Intervista ai BELPHEGOR (quattro chiacchiere con Helmuth)

Intervista ai BELPHEGOR (quattro chiacchiere con Helmuth)

Horns Up a tutti i nostri Metalhead sintonizzati, diamo oggi il benvenuto a Helmuth, carismatico leader di una delle band più estreme del panorama black / death metal di tutti i tempi: ladies and gentleman, i Belphegor.

In occasione del loro ritorno in Italia, atteso i prossimi Aprile e Maggio, abbiamo colto l’occasione per fare quattro chiacchiere con il gentilissimo Helmuth.

Ciao Helmuth! Tutto bene? Grazie innanzitutto per l’intervista, è davvero un piacere parlare con te. Non hai bisogno certo di presentazioni, sai perfettamente quanto il pubblico italiano ami la tua band.

HELMUTH: Ciao Margherita e ciao Suoni Distorti, tutto bene qui. Non vediamo l’ora di iniziare il nuovo tour questo mese. Apprezziamo molto l’Italia, per noi è sempre un gran piacere ritornarci… abbiamo suonato quasi ovunque fatta eccezione per la Sardegna: non vediamo l’ora di suonare anche lì, per noi è sempre una sfida conoscere nuovi fans durante nuove date.

Helmuth siete pronti a metter a fuoco e fiamme gli stage? Quando avete preso la decisione di iniziare un nuovo, devastante tour?

HELMUTH:Siamo assolutamente pronti a condurre la nostra processione Death / Black metal in molte città del mondo. Ci stiamo preparando per un tour di quattro mesi che prenderà il via il 23 marzo in Germania al “Rise Of Chaos Indoor Festival”. Poi con i SUFFOCATION marceremo attraverso l’Europa, ci sposteremo in seguito nel Nord America con i DARK FUNERAL, per finire in Giappone con i TAAKE . Tre impegnativi tour co-headling, il tutto intermezzato da un open air e l’altro.

Ora come ora la band è più forte ed unita che mai, sul palco cerchiamo di offrire performance studiate ed elaborate dopo anni ed anni di esperienza.
Serpenth e io abbiamo fatto molti sacrifici per tutto questo, per arrivare a risultati del genere. Stiamo bruciando più che mai, vi faremo vedere le fiamme dell’inferno sul palco.

Molto applaudita la scelta delle band che vi accompagneranno in questo tour.

HELMUTH: Sì, diciamo che è un bill molto intenso per tutti i fans del panorama Black e Death Metal. Sarà indiscutibilmente un grande tour, con grandi band per tutti coloro che amano il genere. Non perdetevelo!

[Parliamo invece di come si sia appena concluso il vostro ultimo tour che fino alla fine del 2018 vi ha portato ad eseguir performance uniche in tutto il mondo: avete suonato durante la penultima grandiosa edizione del 70000 Tons of Metal, durante l’estate al Brutal Assault, al Summerbreeze, al Metaldays… tutti i migliori open-air europei e non.]
Come è andata? Ricordi in particolar modo qualche data e qualche aneddoto?

HELMUTH: L’intera stagione degli open-air è stata davvero intensa.
Ti posso confermare come il 70000 Tons of Metal Cruise sia davvero un evento speciale, entrambe le volte in cui siamo stati ospiti sono state indimenticabili e ci siamo divertiti moltissimo. Suonare nel piano esterno della piscina, a tarda notte, in una nave che sta navigando in mare aperto, con la luna piena è una sensazione indescrivibile, un qualcosa che non dimenticherò mai. Abbiamo anche suonato per la prima volta in Australia e Nuova Zelanda, show che si sono rivelati grandiosi. Molti sono ricordi che si collezionano un po’ dappertutto visto che sono decenni che offriamo spettacoli in tutto il mondo, ognuno dei quali si rivela sempre diverso.

Tornando alle prossime due date italiane. So che può sembrare la classica, noiosa e ripetitiva la domanda, ma a noi piace leggere ciò che pensano gli altri sul nostro conto. Come sono state quindi le vostre esperienze passate con il pubblico, sia made in italy che non?

HELMUTH: Mi sento fortunato quando penso come il mio lavoro mi abbia portato e mi porti in giro per il mondo, ho sempre adorato viaggiare e visitare nuove mete. Adoro incontrare chi ascolta metal fra le varie le comunità, amo conoscere il mondo tramite i suoi abitanti locali, scoprire il loro modo di vivere, di sopravvivere, ciò che fanno nel quotidiano: è sempre interessante e doveroso mettersi a confronto con nuove mentalità, e concepisco tutto ciò personalmente molto interessante. Soprattutto in luoghi come la Cina, l’Indonesia, l’India, le Filippine… è così impressionante il viaggio se lo si affronta a mente aperta come scuola di vita e rimango del pensiero che non è bene trascorrere tutta la vita in un unico posto.

