GODTHRYMM: ascolta il nuovo brano ‘The Sun Never Fell’
La band doom metal britannica Godthrymm pubblicherà il suo attesissimo terzo album, Projections, il 29 maggio 2026 tramite Profound Lore Records. Il disco, peraltro, segna il capitolo finale dell’ambiziosa Visions Trilogy.
Ora, nell’attesa, i Godthrymm hanno condiviso una nuova anticipazione, The Sun Never Fell, che potete ascoltare qui sotto. Come afferma il chitarrista e cantante Hamish Glencross: <<Presentiamo ‘The Sun Never Fell’ come secondo singolo tratto da ‘Projections’, poiché mette in mostra il suono epico e grandioso della band, ricco di armonie vocali, strati su strati di strumentazione e riff imponenti. La canzone si sforza di far risplendere la luce nell’oscurità più opprimente, con la speranza che emerge dalla disperazione>>.
Annunciando il nuovo album, lo scorso mese, la band ha condiviso anche il video di Truth In My Own, che riportiamo nuovamente di seguito:
Con Projections, i Godthrymm concludono un percorso iniziato con il loro debutto del 2020 Reflections e proseguito con l’acclamato dalla critica Distortions del 2023. Negli anni successivi a Reflections, la band si è costantemente affermata come una delle formazioni emergenti più importanti della scena doom metal britannica, spesso riconosciuta per la sua capacità di incarnare lo spirito del doom metal britannico dei primi anni ’90, un sound strettamente associato a pionieri del genere come My Dying Bride, Paradise Lost e Anathema.
Quel legame non è casuale. I Godthrymm sono guidati dal chitarrista e cantante veterano Hamish Glencross (ex My Dying Bride, Vallenfyre, Solstice) e dal batterista Shaun Taylor-Steels (ex My Dying Bride, Anathema, Solstice). Con un pedigree di tale calibro, l’identità sonora della band porta naturalmente il DNA del doom metal britannico classico.
Eppure Projections è ben lungi dall’essere un esercizio nostalgico. L’album vede i Godthrymm espandere ulteriormente il loro sound, costruendo sulle basi gettate da Distortions. Con una formazione allargata che ora include la tastierista e co-vocalist Catherine Glencross, il bassista Bob Crolla e il secondo chitarrista Kris McLaughin, il nuovo lavoro si presenta come l’album più stratificato, vario e complesso della band fino ad oggi, pur mantenendo la pesantezza colossale e carica di emozioni che definisce il loro sound. Si rivela anche il loro album più aggressivo fino ad ora.
Come spiega Glencross: <<In questo nuovo album vi presentiamo canzoni che incanalano la nostra passione, il nostro dolore, il nostro amore, la nostra furia: l’essenza stessa che ci rende ciò che siamo, e speriamo che in questo viaggio possiate ritrovarvi in qualche modo affini. Il nostro primo album, ‘Reflections’, ha riacceso la nostra passione e il nostro ardore per la musica che amiamo, il secondo album, ‘Distortions’, ha ripreso quel modello e lo ha ulteriormente sviluppato con grandiosità e visione. ‘Projections’ raccoglie tutto ciò che ci ha portato fin qui e si addentra nelle nostre anime musicali con la dovuta introspezione, diversità e contrasti delle emozioni che ci definiscono. Questo è ciò che siamo, e proiettiamo tutto questo attraverso il nostro nuovo album.
L’idea e la scrittura di ‘Projections’ sono iniziate mentre la registrazione del precedente album ‘Distortions’ era in fase di completamento. L’obiettivo era quello di spingerci oltre in termini di ampiezza e complessità musicale, e questo è stato ulteriormente alimentato dall’ambizione artistica con la nuova formazione presentata nell’EP ‘The Light’, ma anche influenzato dalle difficoltà della vita e dalle successive tragedie personali all’interno della band. Le canzoni sono un riflesso dell’amore, del dolore e della rabbia che tutti noi proviamo.>>
Projections è stato registrato in varie fasi nel corso dell’ultimo anno presso diversi studi, con Andy Hawkins e Glencross alla consolle.
Questa la track-list:
01. Trenches Deep
02. Truth In My Own
03. The Sun Never Fell
04. Endure My Skin (feat. Aaron Stainthorpe)
05. Jewels
06. Hope Is Eternal
La copertina è stata realizzata da Mitchell Nolte:

Photocredit: Frank Raplh

Suoni Distorti Magazine