Metal dietro le quinte: speciale anti-pirateria, con gli EndlessPain!

Con questo speciale non voglio ripetere per l’ennesima volta il fatto che sono contro la pirateria musicale, poichè credo di essermi espresso a tal riguardo, in più sedi e svariate volte, per cui renderei questo reportage esclusivo di una noia mortale e ripetitivo.

Ci tengo però a mettere in evidenza la realtà di quello che viene distrutto scaricando illegalmente la musica (in questo caso Metal). Mi ero promesso di far capire, soprattutto ai più giovani, a cosa si venga a mancare di rispetto quando si scarica anche un solo cd.
Per l’occasione ho avuto il piacere di avere al mio fianco i thrashers bresciani EndlessPain, rappresentati da Beppe, il chitarrista, una persona mostratasi davvero amichevole, disponibilissima e molto appassionata. Gli EndlessPain sono, ad oggi, sotto contratto discografico con la Nadir Music di Genova del buon Trevor (Sadist), ed è a questi che voglio anche ringraziare per la disponibilità accordata e la grande cortesia e giovialità (che da sempre li contraddistingue).
Tornando sui passi iniziali…..

Gli EndlessPain lo scorso Marzo 2011 hanno iniziato a lavorare alle registrazioni di quello che è il loro nuovo album ‘Chronicles Of Death’. Le registrazioni sono state effettuate presso i Nadir Studios, dove la band ha passato molto tempo, sacrificandosi tra la passione per la musica e la vita quotidiana fatta di lavoro e stress, che quasi tutti conosciamo bene.

Volendo portare alla vostra attenzione le fatiche ed i momenti di gioia celati dietro le quinte di un simile lavoro, ho avuto come compagno di “viaggio” il buon Beppe, come citato all’inizio, chitarrista della band, che in una chiacchierata ha avuto modo di illustrarmi un pò tutto quello a cui lui ed i suoi compagni musicisti sono andati in contro per la passione e per il piacere di regalare al pubblico la propria musica.
Ecco quanto è stato detto……
Ciao Beppe, illustrami un pò il lavoro che svolge una band, in questo caso la tua avventura con gli EndlessPain , per quel che concerne la realizzazione di un album…
Beppe: Ciao, ti spiego prima di tutto come funziona normalmente la vita degli EndlessPain, e per normalmente intendo quando non abbiamo un album da preparare e quindi facciamo normalissime prove dove decidiamo le scalette dei concerti, le proviamo, le cronometriamo per vedere se rientrano nei tempi previsti, ci studiamo qualche nuova cover o rispolveriamo qualche vecchio pezzo ormai dimenticato.
Considera che tutti noi abbiamo un lavoro pieno diurno, quindi minimo 8/10 ore della nostra giornata sono impiegate al lavoro, poi ci troviamo due volte la settimana, solitamente il Martedì e il Giovedì a Brescia, nella nostra sala prove privata dove, per 2 ore, ci caliamo nel nostro mondo fatto di musica estrema.
Quando invece dobbiamo preparare un nuovo lavoro, e per noi è successo già sei volte negli ultimi dieci anni (2 demo, 1 EP e 3 album), cambiano un po’ di cose….
Innanzitutto i pezzi vengono portati già pronti in stanza, quindi nel tempo libero o durante il fine settimana chi ha l’ispirazione buona si prepara i vari riff della canzone, la registra velocemente, vede con che tempo di metronomo può funzionare e poi la porta a far sentire a tutti gli altri.
Da quel momento in poi si inizia a valutare come e dove aggiungere gli altri strumenti, per cui la canzone da grezza viene rivista e riarrangiata completamente da tutto il gruppo, e alla fine può anche cambiare parecchio.
Dopo di chè, una volta finita, viene provata svariate volte e poi registrata “live” in presa diretta per sentire esternamente l’effetto che fa e se viene approvata da tutti la consideriamo finita e passiamo alla successiva.
Per Chronicles of Death, il nostro ultimo album appena pubblicato, abbiamo sfornato nove canzoni in questo modo (la prima del cd, ‘The Ascent of Golgotha’, è nata completamente in stanza senza che nessuno la portasse da casa), e in 6 mesi eravamo pronti ad andare a Genova a registrare l’album.
Infatti nel Settembre del 2010, dopo aver trovato l’accordo con la Nadir Music, abbiamo bloccato tutti i concerti e ci siamo dedicati completamente alla stesura dei brani. Abbiamo lavorato a casa e ci siamo trovati in stanza per tre volte a settimana e siamo riusciti a preparare tutto nei tempi stabiliti.
 
