Slayer: la fine di un’Era.

Slayer: la fine di un’Era.

8 Luglio 2019 0 Di Minerva Photography

Slayer: la fine di un’era.

Ha avuto luogo proprio ieri sera, nella meravigliosa location del Castello Scaligero della bella Villafranca, a due passi da Verona, l’ultima data italiana del Farewell Tour dei nostri adorati Slayer.

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Esattamente due settimane fa eravamo all’Hellfest per documentare un altrettanto amazing live che come scaletta e durata è stata pressoché identica alla data italiana. Vi lascio con il nostro personalissimo Addio, come sempre condensando le emozioni ed i ricordi che tutti abbiamo verso questa band.

Tutto, ma proprio tutto sugli Slayer…
Lo trovi QUI!

Ci sono quei momenti ai quali, per quanto ti prepari, sai perfettamente dentro di te che non sei mai pronto ad affrontare ed accettare.
No ragazzi, non è morto nessuno, nessuno sta male, ma la prognosi è ancora più infausta da un certo punto di vista.
Gli Slayer se ne ritornano a casa, gli Slayer non suonano più, insomma, è finita ufficialmente, dopo ieri sera, almeno per noi, l’era degli Slayer

Una frase che rimbomba nella nostra testa facendoci sentire ancora più malinconici e vecchi di quanto non lo siamo già. Forse, direte voi, era da molto che gli Slayer non erano più Slayer: ricordo come se fosse ieri, quella triste mattinata in cui, dopo aver dato un esame all’università, un mio compagno di corso prendendomi per un braccio mi fa “Oh, è morto Hanneman”.
Certo, perchè certe notizie penetrano nella nostra quotidianità come un fulmine a ciel sereno, certe news ci chiamano tutti in causa come se fossimo tutti componenti di una grande famiglia, ci fanno star male, ci fanno provar dolore, ci rendono più uniti in tutto ciò che è la nostra seconda vita, il magico mondo della musica in cui ci esiliamo mettendo le cuffie ed accendendo il lettore.
E poi, di male in peggio, il Lombardone nazionale che prepara la valigia e se ne và.
Ci viene proposto fisso Gary Holt, impossibile non amarlo.
Ci hanno presentato Paul, scontato non accettarlo.
Araya rimane, Kerry King pure.

Possiamo perdere ore ed ore a parlare e ad ipotizzare i mille motivi che giustifichino questo tour d’addio: King che odia Araya, Paul che per quanto bravo non è mai Lombardo, una band che era LA BAND e che ora, nonostante non perda un colpo, con dignità non ci tenga a cadere nell’anonimato fra vari rimpiazzi ed uscite di album discreti che caratterizzano la terza età di qualsiasi gruppo.

Non sapremo mai se tutto questo è effettivamente un addio, non sapremo mai se Araya se ne sta davvero venti minuti immobile come un palo ad ogni fine concerto per guardare ognuno di noi negli occhi per l’ultima volta, non sapremo mai se ‘Repentless’ è l’ultimo album (Qui un indizio dagli Slayer!) e come una vita in pensione all’insegna della tranquillità possa colmare il ricordo di un’ora e mezza di fuoco e di Raining Blood.
E forse, non lo sapranno nemmeno loro.
O meglio, me lo auguro, perchè in fondo credo che noi tutti saremo ancora disposti ad attenderli in prima fila, che passino 10, 20 o 30 anni.
Pensateci,
e ripensaci proprio tu, Tom, noi siamo qui.

Grazie di tutto!!!
Fuckin Slayerrrrr

A cura di Margherita “Minerva Ph” Cadore