Napalm Death

Band dedita inizialmente (1981) ad un punk molto esasperato (sostanzialmente crust), progrediscono prima verso un grind-core senza compromessi per poi diventare decisamente più orientati sul death. Un suono che in troppi casi si viene tentati dal classificare come semplice rumore – e questo anche tra moltissimi appassionati del genere – ma che invece possiede tutti i presupposti per una onesta rivalutazione. Tra le singolarità della band annoveriamo brani provocatori come “You suffer” (di soli 5 secondi), il fatto che nessuno dei membri originali sia attualmente parte del gruppo, diversi tentativi di sperimentazione nel corso degli anni ed un’attitudine da sempre più hardcore punk che metal. Tra i dischi consigliati, “From enslavement to obliteration” ed il classico “Scum”, anche se uno dei miei preferiti rimane “Utopia Banished”, pubblicato sotto la Earache Records nel 1992.

La contraddizione apparente che accompagna la loro fama (sono una band punk o metal?) trova una sostanziale liberazione all’interno di questo tipo di lavoro (della serie: sono una band che sa produrre musica estrema): è in questa sede che, soprattutto, esce fuori uno dei dischi più corposi e ricchi di contenuti mai realizzati dalla band. Siamo molto lontani dalle esasperazioni del passato – del succitato Scum, ad esempio – perchè i Napalm Death stanno provando a realizzare il proprio concetto di death metal, che vive di una propria personalità pur non avendo molto a che vedere con i parossismi musicali di altri colleghi più preparati tecnicamente. Il noisecore/noisegrind che era stato ampiamente esplorato in Earache Records nel folle “From enslavement to obliteration” viene messo in un angolo, ma questo ovviamente non significa che si giochi a fare improvvisamente i virtuosi: si da’ piuttosto una struttura più “classica” al tutto, organizzandolo in “sole” quindici tracce concrete, minimali e decisamente più lineari del solito. Per quanto questo ultimo aggettivo farà alzare più di un sopracciglio quando si parla della band di Shane Embury, si vuole in questa sede simboleggiare come diventi improvvisamente “chiaro” (!) il sottotesto della band. E quindi brani come “Christening Of The Blind”, o anche episodi caratterizzati da minore immediatezza come “The World Keeps Turning” e “Judicial Slime” finiscono per esaltare il punk senza disprezzare il metal estremo. L’anello mancante dell’evoluzione punk e metal passa quasi certamente da dischi di questo tipo.

Formazione del disco “Utopia banished

  • Mark “Barney” Greenway – Vocular Armageddon
  • Jesse Pintado – Dissonant Distorted Delirium No. 1
  • Mitch Harris – Dissonant Distorted Delirium No. 2
  • Shane Embury – Sub-end Vexation
  • Danny Herrera – Hyper Cans

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