande personalità, e non potrebbe essere diversamente per un gruppo che da oltre dieci anni calca palcoscenici di spessore internazionale. Una cascata di capelli che non smettono un solo momento di muoversi seguendo il ritmo, un look aggressivo e una voce altrettanto graffiante fanno del cantante un vero e proprio trascinatore, impossibile non lasciarsi coinvolgere dai brani che incalzano durante la loro esibizione.

Line up:

  • Voce: Michele Guaitoli
  • Chitarra: Marco Falanga
  • Basso: Luka Klanjscek
  • Batteria: Andrea Cum

La sesta formazione ha il privilegio di “giocare in casa”, essendo un gruppo piemontese, e avendo tra le sue fila due membri che sono anche tra gli organizzatori del Festival. Parliamo degli alessandrini hard rockers Lucky Bastardz. Cosi come sul loro banner è ritratta una figura femminile, che come una moderna fenice è vestita di fiamme, ad aprire la loro esibizione ci pensano le fiamme a ridosso del palco, che incendiano, letteralmente, l’atmosfera già calda per ciò che ci è visto e sentito in precedenza. Pubblico in delirio per un gruppo che di certo non ha bisogno di troppe presentazioni, calcando le scene da moltissimi anni, anche insieme a personaggi e gruppi di un certo spessore, come Pino Scotto o gli Hardcore Superstar, e che ha tenuto il palco in maniera a dir poco eccellente. Tanto headbanging e un sound scatenato han fatto il resto.

Notare poi gente tra il pubblico, che segue la musica cantando insieme ai suoi beniamini, è stato gratificante, se consideriamo il momento non del tutto felice per quanto riguarda la musica live nel nostro paese. Una bella dimostrazione del fatto che anche gruppi di casa nostra sono in grado di trascinare il pubblico e renderlo partecipe di un momento di puro spettacolo. Ed è ciò che han fatto i Lucky Bastardz, che sul finire della loro esibizione, hanno giustamente ringraziato per il supporto dato dalla gente del posto ma anche da chi ha viaggiato per raggiungere il festival.

Line up:

  • Voce: Tiziano
  • Chitarra: Paco
  • Basso: Mr. TNT
  • Batteria: Mark

Leggermente più impegnativo l’ultimo cambio palco, in quanto gli ultimi protagonisti della serata – e che protagonisti! – montano la loro batteria, oltre a un enorme stendardo con il loro logo, e piattaforme, una per ogni componente, sul palco. Il pubblico scalpita, e non è difficile capire il motivo. Da Milano a chiudere questa quarta edizione del Langhe Rock Festival, c’è un vero e proprio super-gruppo, i Destrage.

Metal come se non ci fosse un domani, ed è proprio cosi la loro esibizione, una sana dose di “cattiveria scenica” grazie alla quale i Destrage risultano estremamente spettacolari, sia da vedere che da ascoltare. La loro musica è in grado di dare una carica senza limiti e ad ogni loro movimento, il pubblico risponde con altrettanto impeto, difficile tener ferme le centinaia di persone che assistono al concerto, cosi com’è difficile, se non impossibile, restare impassibili quando a prendere la scena è il batterista, con un assolo che lascia letteralmente senza fiato, per intensità e per durata.

Sul finire del loro show, auguri speciali per il compleanno del chitarrista, Matteo, che viene festeggiato a suon di applausi dal pubblico bagnato dallo spumante.

Line up:

  • Voce: Paolo Colavolpe
  • Chitarra: Matteo Di Gioia
  • Basso: Gabriel Pignata
  • Chitarra: Ralph Salati
  • Batteria: Federico Paulovich

Le foto integrali dell’evento nella pagina facebook di Fabry C

In conclusione, dopo quasi sette ore trascorse a ridosso del palco, al di là dell’area transennata, posso dire senza alcun dubbio di aver partecipato ad un’edizione letteralmente scoppiettante di questo bellissimo festival. Un evento che nel calendario degli eventi live deve essere un punto di riferimento per chi ama la musica, in una cornice suggestiva come quella delle Langhe, e vorrei chiudere questo report con una breve intervista a Marco Lazzarini, organizzatore dell’evento, che ringrazio per la disponibilità.

