Karcavejia: il video di 'Strati', il nuovo singolo!

Esce ‘Strati’, nuovo singolo dei Karcavejia, band punk hardcore lombarda. Dal player riportato sotto è disponibile il videoclip – regia di Minocci Art.
Un testo introspettivo, basato sul rapporto che si crea con i ricordi, perché tutti hanno nel proprio passato dei segreti sepolti con i quali si fatica a convivere, ma senza i quali non si potrebbe essere quello che si è.
Per il video i ragazzi hanno pensato di raccontare una storia, una storia giocata sul doppio e sul rapporto con le proprie paure e insoddisfazioni. Una ragazza affronta il proprio aguzzino specchiandosi e guardando in faccia un nuovo lato di se stessa. Una battaglia estenuante, combattuta in una vecchia fabbrica. Immagini forti e intense, intervallate dal ritmo incalzante della band che suona.

Karcavejia

I Karcavejia ascono nel 2005. Un gruppo di amici col desiderio di comporre la musica che amano. Hanno all’attivo tre album di violento hardcore melodico. Vito alla batteria, Filo al basso, Ale alla voce e Francesco e Daniele alle chitarre. Daniele ed Ale verranno poi sostituiti in pianta stabile dal nuovo chitarrista/cantante Corbe.
La loro storia inizia con lavori che da sempre seguono i loro ritmi vitali e le esperienze personali in maniera del tutto corale.. “L’essere e il credere” (2011) e “L’inverno su Marte”(2016) si differenziano per i lustri passati da una registrazione all’altra. Nel primo c’è una frenesia ritmica e degli incastri di accordi che nel secondo si distendono in inedite lunghe Intro e fasi melodiche; aspetto da sempre celato nelle loro composizioni.
Poi il suono cambia.
In sala di registrazione abbandonano l’idea di una pulizia quasi forzata, innaturale e sintetica che oggi alla band sta stretta, optando così per un effetto più ruvido, naturale e sincero.
E’ lampante il percorso stilistico e umano del gruppo, che attraverso la sua discografia, “Blocconirico” (2006) e “Formiche” (2009), parla di negatività e avversità al sistema. Stile che permane in “L’essere e il credere”, dove si mantiene una vena negativa, ma si intravede la necessità di non arrendersi e cogliere tutto ciò che è possibile afferrare.
Oggi nei testi si legge una presa di coscienza, si guarda al passato interrogandosi, senza però dare risposte. “L’inverno su Marte” è un uomo che si guarda allo specchio, vede i segni del tempo, li accetta e non tornerebbe mai indietro, ma non se ne compiace.

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