Postino, nuovo volto coperto della scena Indie!

  • Scorre già su Spotify assieme alle altre canzoni indie che tutti conosciamo;
  • La sua foto di profilo si confonde senza troppi sforzi nella playlist indie;
  • Si potrebbe annoverare nella scena indie romana che nessuno se ne accorgerebbe.

É uscito il 17 marzo su YouTube il video della sua “Blu”, il singolo d’esordio. Solitamente per i musicisti esordienti la domanda è sempre quella: quali esperienze pregresse hai in tema di progetti musicali?

La storia di Postino è molto interessante, arriva in punta di piedi in un mondo che sembra già saturo, ormai i meme su Calcutta ce li sogniamo la notte. Eppure non ha ricevuto ancora una critica o un commento negativo. Ma chi è questo misterioso cantautore dal volto coperto che si chiama come il mestiere a cui tutti aspiriamo pur di avere un posto fisso?

 

Postino, una nuova promessa dell’Indie di qualità

Durante la nostra telefonata mi ha raccontato che prima era solo un autore di canzoni che nei momenti bui chiudeva i libri e scriveva testi lasciando uscire l’arte fuori dai suoi pensieri. Questo è il suo primo progetto musicale in assoluto.
É successo che un giorno è uscito dalla sua comfort zone, nonché di casa, dove a pochi passi c’era l’etichetta discografica. «Gli ho detto che avevo questo album pronto, ma volevo pubblicarlo per una soddisfazione personale più che per diventare famoso».

Laureato in medicina guarisce con la musica

Scoprire poi che questo ragazzo alle spalle non ha esperienze musicali ma una laurea in medicina lo ha reso subito il mio eroe. Postino per quanto mi riguarda è la definizione di multitasking fatta persona. Se ci si riflette però non si è allontanato molto alla fine: la musica ha il potere di guarire l’anima.
Postino sbuca fuori oggi perché prima «non aveva tempo». Il tempo lo ha passato all’Università nella Facoltà di Medicina. Se si ascolta con attenzione Blu qualcosa la canzone già la svelava. Innanzitutto c’è questa metafora del cuore blu con evidenti problemi di circolazione sanguigna, e poi si capisce che l’autore era impegnato quando nella canzone dice che vuole dedicare “un’altra stupida scelta sbagliata” ma non ne ha il tempo.

Out of the comfort zone

Un’altra tipicità indie è questa di svelare la musica senza svelare il volto. Ad una domanda a riguardo mi ha spiegato che la scelta di svelarsi così, poco a poco nasce da una profonda timidezza. D’altronde è anche quella che non lo ha spinto prima a presentarsi al pubblico.
Si sa che i timidi sono solo persone più prudenti, ed è per questo che gli piace anche «giocare sul senso di mistero». La bella notizia è che fra poco il nome Postino avrà un volto. Ciò un pò lo turba poichè fama e responsabilità, nella maggior parte dei casi, vanno di pari passo, ma tutto sommato fa parte del gioco.

Blu

L’ascolto assiduo di Blu mi ha portato a due ultime riflessioni: una interna sulle sfumatore soul che contiene il suo arrangiamento e una esterna che riguarda il suo pubblico. Alla domanda Quanto soul c’è nella tua espressione musicale? Postino ha chiarito che è merito dell’arrangiatore e non dall’autore: «Renato, il mio arrangiatore, è un intenditore di soul».
Parlando di pubblico, Postino mi svela subito che «è quello dell’indie pop», ma che ha «ricevuto messaggi anche da gente di quarant’anni» e la spiegazione di ciò può solo stare nel fatto che il suo singolo è un pezzo di qualità curato nei minimi dettagli.

Se l’indie è morto il Pop è rinato

Postino tende al cantautorato, ciò che gli riesce facile è concentrare i concetti nei versi di una canzone «Se ci pensi De Gregori era indie» mi ha detto. Inoltre sostiene che l’indie è la rivoluzione della musica italiana e io sono pienamente d’accordo con lui. Mi ha detto «Trovi ciò che non trovi nel pop». Il pop a volte «è musica di plastica e oggi stiamo assistendo ad una rinascita» della musica made in italy (Vedi Giorgio Poi che apre il concerto dei Phoenix ).

Sul discorso se l’indie è morto o meno: vedere nomi di persone che provengono da una formazione musicale indie, elettronica o rock alternativo invadere classifiche e playlist è ciò che, noi che ci aggrappavamo a Cassius e Drums, aspettavamo da anni.

Finalmente abbiamo i nostri testi da cantare in italiano e i nostri idoli da apprezzare dal vivo praticamente sempre, senza aspettare la data italiana o prendere un aereo. E questo conta non poco. Certo, vedere un bambino viziato scrivere “nessuno che dice se sbagli sei fuori” mi fa un po’ senso, ma vorrei vedere tutti i giorni musicisti indie in TV.

Quindi, voi che «Tommaso Paradiso sei un venduto», allacciatevi le converse e siate grati.

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Svolgo tutte mansioni con nomi inglesi, ma non lo faccio apposta.