THE QUIREBOYS – Amazing Disgrace

THE QUIREBOYS – Amazing Disgrace

29 Aprile 2019 0 Di Redazione SDM

Mi ricordo vagamente dei Quireboys, credo qualche video nei primi anni 90, poi nient’altro, mai più seguiti o incontrati, però mi ricordo bene il look, l’immagine ed il nome. Mi armo di wikipedia, onde evitare di fare figuracce e la prima cosa che leggo è: band di hard rock di impronta Slaze… a me personalmente queste classificazioni non piacciono molto, forse andavano bene negli anni ’80, dove si tendeva a classificare tutto, adesso le trovo riduttive. Invece è più interessante quello che trovo scritto dopo: spesso accostati ai Faces di Rod Stewart e Ronnie Wood, questa cosa mi colpisce perché i due artisti a cui vengono avvicinati sono tra i miei preferiti!

Quindi comincio l’ascolto e… si, il sound è davvero Brit… e pensare che quando sono usciti pensavo fossero americani!!! Già dall’inizio del primo brano ‘Original Black Eyed Son’ si è catapultati in quella atmosfera inglese anni 70, che va dai Faces a David Bowie ai Rolling Stones, anche il suono sembra essere rigorosamente naturale, niente suoni estremi o carichi: due chitarre, l’organo, i fiati, i cori, un bel solo di chitarra, molto rock’n’roll, questo è rock’n’roll… semplice… che significa Slaze?? Il secondo brano ‘Sinner Serenade’ parte sparato, sembra di entrare nel territorio degli Aerosmith, ma in maniera un po’ più naturale della pompa magna della band americana.

Che bello l’incalzare del terzo brano: ‘Seven Deadly Sins’, un groove fantastico, a tratti r’n’b, genere tanto caro a questo tipo di band, Stones in testa, segno che James Brown ha fatto davvero un buon lavoro. Puro Brit il quarto brano ‘Amazing Disgrace’, che dà il titolo all’album: l’arpeggio di chitarra potrebbe essere preso tranquillamente dal repertorio di Johnny Marr! ‘Eve of the Summertime’ (quarto brano), ‘This is it’ (settimo) e ‘Dancing in Paris’ (decimo)…. che dire? L’accostamento a Sir Rod Stewart non significa scimmiottamento, sono brani stupendi, dalla prima nota all’ultima, con una atmosfere caldissime… volendo trovare forzatamente un difetto potremmo affermare che potrebbero uscire direttamente da un buon album del baronetto. Si ascoltano volentieri più volte di seguito, fatelo con una ragazza vicino, si scioglierà come neve al sole…

‘California Blues’, ‘Feels Like a Long Time’, e ‘Slave #1’ sono degli ottimi brani
riempitivi per completare l’album in bellezza, ottimi rock’n’roll suonati da
inglesi, non sono brani eccelsi ma comunque scorrono e non dispiace ascoltarli nella playlist dell’album. Chiude il lavoro ‘Medusa, My Girl’, un brano molto molto particolare e molto bello, country, credo anche nel testo per quello che ho capito! Ottimo come chiusura, lascia la voglia di ascoltare nuovamente l’album.

Posso affermare che rispetto a quello che ricordavo io, questo lavoro è una piacevole sorpresa: io mi ricordo una band simile ai Guns ’n Roses e forse questo era il modo come veniva presentata all’inizio, quindi non li avevo presi troppo in considerazione, invece mi sono trovato un album maturo ed ispirato, segno evidente che i componenti della band non fanno dischi solo per andare in tour, ma per fare buona musica.

Lo consiglio a chiunque ami il rock inglese, gli accostamenti ai Faces, agli Stones al primo Bowie sono giusti e questo è quello che ci si deve aspettare da questo album.

A cura di Nicola di Già

  • Band: The Quireboys
  • Titolo: Amazinbg Disgrace
  • Anno: 2019
  • Genere: Hard Rock / Rock ‘N Roll
  • Etichetta: Off Yer Rocka Recordings
  • Nazione: Inghilterra

Track-list:

  1. Original Black Eyed Son
  2. Sinners Serenade
  3. Seven Deadly Sins
  4. Amazing Disgrace
  5. Eve Of The Summertime
  6. California Blues
  7. This Is It
  8. Feels Like A Long Time
  9. Slave #1
  10. Dancing In Paris
  11. Medusa My Girl