Finntroll + HateSphere + Profane Omen live @Romagnano Sesia – 30/09/14: il report della serata!

La locandina dell'evento

Ah, i Finntroll. Che dire, oramai li vedo un paio di volte l’anno. Non si poteva mancare naturalmente al loro tour in onore di ‘Nattfödd’, disco uscito giusto dieci anni fa che i finlandesi onorano dato il suo grande successo. Problemi d’organizzazione a parte (di cui parlerò ampiamente più avanti) si parte e si arriva in quel di  Romagnano (NO) addirittura con largo anticipo. La gente è scarsissima di fronte al locale e anche in giro per la cittadina il numero di metallari accorsi (e di bar aperti) sembra davvero esiguo.

Tempo di entrare e di fare qualche gradita conoscenza che i Profane Omen sono già sul palco.

 

Profane Omen

Pantaloncini, capigliature imbarazzanti e tanto groove sono gli ingredienti principali della band capitana da Jules Näveri, cantante della formazione che dà davvero un bello spettacolo arrivando a mettere in cattiva luce anche lo spettacolo dei successivi HateSphere. La proposta del gruppo è tra l’altro impossibile da non apprezzare in sede live: abbastanza cazzoni da divertire, abbastanza tecnici da avere continue variazioni che tengono ben attento il pubblico, capaci di pestare quando serve, il tutto senza esagerare e senza ricadere in nessun cliché musicale. Il quintetto insomma diverte e sembra divertirsi un mondo sul palco, infiammando il seppur scarso pubblico e provocando un pogo abbastanza diffuso. Anche i Finntroll, ben posizionati in fondo alla sala, sembrano apprezzare l’esibizione. Io stesso perdo l’occasione di farmi la consueta foto con Skrymer per seguire l’esibizione dei finlandesi, che invitano anche il pubblico a una specie di casatchok durante un pezzo.

Naturalmente da riascoltare sul disco, i Profane Omen vengono promossi in sede live con ampia sufficienza. Nota a parte la maglietta della nazionale indossata dal cantante Jules (che fa sempre piacere) e l’italiano non male mostrato dallo stesso (naturalmente in sede di turpiloquio verso nostro signore). Prova di italiano che sarà solo superata dall’immenso Vreth ma non facciamo spoiler.

A seguire nella serata ci sono gli HateSphere.

HateSphere

Gruppo nato nel 2001 e con quindi un bel po’ d’esperienza alle spalle, i danesi devo dire deludono un po’. Premettendo che non li conosco a fondo su disco, dal vivo solo una parola sembra poterli accuratamente descriverli: piattume. Riff veloci, violenti e a tratti non male che però vengono ripetuti più e più volte, semplicemente troppe volte. La buona prova tecnica di tutti e in particolare del cantante Esben “Esse” Elnegaard Kjaer Hansen e della chitarra solista Peter “Pepe” Lyse Hansen, seppur risollevi la prestazione del quintetto, non riesce a farmi arrivare alla sufficienza. Qui forse un po’ di colpa è da ricercare anche nell’acustica che, perfetta per tutta la serata, a volte mette troppo in disparte per l’appunto gli assoli. E’ sempre brutto vedere il solista di turno sbattersi a fondo e non sentirne l’effetto o non sentirlo bene, tanto più se il solista in questione sembra abbastanza ferrato.

Concludendo, per gli HateSphere mi sentirei di fare esattamente il discorso opposto di quello fatto per i Profane Omen: il gruppo probabilmente su disco guadagna ma dal vivo non mostra una varietà sufficiente ad essere apprezzato. Per i miei gusti ciò equivale a un peccato originale ma anche il resto del pubblico si mostra molto più freddo di quanto fatto col gruppo precedente.

Conclusi gli HateSphere sono delle rane (che accompagneranno tutto il concerto) a introdurre lo show dei miei troll preferiti.

Finntroll

Ora, siamo chiari: i Finntroll sono il mio gruppo preferito e nutro per loro un fanboysmo che potrebbe sconfinare in episodi di descrizione molto poco oggettiva. Fatta questa premessa incominciamo col notare l’introduzione di MörkÖ alla batteria al posto dello storico Beast Dominator, avvenuta oramai 4 mesi fa. Introduzione che, seppur abbia effettivamente tolto qualcosina al gruppo, non inficia minimamente la resa live del gruppo. Orecchie da troll, bombette, espressioni che meriterebbero un live report a parte: dal punto di vista scenico oramai i finlandesi sono una macchina da guerra capitanati da un Vreth sempre più scatenato sul palco che tra l’altro darà una grande prova d’italiano recitando una bestemmia che io vorrei tanto sapere dove ha imparato. Scopro poi (e nelle foto ne abbiamo dimostrazione) che si era addirittura appuntato la cosa vicino la scaletta. Che dire, rispetto!

