Tool, Smashing Pumpkins e Dream Theater al Firenze Rocks 2019: vi raccontiamo com’è andata!

Tool, Smashing Pumpkins e Dream Theater al Firenze Rocks 2019: vi raccontiamo com’è andata!

14 Giugno 2019 0 Di Francesco P. Russo

Ieri sera, 13 giugno, è partito il Firenze Rocks 2019, con un tris micidiale nella parte alta del cartellone. Co-headliner della prima giornata Tool e Smashing Pumpkins, preceduti dai Dream Theater.

Giunti alla Visarno Arena di Firenze, dopo aver affrontato un lungo cammino dal parcheggio alla location e la strada per arrivare all’ingresso dedicato, siamo entrati nell’area (già abbastanza gremita) qualche minuto prima che i Theater partissero con il loro set.

Il tempo di acquistare qualche token (più sotto toccherò questo discorso) per procurarci una birra fresca, e ci accomodiamo sul prato per ascoltare in tutto relax

DREAM THEATER

I Dream Theater, come ormai da prassi, si sono mostrati a proprio agio. Il sole è ancora caldo alle 17:00 del pomeriggio, molti fan sono in fila per entrare, ma la band parte mostrando tenacia, tecnica ed affiatamento – in barba al sole che li puntava in pieno. Petrucci, Mangini e Rudess si sono espressi alla grande e senza pecca, diversamente – un po’ – da LaBrie, che in alcuni frangenti ha “perso qualche colpo” (soprattutto nei pezzi dell’ultimo ‘Distance Over Time’). Il momento in cui la folla si inizia a scatenare è con ‘The Dance of Eternity’, tratto da quel ‘Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory’ di cui quest’anno ricade il 20° anniversario dall’uscita. Ultima parte della set-list dedicata ai classici, dove la band tutta si è dimostrata, ovviamente, ben rodata ma con qualche piccolo cenno di stanchezza nell’avanzare (comprensibilissimo viste le due ore di performance a manetta con le alte temperature). I Dream Theater si congedano tra rumorosi applausi e consenso da parte dei fan e noi ci facciamo un giro, in attesa del cambio palco, per curiosare tra gli stand e raccogliere qualche parere tra i presenti.

L’ultimo album dei Dream Theater lo trovate QUI!

SMASHING PUMPKINS

Sono più o meno le 19:30 e gli Smashing Pumpkins si apprestano a salire sul palco con l’intro di ‘Sarabande’ (di Händel). Scenografia bellissima (con tre totem giganti, che nel buio della sera avrebbe avuto un effetto mooolto migliore) e la band che parte sparando ‘Siva’ e ‘Zero’, tra un pubblico bello arzillo e partecipe. Oltre 40.000 persone intente a seguire lo show, cantare dietro la band ed interagire con un Billy Corgan in forma smagliante, come il resto della band. E’ stato uno spettacolo emozionante, per chi – come il sottoscritto – li ascolta da giovane età, rivedere Corgan e James Iha fianco a fianco!

Lo show ha avuto quel mood oscuro e con una contenuta velocità che da sempre contraddistingue la band. I pezzi scorrono via tra applausi, emozioni e tanto sudore, con ‘Solara’, ‘Bullet With Butterfly Wings’, ‘Tiberius’ e ‘Ava Adore’ che si susseguono deliziando gli apparati uditivi. Il pubblico nel frattempo si è decisamente infoltito e, all’unanime, è accalappiato dalla tela sonora degli Smashing Pumpkins.

Si imbrunisce il cielo e si girano i totem sul palco, passando ad una versione dark e con buoni giochi di luce ed effetti. Tra momenti energici ed intramezzi acustici (come in ‘To Sheila’), la band mette in mostra un alto livello, giungendo, nell’avanzare, ad una apprezzatissima cover di ‘Wish You Were Here’ dei Pink Floyd. Si conclude lo show ed il solo Billy resta sul palco, ringraziando il pubblico trepidante.

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TOOL

Ci si avvicina al “momento caldo” della serata in attesa dei Tool. L’area concerti è strapiena, qualcuno si siede per riposarsi qualche momento ma senza allontanarsi, per non perdere il posto faticosamente conquistato.

Atmosfere oscure, effetti luce e laser ineccepibili e ambientazione fumosa accompagnano lo show del “particolare” Maynard James Keenan e compagni che parte con ‘Aenima’.

Quella del Firenze Rocks è l’unica data italiana della band e la prima nella Nazione a distanza di ben 12 anni! Quello dei Tool non è solo un concerto, è una sorta di “rituale” dove suono, linee vocali, luci ed effetti vari sono parti di un unico blocco, pronto ad abbattersi sui fan. Chancellor picchia sul basso facendo vibrare il pubblico, mentre Jones maneggia possente la sua ascia. Sonorità “aliene” accompagnate da proiezioni più che psichedeliche con personaggi di altri mondi proiettato a iosa sugli schermi e sullo sfondo del palco, in cui è appesa una grande stella a sette punte – perno della scenografia.

Keenan canta per lo più celato da ombre e fumi, regalando una performance spettacolare all’invero simile. Mentre, alle pelli, il grande Carey si lancia tra contro tempi abominevoli, ritmi sincopati ed, in generale, una tecnica da far rabbrividire. I momenti veloci dopo qualche corsa vengono affogati pesantemente da cadenzate infernali ed aliene, giungendo ad attimi che definirei asfissianti. I Tool sono un mattone sonoro (in senso buono, s’intende), pronto a cadervi sulla testa dopo avervi allucinato. Attraversando ‘Parabola’, ‘Descending’, la delirante ’46+2′ e la possente ‘Stinkfist’ in chiusura non ci sono stati prigionieri. La band si è mostrata come in una fase di “trans” creativa, emanando un aurea unica, così come unici sono loro stessi!

Chi non ha mai visto i Tool dal vivo, non comprenderà pienamente cosa ci si aspetta da un loro spettacolo senza esserci “passato” almeno una volta. Sperando tornino presto in Italia, iniziate a prepararvi al loro prossimo attacco!

Una performance impeccabile terminata con i membri tutti esposti sotto i riflettori per salutare la folla esultante. Felici loro per la riuscita ed il riscontro, e felici noi per il “viaggio” appena affrontato, che non sarà mai dimenticato, ve lo assicuro!

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Rivolgendo l’attenzione al Firenze Rocks 2019, per quanto riguarda la mia esperienza della prima giornata, non posso che parlar bene dell’organizzazione dell’evento. La gestione dei token è una trovata per incitare a spendere di più, visto che con i pacchetti disponibili non si arrivava a spenderli tutti in maniera “quadrata”, bensì occorreva acquistarne altri per completare il numero necessario all’acquisto di bibite e panini (e per altri non intendo 2 o 3 token). Comunque sia, qualcuno rimaneva sempre inutilizzato e non rimborsabile.

Per il resto, tutto impeccabile, un’ambiente gioviale e sereno, tanta bella gente rivista dopo anni e nuove simpatiche conoscenze portate a casa!

A cura di Francesco “Chiodometallico” Russo
Fotografie di Giuseppe Serpa