Italian Thrash Metal: un tuffo nel passato!

Il Thrash è uno dei generi metal che io personalmente adoro in tutto e per tutto. La stragrande maggioranza dei metalheads italiani, pensando a band thrash metal, vanno con la mente direttamente ad ottime realtà come (ad esempio) Sodom e Kreator per l’Europa e Slayer ed Anthrax per l’America.

Sapete cosa mi chiedo? Ma in Europa non c’è anche l’Italia?
Si osanna tanto il Thrash Metal degli 80’s pensando alle band su citate e non si guarda in casa propria?
Noi possiamo vantarci di realtà davvero interessanti, negli anni ’80 abbiamo avuto un esplosione Thrash veramente notevole, certo non per chissà che quantità di bands, ma di sicuro per la qualità da esse proposta.
Con questo articolo aprirò una piccola finestra temporale su quegli anni, per quel che riguarda il Thrash Metal italiano, diciamo pure un “tuffo nel passato”. Certo non starò a riscrivere la biografia delle bands interessate, ma cercherò di proporvi alcuni tra i dischi che a distanza di circa due decenni, continuano a fare storia e spesso restando sempre attuali. Inoltre spero di portarvi a conoscenza di alcune chicche ormai introvabili o quasi…..
Inizierei con il lavoro più datato che sono riuscito a reperire, un demo-tape ormai introvabile, tra quelli che ha aperto la strada a molte band successive (non di quelle presenti in questo articolo).
Quindi parliamo degli Aggressor, band nata a Roma, se non erro!
Purtroppo è stato davvero difficile trovare informazioni attendibili sulla band, poichè dopo il demo che oggi vi propongo ‘Wings Of Death’, non se n’è saputo più nulla, ed a tutt’oggi, non si sa che fine abbiano fatto i membri. Fatto sta che rimangono tra i primissimi gruppi del filone Thrash italiano degni di nota. Parliamo quindi del loro operato.
Aggressor – ‘Wings Of Death’
(1984 – Gimar Music)
Formazione:
  • Cece – voce e chitarra
  • Lars – basso
  • Masmo – batteria
Tracklist:
Lato A
  • 1- One Day In Salem
  • 2- The Wings Of Death
  • 3- The Call
Lato B
  • 1- Flight Of Souls
  • 2- When The Light Fell
Il demo-tape fu prodotto nel 1984 dalla Gimar Music. Nello stesso anno in cui prendevano forma i Necrodeath, a Roma tre ragazzi affascinati dalle sonorità di Tom G. Warrior e company (i Celtic Frost, per i più profani) si propongono nell’allora acerbo panorama metal estremo italiano con cinque pezzi di thrash metal diretto, ruvido come la carta vetrata e cantato con una voce oscura, grezza ed alienata.
Il lavoro si apre con un oscuro alone che introduce l’ascoltatore in una sensazione mentale oscura e tenebrosa che lascia quasi subito spazio alla velocità ed alla pesantezza. La produzione è grezzissima ma dona fascino al tutto, per chi oggi adora le sonorità scarne degli anni ottanta è un piacere farsi avvolgere da queste produzioni minimaliste.
Ogni tanto fanno capolino certe trovate che mi hanno portato alla mente gli americani Possessed. Da notare che la metrica del cantato sembra anche influenzata da Cronos (che se non sapete chi sia, vi invito a lasciare questo sito). ‘The Call’ è un missile che porta l’ascoltatore a fare headbanging contro il muro, tanta è la violenza che sprigiona il pezzo, da lasciare senza fiato! Un demo da lasciar il nulla dopo il suo ascolto!
Bulldozer – ‘Fallen Angel’
(primo singolo del 1984)

Passiamo in questo viaggio a ritroso nel tempo ai Necrodeath. Una band che prende vita a Genova nel 1984 per opera del batterista Peso e del chitarrista Claudio. La loro primissima uscita fu il demo-tape ‘The Shining Pentagram’ del 1985 che fece molto scalpore e divenne sin da subito un capolavoro, oltre che un lavoro di culto! Ma scrutiamolo da vicino!