Avete registrato quindi fuori sede, suppongo sia stato non molto comodo sia per il tempo sia per le spese…
Beppe: Il fatto di registrare a Genova ci ha portato a percorrere per ben 10 volte la tratta Bs-Ge-Bs, che con il prezzo della benzina e dell’autostrada puoi capire che non è proprio economico. In più a volte partivamo alle 6 della mattina e tornavamo a notte fonda, per poi andare a lavoro il giorno dopo.
Non voglio lamentarmi di niente, è un hobby e siamo noi che lo vogliamo e siamo contenti di farlo, però ti assicuro che dietro un cd c’è una preparazione e una spesa di energie e di soldi davvero non indifferente.
Tra l’altro comporre un album che deve soddisfare anche le esigenze di un’etichetta, ti crea uno stress aggiuntivo e ti porta a lavorare ancora di più e ad essere il più critico possibile verso il tuo lavoro.
Ti riassumo comunque qualche dato:
160 ore di prove effettive, più tutte quelle dedicate singolarmente a casa per la creazione dei brani, 10 viaggi bs-ge-bs che corrispondono a 5000 km di strada e 50 ore di tempo in viaggio, i Nadir Studio prenotati per quasi un mese tra registrazioni, mixaggio e masterizzazione
Quindi alla fine anche tanti soldi spesi per arrivare alla realizzazione del progetto.
E poi una volta arrivati alla stampa, che sembra la fine del percorso, inizia invece tutto il discorso promozionale e quindi si ri-inizia a provare le scalette dei concerti, a viaggiare per le varie date, a fare interviste scritte o in radio, ad aspettare le recensioni ecc ecc.
Ti ripeto, non voglio assolutamente far pesare il tempo impiegato, però sicuramente c’è da valutare che come hobby è veramente impegnativo. (puoi ben dirlo ndA)
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Dopo questa soddisfacente illustrazione, da parte di Beppe, tenendo conto dei dati forniti, ognuno di noi potrà rendersi conto che sarebbe una gran bastardata tagliare le gambe alle giovani band con la pirateria.Non potevo esularmi dal togliermi alcune curiosità e chiarire alcuni punti attraverso una breve ma significativa intervista.

Una chiacchierata fatta, in modo davvero piacevole, in uno dei primi e caldi pomeriggi estivi…..

Beppe, come gentilmente hai avuto modo di illustrarci, le attività degli EndlessPain, sono da ritrovare negli spazi di tempo liberi, poichè purtroppo non si vive di musica, e si devono fare i conti con il lavoro reale per tirare avanti. Ma c’è mai stato un momento in cui qualcuno di voi ha mai pensato di non farcela?

Certo, e più le cose migliorano e il gruppo cresce e più cresce anche l’impegno economico. Ogni tanto se ne parla tra noi e si litiga anche per spese da affrontare…
Purtroppo non sempre tutti hanno soldi da investire e quindi ci si ferma un attimo a ragionare. Ti assicuro che l’unica cosa che ci ha fatto andare avanti in questi anni è la passione totale per la musica, senza questa non saremmo durati nemmeno un anno.

Fare tutti questi tragitti da Brescia a Genova, per raggiungere i Nadir Studios, hanno comportato alcune fatiche ed alcuni sacrifici, come hai detto, tornare a notte fonda dalle registrazioni ed andare al lavoro la mattina dopo. Tuttavia dopo l’ascolto dell’album credo che ne sia valsa la pena. Ma una band che come voi affronta anche certe spese, si ritrova qualche tipo di rimborso, a parte le soddisfazioni finali che rinfrancano il tutto?

L’unico modo per rientrare dalle spese della registrazione è vendere cd. Nei live i cachet normalmente servono per rientrare dalle spese del viaggio e se qualcosa avanza lo reinvestiamo in attrezzature varie.

Come hai detto anche tu, oltre alle proprie soddisfazioni, si deve tener conto di quelle dell’etichetta che produce. Ci sono state alcune vostre scelte abbandonate perchè non condivise dall’etichetta? Come vi siete trovati a lavorare con la Nadir Music?

Con la Nadir ci siamo trovati ottimamente, ci hanno parlato con chiarezza fin da subito e non ci hanno imposto nulla.

Naturalmente nel registrare con Tommy (Talamanca, chitarrista dei Sadist) sono emersi diversi punti di vista e abbiamo valutato i suoi consigli, ma l’ultima parola era sempre la nostra.

Questo reportage nel quale sto avendo il vero piacere di trovare la collaborazione degli EndlessPain, vuole mettere in luce le fatiche ed i sacrifici che una band affronta con passione e dedizione, pur di portare degnamente all’attenzione dei metalheads la propria musica. Riprendendo i dati da te forniti ci troviamo al cospetto di un lavoro dove; sono stati spesi 160 ore di prove effettive, tralasciando quelle ore dedicate alla creazione dei pezzi da zero. 5000 chilometri di viaggio per andare a registrare e le relative spese di carburante, di prenotazione degli studi e varie inevitabili come il mangiar qualcosa ed altro. Ora… io credo che chi partecipa alla pirateria musicale venga a mancare fortemente di rispetto a tutte queste cose che si affrontano, ed a voi che le affrontate. Oggi lo fate voi, ieri l’ha già fatto qualche altra band e domani altre lo faranno. Hai qualche parola da spendere verso tutti coloro che mancano di rispetto a voi bands, scaricando illegalmente e/o senza permesso i vostri album?

