KNIGHT AREA – Nine Paths

KNIGHT AREA – Nine Paths

Non conoscevo i Knight Area, allora ho messo su i brani, scorrimento veloce, 10 secondi a brano, tanto per capire e ho detto: “Questi sono svedesi… dal sound mi ricordano gli EUROPE d’annata!!!” Mi sono sbagliato…ma neanche tantissimo, sono Olandesi! E a guardarli dalle facce non mi sembrano proprio dei pivelli, quindi forse la mia impressione si potrebbe guardare in questo modo: sto ascoltando una band solida, dal sound maturo e preciso.
Comincio quindi ad ascoltare tutto l’album. Già dal primo brano “Every since you killed me”ci si accorge dei loro punti di riferimento, molto ’80, Yes o Genesis
post Gabriel, Mike Oldfield o Marillion di Fish… insomma tutta buona musica. Già si capisce molto dal primo brano? Certo dura quasi 10’!!
Un po’ più aggressivo il secondo pezzo “Summerland” doppia cassa e chitarroni la fanno da padrone evidentemente i nostri danno pure una strizzatina d’occhio al sound più attuale, non arrivano proprio al power symphonic metal, ma ci vanno abbastanza vicino, quello che stona un po’ in questo tentativo è la voce, troppo slegata dal resto degli strumenti ed è un peccato perché il cantante è davvero bravo, forse una melodia diversa o un mix più arduo avrebbero sicuramente aiutato… difatti non appena la voce rimane sola col pianoforte riacquista la sua magia.
Se stessimo ancora negli ’80 il terzo brano “Please Come Home” sarebbe stato un successone, di quelli strappalacrime, di quelli dei video con l’acqua sui tamburi della batteria e la ragazza bionda cotonata in controluce, avete presente? C’è pure una voce femminile, un bel pianoforte come intro e un bel solo di chitarra…proprio una storia d’amore in piena regola!
Se il terzo brano fosse stato un lento di successo questo quarto “Clueless” sarebbe stato il corrispettivo veloce (lenti e sventi… ma come sono ’80 ) ed è proprio in questi brani che il cantante si apprezza maggiormente, segno che qui è proprio a suo agio.
In “The River” torniamo al prog di tipo classico, bellissimo il riff delle chitarre, ottimo il cambio e il solo di synth. Veramente un bel brano, probabilmente quello che mi ha colpito di più!
C’è da dire che già da un po’ di tempo c’è un ritorno ad un sound molto ’80 in certi settori del rock, come l’AOR, il metal di tipo classico o per l’appunto un certo tipo di progressive, certo quando questo sound viene proposto da una band di persone che non sono proprio dei pivelli sbarbati, tutto acquista maggiore credibilità, perché probabilmente non vanno ad emulare nessuno, ma ciò avviene con naturalezza, infatti il mix dei loro punti di riferimento, o almeno quelli che io credo che siano tali, è fatto molto bene, ben shakerato, non è sicuramente studiato a tavolino.
Che non sono proprio dei ragazzini si evince pure dal fatto che i suoni degli strumenti sono davvero ottimi, si sente che niente è lasciato al caso. Quello che un po’ mi spiace è che il sound generale è un po’ plasticoso, piccolo e questa è un po’ la pecca di questo lavoro. Non capisco se hanno fatto un ottimo album registrato in casa e quindi sarebbero dovuti uscire fuori e fare un ottimo mastering oppure hanno registrato in un bellissimo studio e magari hanno finito il budget proprio nella fase finale… mi dispiace davvero, perchè questo album merita. Certo non ha punte eccellenti, almeno dal mio punto di vista, ma è un lavoro che lo ascolti in macchina e non ti disturba mai, cosa molto importante, se ci pensate bene la logica dei cantanti pop di successo è quella di non disturbare, ci sono dei brani che quando passano alla radio, anche se non ti piacciono, non cambi stazione… non ti disturbano.
Ecco quest’album è così…a meno che uno non s’innamori di “Please Come Home”!

a cura di Nicola Di Già

Band: Knight Area
Titolo: Nine Paths
Anno: 2011
Etichetta: The Laser’s Edge
Genere: Progressive Metal
Nazione: Olanda
Tracklist:

1- Eversince You Killed Me
2- Summerland
3- Please Come Home
4- Clueless
5- The River
6- Pride And Joy
7- The Balance
8- Wakerun
9- Angel’s Call

Lineup:

Mark Smit –  voce e cori
Gerben Klazinga – tastiere
Mark Vermeule – chitarre
Gijs Koopman – basso
Pieter van Hoorn – batteria

+ special guest:
Charlotte Wessels (Delain) – voce in ‘Please Come Home’

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