Necrodeath – ‘Shining Pentagram’
(1985 – autoprodotto)

Formazione:

  • Ingo – voce
  • Claudio – chitarra
  • Paolo – basso
  • Peso – batteria
Tracklist:
  • 1- (Necro) Thrashin’ Death
  • 2- Iconoclast
  • 3- Mater Tenebrarum
  • 4- Morbid Mayhem
Il demo dei Necrodeath non credo abbia bisogno di presentazioni! All’epoca dell’uscita fu sin da subito un capolavoro del genere. Uno speed/thrash molto grezzo e diretto, ma senza sdegnare trovate più cadenzate, come la seconda metà di ‘Iconoclast’ ed alcune parti in ‘Mater Tenebrarum’. I quattro pezzi racchiusi all’interno, sono un pezzo importante della storia del metal estremo italiano. La strada costruita qualche anno prima dai Venom e dai Celtic Frost è stata imboccata ed continuata in modo personale dalla band.
Vi sono presenti riffs di chitarra davvero taglienti ed una base ritmica martellante e ben sostenuta. Va bene ascoltatevi pure ‘DeathCrash’ dei MayheM, ma non potete non ascoltare un lavoro simile, con la differenza che qui la registrazione, seppur grezza (da donare il suo fascino all’ascoltatore) e minimale, rende abbastanza onore agli strumenti.
Poi ricordatevi che stiamo parlando di un demo autoprodotto nel 1985 e per giunta in cassetta. Molti fanno registrazioni peggiori ancora oggi per farsi tanto “cult-band”.
Impossibile ignorare il pezzo che a detta stessa della band (oltre che da molti) è il pezzo che rappresenta maggiormente i Necrodeath, ‘Mater Tenebrarum’.
Il demo è stato ristampato in vinile nel 2009 dalla TerrorFromHell Records. Inoltre se volete ascoltare i pezzi su cd potete procurarvi la raccolta davvero ben fatta ’20 Years Of Noise 1985-2005′ edita dalla Scarlet Records, nel 2005 appunto.
Schizo – ‘Thrash The Unthrashable/Thrash To Kill!!!’
(primo demo-tape del 1985)

Nello stesso anno (quindi il 1985) un’altra band, Speed/Thrash, dava alle stampe il proprio primo album intitolato ‘The Day Of Wrath’, un album davvero pesantemente influenzato dagli inglesi Venom, e molto allucinante (oltre che allucinato).

Parliamo quindi dei milanesi Bulldozer formatisi nel 1980 ed inizialmente cover band dei vari idoli metal dell’epoca, ossia Judas Priest, Iron Maiden e Motorhead.
I Bulldozer furono la prima band metal italiana ad aver firmato per una major straniera, la Roadrunner Records, ma purtroppo non arrivarono mai al reale successo meritato. Anzi una piccola curiosità…. su una recensione fatta dalla rivista estera specializzata (Kerrang), furono snobbati ed etichettati come band copia dei Venom. Comunque sia la band è e sarà sempre una parte importante della storia del metal estremo italiano.

Bulldozer – ‘The Day Of Wrath’
(1985 – Roadrunner Records)

Formazione:

  • A.C. Wild – voce e basso
  • Andy Panigada – chitarra
  • Don Andras – batteria
Tracklist:
  • 1- The Exorcism
  • 2- Cut-Throat
  • 3- Insurrection Of The Living Damned
  • 4- Fallen Angel
  • 5- The Great Deceiver
  • 6- Mad Man
  • 7- Whisky Time
  • 8- Welcome Death
  • 9- Endless Funeral
Dopo il demo ‘Fallen Angel/Another Beer’ dell’84 (ormai introvabile e molto prezioso), primo vinile autoprodotto da una band metal italiana, i Bulldozer pubblicarono il primo album, sotto l’ala protettrice della Roadrunner Records. Un lavoro davvero potente, da un inizio esilarante, vale a dire; la prima traccia, ‘The Exorcism’, è un esorcismo, ovviamente simulato, oltre che molto in tema con la copertina del disco.
Il sound e lo stile sono chiaramente un continuo di quello che avevano fatto sino a quel momento i Venom.
Certo, vi è la differenza che qui siamo a livelli meno “ignoranti”, e con alcuni assoli che, se non da conservatorio, fanno breccia nell’ascoltatore risultando davvero interessanti e che tutt’oggi fanno scuola a molte bands. Un album violento e veloce, arrivando a certi picchi di potenza allucinata. Sono anche presenti momenti più “calmi” (notate le virgolette) ed oscuri come ‘Welcome Death’ ed ‘Endless Funeral’ (questa seconda strumentale).
Un disco che ogni amante del metal estremo dovrebbe avere ad ogni costo!
Un anno dopo, quindi nel 1986, fanno parlar di se i catanesi Incinerator, band nata nel 1986, con l’incontro tra il catanese Antonio Silva e l’agrigentino Luigi Ficarra.
Una band proveniente dal profondo sud della nazione dunque, ma non per questo meno potente. I nostri, di cui non si sa che fine abbiano fatto, danno alle stampe nello stesso anno il demo ‘Into The Crematorium’.

Incinerator – ‘Into The Crematorium’
(1986 – prodotto da Antonio Penzin)

Formazione:

  • Antonio Silva – voce e basso
  • Luigi Ficarra – chitarra
  • S.Bullegas – batteria
Tracklist:
  • 1- Crematorium
  • 2- Mass Genocide
  • 3- Incinerator
  • 4- Terminal Vivisection
Il demo rappresenta in pieno quello che produssero in Italia le influenze pervenute da oltre oceano.
Un thrash davvero esplosivo e detonante, preso in prestito dagli americani Slayer. Il lavoro stuzzicò l’attenzione della Multimedia Attack Records che ne pubblicò il loro primo ed ultimo full-lenght del 1990 intitolato ‘UH!?!’. Il demo in questione getta le basi della strada che i nostri seguiranno, un thrash metal oltranzista, che verrà successivamente influenzato pesantemente dalla scuola hardcore americana.
Ad oggi non si ha notizia, ne della band ne dei suoi componenti, ma il lavoro rimane uno dei capi saldi delle origini metal estreme italiane!

Necrodeath – ‘Into The Macabre’
(primo album del 1987)

Faccio anche una piccola tappa per quel che riguarda un bootleg, proposto da una band pugliese, i Thrashing Rage, che di certo non avrà chissà che valore artistico-compositivo, tanto meno ha lasciato un segno indelebile o presentato qualcosa di straordinario. L’unico motivo che mi spinge a parlare di questo ‘Live At A.Volta Lyceum’ è semplicemente il fascino che lo circonda, una classica registrazione grezza e schifosa ottantiana, che tanto attrae chi tutto vuole avere di quegli anni d’oro.

Thrashing Rage – ‘Live At A.Volta Lyceum’  
(1988 – autoprodotto)

Formazione:

  • Marcello Aprile – voce e chitarra
  • Luigi Mitola – chitarra
  • Xaver Colecchia – basso
  • Saverio Tomaiulo – batteria
Tracklist:
  • 1- Spectra
  • 2- Cry War (Kreator cover)
  • 3- Iron Horse (Motörhead cover)
  • 4- Evil Dead (Death cover)
  • 5- Last War
  • 6- Merciless Death (Dark Angel cover)
  • 7- Motörhead (Motörhead cover)
  • 8- The Age of Rage
  • 9- Countess Bathory (Venom cover)
  • 10- Beware the Storm
Il primo lavoro della band foggiana fu questo Demo/Live, come lo definirono loro stessi, che altro non è che una loro esibizione presso una festa liceale, registrata e fatta girare.
I pezzi proposti, come vedete nella tracklist, sono principalmente cover, con l’eccezione di quattro loro pezzi inediti. Parlando di questi inediti, appunto, c’è da dire che sono classici pezzi thrash marcissimi, sulla linea compositiva dell’epoca, suonati con cattiveria ed attitudine.
Inoltre nel bootleg è possibile notare, oltre la registrazione di scarsa qualità, anche alcuni errori durante l’esibizione, ma questo fa parte del gioco si sa! L’ultimo lavoro conosciuto della band è un demo-tape intitolato ‘The Age Of Rage’ dell’anno successivo, dopo di chè non si è saputo più nulla di loro.
O almeno, non sono più girate notizie ufficiali e/o attendibili.
Extrema – ‘We Fucking Care’
(primo lavoro del 1987 per Sony Attack Records)
Ormai la band non suona più il genere proposto inizialmente.