Il discorso pirateria è complesso e molto difficile da affrontare. Se fosse una cosa facile sicuramente le varie major avrebbero già trovato una soluzione da tempo, anche perché chi ci sta rimettendo più di tutti in questo momento sono loro e di conseguenza i musicisti, non viceversa.
Una volta firmare un contratto voleva dire accasarsi e, se non proprio guadagnare per vivere, comunque non avere più spese. La casa discografica faceva i soldi a palate e volentieri ne usava una parte per far funzionare il gruppo che lavorava per lei, quindi investiva in studi di registrazione, pubblicità, tour, merchandising ecc.
Ora non è più così, ci sono moltissimi gruppi, il mercato è saturo di uscite e il cliente finale che dovrebbe comprare il cd non può investire migliaia di euro per comprarsi tutto quello che esce, e spesso scarica il cd per sentirlo ma, scaricandone decine alla volta, perde la possibilità di dare un reale ascolto al lavoro e quindi lo fa in un modo veloce e superficiale, che purtroppo penalizza tutto quello che sta dietro un’uscita discografica.
Per me questo è il problema maggiore. Io da giovane consumavo i vinili che compravo, ne prendevo 4/5 al mese e li ascoltavo fino a conoscerli a memoria. Mi guardavo la copertina, le foto e mi leggevo i testi. Ora non più…si scarica l’album in mp3, si ascolta qualche canzone o magari qualche secondo delle prime canzoni e poi si passa all’album dopo, senza cogliere i piccoli dettagli che compongono una canzone e che magari hanno bisogno di vari ascolti per essere capiti.
Anche i grandi classici sono tali perché hanno avuto la possibilità di essere ascoltati e capiti ed ho paura che un grande album proposto oggi, da un gruppo sconosciuto, resterebbe nell’ombra.
D’altronde una volta c’era già una sorta di pirateria, ci si passava le cassette registrate (i Metallica sono nati proprio così) ma erano oggetti veri, li si aspettava e venivano consumati dai ripetuti ascolti, non bruciati in 5 secondi e cestinati.
 
Secondo te, cosa si potrebbe fare per fronteggiare questo fenomeno della pirateria musicale. Come potrebbero e dovrebbero, secondo il tuo parere, comportarsi le etichette e tutti coloro che costituiscono il mercato discografico?

Ho letto della nascita di I-Cloud, praticamente la Apple paga le case discografiche per avere i diritti degli artisti, tutte queste canzoni vengono caricate su un server e ognuno si abbona (si parla di 25€ l’anno) per poi scaricare legalmente fino a 5000 brani.

Potrebbe essere una svolta, vedremo….

Tra tutto questo tempo passato a stretto contatto, tra voi membri della band, hai qualche aneddoto simpatico successovi da poter condividere con noi? Ah io sapevo che Fuso (il drummer) una notte ha dormito in studio con un sacco a pelo…….

Ahahahah non solo lui ha dormito nel sacco a pelo, ma questa sicuramente è la cosa più normale (e raccontabile) che ha combinato….gli EndlessPain sono 5 imbecilli che vanno in giro per l’Italia a a suonare e divertirsi, per forza capitano cose assurde.

Se andate su www.endlesspain.it ed entrate nella sezione di youtube potete vedere dei video che riprendono un pò di cazzate avvenute on the road.

 

Beppe, ti ringrazio vivamente per il tempo che mi hai concesso e la gentilezza mostrata. Non mi resta che augurare, sia a te che alla band, tutto il meglio per l’avvenire. Concludi liberamente come preferisci e manda i saluti a chi vuoi. A presto!

Ringrazio voi di Suoni Distorti per il lavoro che fate per l’underground italiano, che è veramente ricco di validissime band.

Io posso solo dire che se vi ritenete metallari dovete dare una possibilità a chi mantiene viva questa musica, seguendo i concerti e ascoltando con attenzione le nuove uscite. Scaricate, ma se vi piace compratelo o prima o poi non ci sarà più nessun gruppo per suonare…
Spero che almeno i più abbiano capito cosa le bands fanno ed affrontano di tutto per la sola passione!
Ragazzi rispettate questi musicisti, comprate prodotti originali.
Scaricate, se magari prima volete ascoltare una band, ma poi acquistate il supporto audio originale. Vi lascio facendovi un mio personale paragone…
La pirateria è come una pizzeria….. al tavolo date un morso alla pizza dell’amico che vi siede accanto, per assaggiarla, ma se vi piace la ordinate no?
Per i cd è lo stesso, scaricate qualche pezzo per ascoltare e conoscere, ma se vi piace compratelo. Non credo che in pizzeria rubiate la pizza dell’amico che ve l’ha fatta assaggiare…..
Vi ringrazio per il tempo speso per la lettura di questo reportage ed ancora una volta ringrazio calorosamente Beppe e tutti gli EndlessPain, la Nadir Music (Trevor, Tommy e tutto lo staff). Supportate il Metal italiano ora e sempre…Amen!

Se volete conoscere o seguire gli EndlessPain:
Sito Ufficiale, MySpace, FanPage su FB, ReverbNation.

a cura di Francesco ChiodoMetallico
 
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Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà underground in ambito Metal / Rock e nell'organizzazione di eventi. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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