Ciao Marco, come prima cosa, credo che ai lettori farebbe piacere sapere, essendo la quarta edizione, che bilancio potete fare di questo festival, e quanto è cambiato nel corso degli anni?

Il bilancio non può che essere positivo praticamente sotto tutti i punti di vista. Le band sono state impeccabili, persone vere e musicisti preparati, e la risposta del pubblico è stata più che buona. Si sono divertiti tutti, il birrificio e la Proloco hanno lavorato tanto, insomma, è andata come speravamo. Pensare che la prima edizione nel 2012 era nata quasi per gioco, semplicemente con l’idea di portare a Santo Stefano Belbo una manciata di band emergenti della zona, quest’anno siamo riusciti a portare band di livello indiscutibile da Gorizia, Roma, Padova, tra cui la band italiana del momento (i Destrage)… ci siamo resi conto di avere un progetto che sta crescendo di anno in anno, e che vogliamo portare più in alto possibile.

Un ottimo risultato direi, anche perchè, la scelta dei gruppi vede sempre grandi nomi sul vostro palco, ma la cosa interessante, per questa edizione, è stata la scelta di band emergenti anche tramite il contest. Che messaggio volete dare a tutti quei gruppi che, in un momento cosi delicato per la musica live, vogliono farsi conoscere?

Non era facile dieci solo dieci anni fa cercare di farsi strada in questo ambiente, le cose purtroppo non sono migliorate, anzi è sempre più complicato. Detto questo, non bisogna nascondersi dietro il concetto che “tanto di questi tempi è impossibile, vince solo chi ha i soldi!”, non è vero! O meglio, sicuramente chi ha più possibilità di investire denaro riuscirà a raggiungere determinati traguardi in un lasso di tempo minore, ma quel che conta alla fine è sempre la musica e la preparazione strumentale.

Per cui ragazzi, facciamoci tutti un esame di coscienza, prendiamo in mano la nostra chitarra o batteria che sia e prepariamoci meglio, perdiamo più tempo dietro un arrangiamento o dietro una pentatonica, cerchiamo di scrivere una canzone che sia più di impatto… facciamo del nostro meglio! Inutile lamentarsi di quello che ‘apre ai … solo perchè ha pagato lo slot’, verissimo per carità, ma in quanti sarebbero in grado di salire su tali palchi ed offrire una prestazione all’altezza? Non tantissimi come si crede… per cui parliamo di meno e suoniamo di più!! E magari, prima o poi, il nostro impegno verrà premiato da chi, come noi, ama ancora ascoltare musica e scoprire nuove band!

Impegno che, stando a quel che ho visto con i miei occhi, è stato apprezzato da tutti! Ti faccio un’ultima domanda, proprio parlando del fatto che questa edizione è andata decisamente bene, avete qualche anticipazione sulle idee e sui progetti per l’edizione del prossimo anno?

Dato il successo di questo 2015, cominceremo subito a lavorare per il prossimo anno. Sicuramente partiremo con l’analizzare cosa ha funzionato di più e cosa ha funzionato di meno. E’ andato tutto bene e la maggior parte dei riscontri sono stati positivi, come detto, ma ovviamente quando ti trovi a dover ospitare 500-600 persone è impensabile riuscire ad accontentare tutti, quindi abbiamo ricevuto anche una parte di critiche costruttive. Siamo contenti anche di questo, perchè ci permetteranno di migliorarci. E’ esattamente quello che vogliamo! Ci teniamo a ringraziare di cuore tutti coloro che hanno partecipato alla festa, da chi ha speso belle parole per noi a chi ha evidenziato qualche mancanza. Faremo del nostro meglio per far si che la prossima edizione sarà più accogliente di quella appena conclusa, e faremo così di anno in anno.

Direi che le basi ci sono tutte, per il momento, oltre a ringraziare te e gli altri organizzatori, e naturalmente tutto lo staff, non posso che augurarti buona fortuna per quelli che saranno i vostri progetti futuri!

Report e intervista di Fabry C – foto dello stesso autore (Stolen Istants)

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