Ad ogni modo, il pubblico italiano è eccezionale! Ho sempre amato l’Italia, la gente, il cibo, il mare e tutto il resto. La mia prima vacanza è stata proprio qui ed i miei genitori mi ci avrebbero riportato per anni a seguire. Quindi, al di fuori dell’Austria, siamo abituati a viaggiare in Italia da molto, molto tempo, nell’era in cui prendere un volo non era così conveniente come oggi…

Mi ricordo la mia prima pizza, un qualcosa di speciale. Un’esperienza che dovevo aspettare con pazienza quell’unica volta l’anno in cui venivo nel vostro paese. Al giorno d’oggi affoghiamo nel cibo, ogni piccolo paesino e città ha un supermercato, tutto ha tutto, i tempi sono cambiati. Diciamo che va bene, ma d’altra parte, i mercati del settore ci stanno avvelenando di un consumismo a cui non sappiamo rinunciare.

Comunque sì, non vediamo l’ora di suonare di nuovo l’Italia e di distruggere lo stage.

Mi vengono in mente personalmente due vostri concerti molti anni fa, uno durante l’ex Metalcamp a Tolmino ed uno ad Oslo, se non erro durante il Blastfest: impossibile dimenticare delle performance toste, infuocate, molto coinvolgenti. Perché vi sentite diversi dalle altre band?

HELMUTH: Perché pratichiamo ciò che predichiamo, e questo è sufficiente per renderci unici. A mio parere, spicchiamo in un genere in cui popolano molti opportunisti, seguaci momentanei del trend. Inoltre non abbiamo mai cambiato e modificato il nostro sound in 26 anni, ovviamente ogni album dei BELPHEGOR è stato un’occasione per sperimentare qualcosa di nuovo,
(abbiamo abbassato l’accordatura della chitarra negli ultimi anni sempre di più, abbiamo aggiunto nuovi arrangiamenti, ecc.) sempre rimanendo fedeli al nostro core-sound che è black metal estremo.

Voglio dire, ci sono troppe band in giro, chi ha bisogno delle migliaia di cloni Darkthrone o MayheM, se hai gli originali? Comunque non mi interesso molto delle scene o di quello che fanno le altre band. Decidiamo da soli e non ci inginocchiamo davanti a niente e nessuno.

Metaldays? Credo che a Tolmin abbiamo suonato quattro volte, ma la nostra ultima apparizione in questo grande festival (2018) è stata la nostra performance maggiormente riuscita finora. Ciò dimostra che continuiamo a migliorare e sperimentare, essenza della band, per diventare sempre più dinamici e intensi.

Quali sono i vostri progetti futuri? Dopo questo tour europeo che avete intenzione di fare? E dopo ancora? Dacci qualche news per accontentare la morbosa curiosità dei vostri fans.

HELMUTH: Serpenth e io abbiamo iniziato a scrivere nuovi pezzi lo scorso novembre 2018 per un nuovo album e abbiamo in programma di iniziare a provare dopo la stagione open-air, all’incirca verso metà agosto. Al momento, siamo completamente concentrati sui prossimi tour. Quindi per il momento non aspettatevi un nuovo album prima del 2020.

Allora non vediamo l’ora di vedere le vostre prossime performance durante gli show all’Orion Club (Ciampino, RM) e Slaughter Club (Paderno Dugnano, MI) i prossimi 30.04.2019 e 1.05.2019!!!

HELMUTH: Siamo entusiasti di questo tour e non vediamo l’ora di tornare di nuovo in Italia. In generale, le esibizioni dal vivo sono la vera essenza dei Belphegor. Ci saranno alcune nuove sorprese durante questi tour in arrivo. Essere sul palcoscenico è trascendentale, quasi orgasmico. Le migliori esperienze sono quando senti vibrare l’energia tra la band e il pubblico.

È un piacere, pura magia, cerchiamo sempre di eseguire le tracce con il coinvolgimento nel pubblico e con la massima brutalità. Grazie per l’intervista, e see you on the road to Hell!!

Grazie caro Helmuth, è stato davvero un piacere per me parlar con te!

Per ora è tutto ragazzi, rimanete sintonizzati per altre nuove interviste e reportage, linea allo studio!!!

a cura di Margherita Cadore

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