Lars Ulrich: se vince Trump, potrei andarmene dagli USA

Il batterista dei Metallica Lars Ulrich ha dichiarato in una recente intervista (riportata e tradotta parzialmente da BlabberMouth) che potrebbe prendere in considerazione di tornare nella sua Danimarca, questo qualora il candidato Donald Trump fosse eletto presidente degli USA. Una dichiarazione che sembra non lasciare dubbi sulle sue preferenze politiche, certo non a favore dell’imprenditore statunitense (“I’ll stick to my Danish passport. If Trump becomes president and everything goes to shit, I might make my way to the airport and ask if I can get back in again”).

Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1980, a soli 17 anni, Ulrich ha anche sottolineato che non può votare negli USA (pur pagando lì le tasse) essendo comunque “cittadino danese al 100%“. I suoi Metallica, del resto, nonostante facciano spesso trasparire le proprie idee su guerra ed attualità, sono stati alla larga dalla politica esplicita e dallo schierarsi apertamente – il che secondo Hetfield, in un vecchio documentario del 2007, tenderebbe a dividere e polarizzare ulteriormente le persone (“That just seems to polarize people even more“) – ma ciò non ha impedito a Urlich, tra l’altro, di schierarsi apertamente dalla parte di Clinton nel 2007, rispondendo ad una domanda specifica su chi gradirebbe come “presidente del Mondo” (una domanda faziosa di per sè, probabilmente).

Nel frattempo, il nuovo album dei Metallica “Hardwired…To Self-Destruct” (in formato doppio CD), anticipato dal singolo “Moth Into Flame”, uscirà il 18 novembre di quest’anno.

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