Rock The Castle 2018: il report dell’evento italiano più Metal dell’anno!

Rock The Castle 2018, con Carcass, Megadeth, Testament, Sodom, Killswitch Engage e tanti altri. Il live report dell’evento italiano più Metal dell’anno svoltosi al Castello Scaligero di Villafranca (VR) dal29 giugno all’1 luglio. Margherita Cadore (Minerva ph), vi racconta l’evento nel suo live report, in attesa delle photogallery complete!

Un mega concerto, 20 band, i nomi più famosi e quotati del panorama death, thrash (con doppia H) internazionale, metalcore ed alternative, un palco in uno scenario mozzafiato disperso nelle splendide lande veronesi: “non posso non andarci” è stato il primo pensiero non solo della sottoscritta ma anche di tutti coloro che verso maggio si sono visti il titolone Rock the Castle trionfare sulla locandina pubblicata su facebook.

Un evento che a fine partita è stato tanto apprezzato quanto criticato, ovviamente per quanto riguarda l’organizzazione, la lochessscion, il non uscire dopo essere entrati e tante altre cose che, a mio personalissimo parere, non denotano concrete lacune nell’organizzazione ma fanno capire quanto all’italiano (metallaro) medio piaccia sprecar il tempo a lamentarsi che apprezzare le vere cose.
Ordunque miei prodi, iniziamo.

Day One
Venerdì 29 Giugno

Venerdì arrivo verso le 14.00 a Villafranca, posto facilissimo e comodissimo da raggiungere in quanto localizzato a 10 minuti dall’uscita dell’autostrada milano-venezia, imbuco la macchina in una altrettanto comoda vietta laterale e mi presento all’ingresso. Si sa, alle 2 del pomeriggio chi vuoi che vada ad un concerto metal disperso in provincia di Verona? Entro quindi senza tante attese e pretese, dopo aver superato un metal detector che mi scannerizza dalla testa ai piedi e finalmente davanti a me il mitico castello Scaligero: bello grande il cortile, capienza massima 9000 persone mi dice la giuria, un praticello verde verde al centro e ai lati i vari rivenditori ambulanti di cibarie e merchandising che forse, potevano effettivamente essere di più in numero vista l’affluenza di persone. Ho trovato interessante il fatto di suddividere le giornate per genere:

  • Venerdì 29 giugno: Carcass, Killswitch Engage, At The Gates, Napalm Death, Unleashed, Nothing More, Game Over, Egosystema
  • Sabato 30 giugno: Megadeth, Testament, Exodus, Sodom, Destruction, Exhorder, Extrema, Xaon
  • Domenica 1 luglio: A Perfect Circle, Frank Carter & The Rattlesnakes, McKenzie

Inutile dirlo ma i giorni che hanno riscosso maggior successo in fatto di presenze sono stati gli ultimi due, e sinceramente mi dispiace un po’ per il venerdì in quanto la line up relativa meritava davvero. (Sottolineo al gentile lettore la mia partecipazione esclusiva ai primi due giorni, quindi la seguente recensione non tratterà purtroppo la domenica).

Proprio al mio arrivo aprono le danze gli italianissimi Game Over, 4 ragazzi giovanissimi che avevo avuto il piacere di scoprire vari anni fa in un altro festival ed il cui stile io A-DORO perché rispecchi molto il Thrash old school primi anni 90 d’influenza Exodus ed altri gruppi della Bay area.
 Si susseguono i Nothing More e gli svedesi cazzutissimi Unleashed… il caldo si placa, il sole si abbassa e la gente finalmente inizia ad arrivare.
 Alle 17.40 esattissime iniziano i Napalm Death: noto la puntualità con la quale le band si susseguono sul palco, una precisione che ha accompagnato tutto il festival fatta eccezione dei Sodom, perchè si sa… i Sodom sono i Sodom.
 I gruppi suonano relativamente dai 30 minuti ad un’ora: trovo anche qui che il tempo sia stato distribuito equamente relativamente alla band considerata, quindi non vedo l’ora che i Napalm terminino (mi dispiace, personalmente mai sopportati come genere nonostante sia la prima a riconoscerne la bravura ed il fatto che sia una band storica e cicci’ cocco…) per vedermi gli At the Gates.

