Satyricon live @ New Age Club, Treviso: il report e le foto della serata!

Satyricon

Satyricon live @ New Age, Roncade (TV), 18 marzo 2018: il ritorno la vendetta.

Un 30 e lode con bacio accademico meritatissimo, attribuibile non solo dai super black metal fans od esperti del genere, ma anche dai profani, che se ne escono dal locale pensando “Cazzo, dei veri e propri musicisti”. Un ritorno tanto atteso quello della band di Oslo, quanto il magnifico ‘Deep Calleth Upon Deep’, un album che segna un taglio netto con il passato, un lavoro innovativo ed introspettivo che lo stesso Frost (vedi intervista) definisce estraneo ai vincoli e alle restrizioni imposte dai canoni tradizionalistici del genere.

Si inizia in quarta con la prima canzone dello stesso, la malinconica e lunga ‘Midnight Serpent’: non siamo più davanti al sound tumultuoso, frenetico ed epico con il quale avevamo lasciato la band ma ad un progetto molto più calmo, introspettivo, studiato lungamente in ogni piccolo dettaglio. Un qualcosa che appunto viene apprezzato non esclusivamente dai misantropi super tvue abbonati al black metal scandinavo anni 90.

Ma detto fatto ecco che per i nostalgici si ritorna subito indietro nel 2013 con ‘Our World, It Rumbles Tonight’ e con ‘Black Crow on a Tombstone’: partono i coretti ed i pubblico si gasa cantando a memoria le parole, cosa che gasa a sua volta Satyr. Si continua con un mix di canzoni fra hit storiche e chicche del recentissimo album: ‘Commando’, ‘Now Diabolical’ e poi ancora ‘To Your Brethren In The Dark’ e la magica ‘The Ghost of Rome’.

Atmosfera ed emozione, un Zeitgeist tramite il quale gli stessi musicisti tengono a sottolineare come le radici della band si siano espanse sempre di più in profondità, alla ricerca di nuove strade, o forse meglio di nuove linee di espressione. Finalmente le tanto attese ‘Transcendental’ e una delle opere, a mia opinione, meglio riuscite e concepite dei Satyricon, ‘Mother North’: una maestosa sinfonia che ci riporta al lontanissimo 1996, anni di fuoco per il panorama black metal, scenario di scandali, omicidi, vicende tenebrose che tutti noi possiamo sentir raccontare nei minimi dettagli da qualsiasi fan fanatico del genere.

La band si dimostra perfetta ed impeccabile in ogni canzone…Satyr è particolarmente coinvolgente tanto che alla fine richiede un mini moshpit al pubblico: ci si guarda increduli per un attimo ma si decide di accontentarlo per 5 minuti, coscienti da entrambi le parti che l’età è molto distante dai 18 e dai poghi anni 90 e che ormai ai concerti si assiste immobili in piedi, limitandosi ad annuire o a cantare la propria canzone preferita, soprattutto negli ormai rari concerti black.

Ci stiamo avvicinando alla fine: ci si scatena con la famosa ‘The Pentagram Burns’ e ‘King’, due pilastri musicali che hanno reso famosi i Satyricon e che li hanno consacrati a band di eccellenza del contesto relativo. Contesto relativo mica tanto: forse non esiste più ne’ l’uno ne’ l’altro in quanto stiamo andando verso una nuova era priva di limiti astrusi, concezioni arcaiche o canoni preimpostati. Ed i Satyricon ne sono degni protagonisti nelle loro geniali ultime creazioni.
A presto Motherfuckers!

Report e foto a cura di Margherita Cadore