Avanzando di un anno, tornando in territorio siciliano, arriviamo ai bravissimi Nuclear Simphony, band nata nei primi anni 80 a Favara (provincia di Agrigento) con il nome di Galaxy, che dopo il 1986 e quattro demo-tapes attivi, cambiarono il nome in quello che oggi conosciamo.

Sin da subito la band ebbe una sua cerchia di affezionati ascoltatori. C’è però da dire che non subito i nostri proposero thrash metal, ma iniziarono a fare i primi passi seguendo uno stile molto vicino al rock progressivo, che però abbandonarono rapidamente. ‘Lost In Wonderland’ è il loro primo ed unico full-lenght, che fece entrare di diritto la band tra le migliori realtà thrash italiane degli anni ottanta.
Nuclear Simphony – ‘Lost In Wonderland’ 
(1989 – Metal Master Records)

Formazione:

  • Gino Pecoraro – voce e chitarra
  • Ciro Signorello – chitarra,basso e cori
  • Giovanni – batteria e cori
Tracklist:
  • 1- Mister I.D.G.A.F.
  • 2- Lustful For Disaster
  • 3- Cry
  • 4- Evil Spray
  • 5- Mimmo The Bull
  • 6- Where Eagles Reign
  • 7- Rhapsody Of Sadness
  • 8- Create Your Destiny
  • 9- Die For Your Flag
Un album ben fatto, con riffs chitarristici interessanti ed una base ritmica calpestante senza mai una falla o un passo falso. Già dall’opener ‘Mister I.D.G.A.F.’ (che sta per I Don’t Give A Fuck), il combo mette in chiaro le proprie intenzioni, ossia distruggere e nello stesso tempo ammaliare l’ascoltatore con alcune melodie a sei corde accattivanti.
La voce del frontman ha quell’acidità che, se messa con la proposta musicale, farebbe venire in mente gli Exodus. Ma non mancano pezzi più soft come ‘Cry’, con un arpeggio di chitarra che accompagna il cantato leggermente stonato. Un pezzo che ha partecipato insieme a pochi altri nel far scuola alle bands degli anni successivi. Ma è su ‘Rhapsody Of Sadness’ che la band mostra quello che è in fatto di ballads, ossia una band negata per certi momenti di “pausa”, che comunque sa farsi valere ad ora di velocità e distruzione.
Un lavoro che comunque, insieme ad altri, ha fatto da apri pista con le sue influenze made in Bay Area ed ha gettato qualche base per i futuri adepti del genere.
Ci lascia entusiasti dell’ascolto la conclusiva ‘Die For Tour Flag’. L’album è stato ristampato negli anni 90 dalla SPV Rec e nuovamente nel 2009 dalla Markuee Records con l’aggiunta della track ‘Snoopies’.
Incinerator – ‘Uh!?!’
(primo ed unico full lenght)

Nello stesso anno, quindi nel 1989, alla fine del decennio, un’altra band siciliana era arrivata al traguardo del primo album, dopo tre demo-tape, che personalmente ho trovato un pò troppo confusionarie per certi aspetti e mal registrati (non che la cosa mi stupisse per l’epoca). Parliamo degli Schizo e del loro buon ‘Main Frame Collapse’.