Siamo sempre in Svezia e si sa, gli Svedesi la sanno lunga dal punto di vista musicale ed oltre ad esser famosi per Amon Amarth, Dissection e Dark Tranquillity di sicuro non possono non esserlo per questo gruppo storico che in un’ora incendia il palco.
 Prima volta che vedevo i successivi Killswitch Engage, metalcore direttamente dagli Stati Uniti, “giovincelli” rispetto alle altre matusa metal e personalmente una grande sorpresa vista l’esibizione altrettanto curata e buona ed il coinvolgimento della stessa band: simpatico il chitarrista che scende e continua a correre per mezz’ora in mezzo al pubblico.
 E finalmente, ladies and motherfuckers, i Carcass.
 Credo che il 60% del pubblico sia venuto esclusivamente per loro vista la ressa che si crea sotto il palco.
 Uno show davvero unico, che li riconferma per l’ennesima volta pionieri del genere. Un’ora e mezza di sonorità curate, un greatest hit straordinario.
 Un incipit ed un finale con le varie chicche del famosissimo “Surgical Steel”, a tre quarti invece un medley dei primi album.
 La gente si saluta e si dà appuntamento per l’indomani, più carichi che mai.

Passiamo il sabato.

Day Two
Sabato 30 Giugno

Arrivo per i Destruction e capisco già come sia cambiata la situa. Un disastro di persone, il triplo se non il quadruplo rispetto alla giornata prima, coda abbastanza lunga all’ingresso ma reduce di 3 giorni di Hellfest della settimana prima un’attesa di 10-20 minuti è ridicola rispetto alle due ore di coda che la bella Clisson ti fa fare sotto il sole per due ore.
 La giornata inizia in quarta con Schmier Fink: dalla Germania con furore Destruction e Sodom scatenano il pubblico. Ottima, bella, precisa e pulita l’esibizione dei primi… deludente per l’abnorme attesa quella dei secondi.
Daje ragà, ricordo che già al Metalcamp anni che furono vi eravate fatti aspettare tra i fischi del pubblico… che succede?
 Va beh, per i venti minuti che restano la band ha avuto modo di farsi perdonare (problemi tecnici? arrivati loro tardi? va beh, performance mitica in ogni caso).

E finalmente, gli amatissimi Exodus: ammetto che tutte le band del bill di questi giorni le avevo già viste la settimana prima in Francia, magari con la stessa identica scaletta e le stesse canzoni… ma con gli Exodus è sempre amore a prima vista. Sia loro che i successivi Testament possono vantare di musicisti unici, coinvolgenti, ottimi in live e molto carismatici come animali da palcoscenico: è impossibile stancarsi od annoiarsi davanti ad un Steve Souza od un immortale Chuck Billy.
 E per finire… i Megadeth. Preoccupata riguardo l’esibizione non molto brillante del precedente sabato (Dave Mustaine completamente senza voce, concerto iniziato con un intera canzone suonata esclusivamente con la batteria visti i problemi in cassa di voce, chitarre ecc) mi rincuoro già ad inizio esibizione: i Megadeth sono andati bene, hanno suonato di tutto e di più in un’ora e mezza di pura follia scatenando l’entusiasmo del pubblico.

Alla fine della fiera che si può dire di questo festival? Che è piaciuto, ed anche tanto. Le critiche sul fatto di non poter uscire una volta entrati trovo che denotino una mediocrità di mentalità e di pensiero tipiche di un fan di Vasco Rossi, non di rinomate band musicali: uscire per cosa poi? Per bere una moretti calda comprata al prix sotto casa in macchina? Uscire per ammirare le bellezze folkloristiche delle giostre di Villafranca?
 Per farsi un giro in tagadà tra i Sodom e gli Exodus?
 Per favore.

Invito tutti coloro che si sono lamentati per essersi ritagliati un permesso al lavoro ed aver preso la macchina direzione Villafranca lo scorso weekend a farsi qualche giorno in tenda in festival come l’Hellfest o il Wacken, concerti da oltre 100 000 persone sparse in aride steppe sconfinate km e km senza un minimo di ombra, dove la coda per farsi un’ Heineken annacquata la fai per due ore e non 20 minuti. Il nostro problema è che non riusciamo ad apprezzare ciò che abbiamo, non ci impegniamo minimamente a realizzare in qualità di spettatori una discussione costruttiva per capire cosa si possa migliorare nel panorama italiano metal destinato a diventare sempre più chiuso, preferiamo sconfinare in un’ottusa accusa costellata da mille bestemmie, perché c’è sempre qualche ma e qualche però.
 E perché non sappiamo mai valorizzare ciò che abbiamo davanti a casa.

Brava Vertigo come sempre e W il Rock the Castle dico io!
 Alla prossima edizione ragazzi.
Voto al festival DIESCI!!!

A cura di Margherita C. (Minerva Ph)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*