L’ORRORE DELLA FINE + STRIKE AVENUE live @ Rende (CS): il report della serata!

(29/01/2013) Un nuovo appuntamento con il metal targato B-Side che ha visto coinvolte due band che hanno proposto i rispettivi generi decisamente “imparentati” tra loro: da un lato l’hardcore punk de L’orrore Della Fine, dall’altro la brutalità metal/deathcore degli Strike Avenue. Sono proprio i primi ad aprire le danze, una band formatasi di recente a Cosenza, raccontano in bio, in occasione di un concerto dei grandissimi Bloody Riot. 
La scelta madre a livello attitudinale è proprio quella di cantare quasi interamente in italiano, e questo al fine di esprimere al meglio sentimenti, rabbia e disagio che trasudano, a ben sentire, con lo stesso spirito di almeno due generazioni di hardcore punk nostrano (cito Sottopressione ed Indigesti, tanto per dare un’idea del genere proposto) ma anche, a ben vedere, di una “spruzzata” di anni 80 statunitensi (Negative Approach e, vagamente, qualcosa del Black Flag). 
Un totale di undici brani al fulmicotone, capaci di scuotere il pubblico presente e – cosa rara, di questi tempi – farlo riflettere per qualche istante di troppo, specialmente in occasione di quelli che considero i brani più riusciti (“Sfoga la tua rabbia”, “Fidati solo di te”, “L’orrore della fine”); una band compatta e dalla ritmica “tirata” al punto giusto, soprattutto con un approccio convinto ed alquanto convincente (contatti: L’Orrore della Fine). 

Poco dopo tocca agli Strike Avenue, band attiva in zona da diversi anni e che ho avuto occasione di intervistare di recente: un altro gruppo decisamente convinto e massiccio, capace di proporre un genere che deve moltissimo al grindcore alla Dying Fetus e che, di fatto, si declina in una maniera tale da favorire al massimo la brutalità. Parlare di deathcore, a mio modesto avviso, potrebbe suonare improprio o fuorviante: gli Strike Avenue sembrano piuttosto prendere alla lettera la definizione, ereditando un corposo sound death americano unito ad un core mai banale, capace di innescare autentiche mazzate sonore (notevoli sono state ‘Predators’, ‘New Era Revolution’ e ‘Blackrain’). 
Un suono monolitico ma, non per questo, spudoratamente retrò – problema che accomuna moltissime band del genere, a mio avviso – anzi, grazie agli innesti “tecnologici” ed alle idee di chitarrista e bassista decisamente moderno ed attuale. Un’esibizione globalmente gradevole, dunque, capace di coinvolgere nel pogo una discreta parte dei presenti, e che si è conclusa sulle note del classico “Deus ex machina“, lasciando soddisfatti la maggioranza dei presenti. Speriamo quindi che appuntamenti del genere non rimangano casi troppo isolati, anzi servano a ricostruire un pubblico che, dalle nostre parti, sembra essersi fin troppo smarrito e frammentato (contatti: Strike Avenue).

A cura di Salvatore “Headwolf” Capolupo
Scaletta L’orrore della fine:
  1. Vivo nel sommerso
  2. Stai in guardia
  3. Sfoga la tua rabbia
  4. Nero come Rembrandt
  5. Everybody goes
  6. Fidati solo di te
  7. Foschie d’autunno
  8. Spread
  9. L’Orrore della fine
  10. Under your influence (Dag Nasty cover)
  11. Il nuovo sogno

Scaletta Strike Avenue:
  1. Intro
  2. Monolith
  3. New Era Revolution
  4. Blackrain
  5. We are becoming brutal
  6. Unstoppable
  7. Predators
  8. The Bay Harbour butcher
  9. Between dreams and hellbound
  10. In mind of minister opposition collide
  11. Deus ex machina

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