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Lasciamo alle foto il resto della descrizione visiva del gruppo e passiamo alla musica. Cominciamo col dire che l’audio è stato perfetto e che anche da un punto di vista tecnico ci siamo trovati alla migliore resa live dei pezzi che io abbia mai ascoltato. Prendiamo ad esempio ‘Trollhammaren’, mai sentita così nitida (forse solo al Total Metal Festival del 2009) e soprattutto mai eseguita così bene, una vera goduria per le orecchie.

Ad aiutare la prestazione dei finlandesi è stata sicuramente anche la scaletta: Nattfödd è probabilmente il loro disco migliore da suonare dal vivo, denso di humppa come non mai e quindi invitante per tutta la sua durata a balli, poghi e wall of death. L’encore è poi circa il miglior encore che potessi desiderare, con tutti pezzi potentissimi, ottimi dal vivo e dal mio punto di vista a tratti quasi più apprezzati dell’intero Nattfödd. Molto dall’ultimo album ‘Blodsvept’ (Blodsvept, Mordminnen, När Jättar Marschera, Ett Folk Förbannat, Skogsdotter, Häxbrygd), che si conferma un ottimo album anche dal vivo, per poi andare all’indietro con qualcosa di tutti gli altri: ‘Solsagan’ e ‘Under Bergets Rot’ da Nifelvind’, ‘Nedgang’ da Ur Jordens Djup’, ‘Jaktens Tid’ da ‘Jaktens Tid’ e ‘Svartberg’ dal sempre bellissimo ‘Midnattens Widunder’.

Concludendo, i Finntroll si confermano un gruppo immenso dal vivo quanto sull’album. Un loro concerto è semplicemente divertente, violento, un piacere per gli occhi, le orecchie e gli arti. Se non li avete mai visto dal vivo, beh, muovetevi a vederli dal vivo.

Scaletta:

  • Vindfärd
  • Människopesten
  • Eliytres
  • Fiskarens fiende
  • Trollhammaren
  • Nattfödd
  • Ursvamp
  • Marknadsvisan
  • Det iskalla trollblodet
  • Grottans barn

(Encore)

  • Blodsvept
  • Mordminnen
  • Solsagan
  • Svartberg
  • När Jättar Marschera
  • Nedgang
  • Ett Folk Förbannat
  • Jaktens Tid
  • Skogsdotter
  • Häxbrzgd
  • Under Bergets Rot

Ed è qui che avrei voluto finire il mio report, con l’invito a tutti di andare a vedere i Finntroll dal vivo. Invito che immagino molti prenderebbero al volo, magari prenotando voli, treni, prendendo ferie, organizzando gli esami per avere quel giorno libero e così via. Poi magari a 6 giorni dal concerto ad un tratto ti cambiano location di 296 chilometri, passando da una città centrale, crocevia di ogni tipo di mezzo esistente, ad una località obiettivamente molto meno collegata. Sarebbe davvero una brutta cosa e come minimo sareste infuriati. Beh sappiate che è esattamente quello che è successo a tutti quei fan che si erano organizzati per la data che vi ho sopra descritto (la migliore prestazione dei Finntroll in Italia dal 2008). Organizzato oramai da mesi, il concerto doveva tenersi alla Zona Roveri di Bologna. A meno di una settimana dal concerto, con un comunicato lapidario che non spiegava nulla, l’evento viene spostato. Di 300 chilometri.

E’ semplicemente scandaloso spostare una data di 296 chilometri per qualsiasi motivo si possa pensare. Parliamoci chiaro, Il RnR di Romagnano è un ottimo locale e probabilmente se la data non è stata annullata è stato solo per la sua disponibilità addossatasi a 6 giorni dall’evento. Eliminata la responsabilità del locale, la Zona Roveri e la Barley Arts hanno praticato uno dei più antichi sport italiani, lo scaricabarile, con due comunicati l’uno a scaricare responsabilità sugli altri.

A valle di tutto i tre comunicati vengono cancellati.

Di chi è la colpa? Con chi arrabbiarsi? Personalmente metto da parte le mie opinioni, i fatti sono stati questi. Il risultato? Un locale semivuoto, con giusto un terzo o meno dei partecipanti alla data dei Finntroll dell’anno scorso (vado ad occhio). Solo personalmente conosco una ventina di persone che non hanno potuto partecipare per colpa di questo spostamento. Un gruppo di fedelissime da Pescara ha fatto i salti mortali per spostarsi da Bologna a Milano e da lì a passaggi è riuscita ad arrivare.

Io aspetto ancora risposte, sperando che quanto successo sia di monito per il futuro.  Nel frattempo ancora non ho letto delle scuse da parte di nessuno, e questo silenzio è quanto di più assordante si possa sentire.

  • A cura di Federico “Jezolk Lemma
  • Fotografie di Alessia Lazzaroni e Matteo “Theo” Damiani

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