Fear Factory live @ Magazzini Generali di Milano: il live report della serata!

12032229_10204560262038701_3614386725128339998_nDopo più di un decennio sono tornato ai Magazzini Generali di Milano, con un punto di vista diverso da quello con cui frequentavo questo locale anni fa. Come già all’epoca il locale non delude e nemmeno le scelte musicali della gestione.

Venerdì 17 novembre, dopo tanto, sono riuscito a vedere dal vivo una delle mie band preferite, i Fear Factory nelle loro unica data Italia per il tour dedicato al ventennale di ‘Demanufacture’, loro secondo album (Roadrunner Records, 1995).

C‘è da dire che con un album nuovo uscito proprio quest’anno, ‘Genexus’ (qui la recensione), hanno fatto una scelta controcorrente, che si è rilevata vincente. Il live è stato fondamentalmente una grande commemorazione musicale del loro miglior album e nessuno dei fan presenti ne è stato deluso. Anzi noi tutti siamo andati in delirio per ogni canzone, praticamente hanno suonato tutto l’album, seguendo con la testa le note di Cazares. Nel pubblico ragazzi giovani e metallari che erano stati giovani all’epoca in cui l’album era uscito, e per tutti è stato un evento memorabile

Sul palco sono un gruppo che dall’inizio alla fine rende il massimo, tanto che il povero Bell, nonostante fosse arrivato quasi senza voce alla fine del concerto, ha dato prova delle proprie capacità donandoci anche un estratto di tre canzoni da ‘Genexus’ e ‘Martyr’, tratto da ‘Soul of a New Machine’. Quando dal vivo un gruppo riesce a dare più che nello studio album è evidente che si ha a che fare dei “mostri sacri”. Ho apprezzato quei momenti in cui il bassista suonava note tanto basse da far vibrare tutto il locale ed i nostri cuori. In definitiva è stato uno tra concerto più belli a cui ho assistito e come musicisti meritano veramente tutto l’attaccamento dimostrato dai fans.

In attesa dei Fear Factory hanno suonato due gruppi che non conoscevo, i Dead Label e i Once Human. Dei due ho trovato più interessanti i primi mentre i secondi mi davano troppo la sensazione del già fatto dagli Arch Enemy.

A cura di Luca Truzzo

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