Venom

Nascono nel 1979, e anche solo questo dovrebbe rendere onore ai Venom di essere in qualche modo “padrini” del genere metal estremo di natura satanico-occultista: per quanto tale definizione sia di mero comodo, visto di antesignani del genere riusciamo a trovarne quasi sempre, l’attitudine della band di Cronos si propone con chiarezza dall’inizio, con pochi fronzoli, direttamente al punto e qualità dei brani rigorosamente low-fi. Comunemente ritenuti i primi black-metaller della storia, estremizzano il rock’n roll selvaggio dei primi Motorhead e sprigionano crudeltà da ogni poro: il sound grezzo che compongono ne è degno accompagnatore, rendendo “Welcome to hell” (1981) e “At war with Satan” (1984) dischi imperdibili da un punto di vista storico. Premesso questo, i nostri non riescono a mio avviso a codificare i canoni del genere black metal, e questo per una serie di motivi. Non tanto per una perizia tecnica inferiore alla media (tantomeno per un discorso di velocità di esecuzione, non è questo il punto), quanto per l’eccessiva dispersione della loro produzione che li rende di fatto meno “cult” di quanto possano sembrare. Questo ovviamente non significa che non ci siano pezzi indimenticabili nella loro discografia come “Women,Leather And Hell”, “At war with Satan”, “Welcome to Hell” o “Countess Bathory” – essi pero’ risultano troppo diluiti all’interno di una produzione sconfinata e troppo spesso da dimenticare, qualitativamente piuttosto discutibile e con troppe poche idee. Tutto questo – ovviamente – senza nulla togliere alle effettive doti pioneristiche dei nostri: la raccolta “In memorium” raccoglie il meglio dei loro brani ed è forse il modo più idoneo per conoscerli oggi.

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