Schizo – ‘Main Frame Collapse’ 
(1989 – Crime Records)

Formazione:

  • Ingo – voce
  • S.B. – chitarra
  • Alberto – basso
  • Carlo F. – batteria
Tracklist:
  • 1- Violence At The Morgue
  • 2- Threshold Of Pain
  • 3- Make Her Bleed Slowly
  • 4- Epileptic Void
  • 5- Removal Part 1 & 2
  • 6- Psycho Terror
  • 7- Sick Of It All!
  • 8- Manifold Hallucinations-Behind That Curtain
  • 9- Main Frame Collapse
  • 10- Dealyed Death
Il primo album degli Schizo è stato, ed è tutt’ora, un oggetto di culto per chi ascolta metal estremo.
Una produzione grezza e molto minimale che sprigiona una rabbia ed una violenza espressiva e compositiva senza precedenti in Italia. Il sound, com’è intuibile, è un pò scarso, ma vi assicuro che ascoltare quest’album equivale a ricevere un calcio nello stomaco per l’aggressività sprigionata.
Un thrash estremamente tirato, che arriva a volte ai limiti dell’hardcore americano più estremo, con un cantato che quasi sfocia in ambito black metal.
Ci sono anche piccoli momenti di tempi più “trattenuti” come in ‘Make Her Bleed Slowly’, ma non si rimane indifferenti a cannonate come ‘Violence At The Morgue’ e ‘Sick Of It All!’. In qualche punto è possibile trovare alcune influenze da parte dei connazionali Necrodeath. Ma il disco brilla comunque di luce propria! Prima del disco in questione, la band propose un demo l’anno prima, con lo stesso titolo e contenente soli tre pezzi; ‘Sick Of It All!’, ‘Violence At The Morgue’ e ‘Main Frame Collapse’, in cassetta e con in copertina la foto di un cervello umano.
Oggi abbiamo la possibilità di ascoltare questo lavoro grazie alla ristampa edita dalla Avantgarde Music nel 2006. Purtroppo all’epoca il disco non ottenne il successo sperato, vediamo di rendergli giustizia oggi!

Spero con questo articolo di avervi spinto a curiosare tra ascolti del passato, chi purtroppo non ha avuto modo di viverlo. Gli anni ottanta sono stati gli anni migliori per il metal italiano (e non) e purtroppo non torneranno più.

E’ impossibile non parlarne con un filo di nostalgia o con un pò di dispiacere, per chi non ha avuto la fortuna di viverci dentro. Ci tenevo a portarvi all’attenzione dischi, demo, informazioni e curiosità inerenti quella che era la vera scena metal italiana, per quanto riguarda il Thrash Metal. Molti magari penseranno che questo sia solo un articolo nostalgico, ma subito posso dirvi che io in quegli anni ero bambino e neanche ho avuto la fortuna di vivere la musica metal.
Prima di lamentarvi del fatto che possa mancare qualche band o meno, ci tengo a dire che mi sono limitato a scrivere in base al materiale reperito; per cui sarebbe stato inutile parlare di qualcosa non conosciuta.
Certo la mia proposta è, come detto in apertura, una piccola finestra su quello che è stata l’origine del Thrash Metal in Italia e non la storia universale del metal italiano, che lascio fare a chi più di competenza!
Ma come ho fatto io, cercando da tutte le parti possibili e disturbando un pò di gente, chi vuole può approfondire questo spunto da me dato alla ricerca di vecchi ascolti interessanti e riscoprire un’essenza musicale senza eguali ed unica!
Mi congedo sperando che l’articolo proposto sia stato di vostro gradimento e con la speranza di aver portato qualche giovincello a ritornare indietro nel tempo, per quel che riguarda il Thrash Metal, e capire l’origine di tutto.
E notando spesso, come le ottime lezioni dettate in passato, non sempre vengono oggi percepite o ignorate a favore di cagate immonde sotto forma di cd!
a cura di Francesco Chiodometallico
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Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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