ILLEGAL MIND: il nuovo singolo ‘Prison of My Mind’

ILLEGAL MIND: il nuovo singolo ‘Prison of My Mind’

Illegal Mind torna con Prison of My Mind, un brano punk rock crudo e introspettivo che esplora i limiti autoimposti e le battaglie silenziose combattute all’interno della propria mente. Scritto anni prima che il progetto avesse persino un nome e completato solo quando è finalmente risultato abbastanza onesto per essere pubblicato, il brano arriva come un messaggio inviato attraverso il tempo, diventando ogni anno più tagliente e rilevante.

Guidato dalla visione del progetto solista di Maxx Dee, Illegal Mind non si è mai appoggiato alla nostalgia, ma al confronto. Intimo, emotivo ed esistenziale, Prison of My Mind cattura il momento in cui quei muri interiori iniziano a rispondere. Musicalmente, il brano si muove nel territorio in cui il punk rock abbandona la lucidatura e ricorda le proprie ferite, mescolando l’asprezza dei Rancid, il ritmo dei Millencolin, l’aggressività dei The Offspring e l’onestà cruda dei primi Blink-182.

Dal punto di vista lirico, non si tratta di un inno alla fine di una relazione né di una classica canzone di rabbia. È uno scontro diretto con l’avversario più silenzioso e pericoloso di tutti: i propri pensieri. Il brano riflette cicli di autosabotaggio, confinamento mentale e la dolorosa consapevolezza che la prigione è stata costruita da scelte, ricordi e paura.

L’artwork del singolo rafforza questo concetto con immagini forti di isolamento e riflessione, ritraendo la mente trasformata in una cella, dove comprendere se stessi somiglia a scontare una pena. La luce che attraversa il confinamento suggerisce consapevolezza più che fuga, sottolineando come il risveglio spesso preceda la libertà.

Illegal Mind – ‘Prison of My Mind’ (2025)

Parte del prossimo album Nuclear Cockroach, il brano Prison of My Mind segna un punto di svolta per Illegal Mind. Invece di gridare la ribellione verso l’esterno, il brano la sussurra verso l’interno, sfidando l’ascoltatore a interrogarsi su ciò che lo tiene davvero prigioniero. In un mondo saturo di rumore, la canzone consegna il megafono alla voce che di solito ignoriamo, diventando non solo una canzone, ma un confronto.