Intervista con gli Ok(ill)’s, Scarlet_Spider ci racconta la nuova “super band”

Vi parlammo già della nascita degli Ok(ill)’s, la “super band” con membri ed ex degli storici Death SS in collaborazione con il frontman dei Scarlet and the Spooky Spiders. Il combo si è presentato al pubblico lo scorso Aprile con il debut album omonimo, lanciato dal primo singolo ‘Liars Of The Faith’.

Oggi abbiamo il piacere di farvi raccontare gli Ok(ill)’s dal loro frontman Scarlet_Spider, che con grande cordialità si è reso disponibile ai microfoni del nostro Francesco “Chiodometallico” Russo. E quindi, la parola alla band…

intervista agli Ok(ill)’s

Ciao, è un grande piacere poterti/vi ospitare su SDM. Per i singoli componenti non credo vi sia necessità di presentazione, ma come il galateo insegna… presenta la band ai nostri lettori.

Ciao, siamo gli 0K(ill)’s, ovvero Scarlet_Spider alla voce, testi e varie amenità sul palco, poi abbiano Emiliano Bandini alla chitarra e alle tastiere / synth, Glenn Strange al basso e Antonio Inserillo alla batteria. Insomma, quattro pessimi soggetti!

Come sono nati gli 0K(ill)’s? Chi ha acceso la miccia e come si è evoluta l’idea?

L’idea di base è di Emiliano, è lui che ha iniziato il progetto cominciando anni fa a lavorare sui primi brani. Poi ha coinvolto Glenn e sono andati avanti per un po’ a sperimentare con altri soggetti (batteria e voce). Alla fine mi hanno tirato dentro e abbiamo iniziato a lavorare tutti con maggiore sinergia. Quando anche Antonio si è unito all’allegra combriccola tutti i tasselli sono andati al posto giusto e la band si è compattata in tutto: musica, tematiche e intenti generali.

Death SS e Scarlet & The Spooky Spiders, due band differenti tra loro ma con una sorta di “horrorifico” ed oscuro comune denominatore direi. Ho ascoltato il disco e, a parer mio, trovo un perfetto connubio dei vostri relativi background, oltre ad un buon gusto compositivo (su cui non avrei dubitato). Ne è scaturito quello che prospettavate? Siete pienamente soddisfatti?

Sì, siamo decisamente soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto sul disco. Abbiamo cercato di curare anche i dettagli più marginali (che in realtà marginali non sono) e credo onestamente che come debut sia un ottimo lavoro. Suona esattamente come volevamo che suonasse e anche se sembra banale già questo è un punto di arrivo non da poco. Spesso quando inizi a registrare / lavorare su un progetto musicale non hai un’idea chiarissima di dove andrai a finire, o perlomeno la hai, ma poi capita che il risultato sia parecchio differente da cosa ti aspettavi. In questo caso, invece, abbiamo ottenuto esattamente quello che cercavamo.

Merito anche dell’ottimo lavoro fatto da Emiliano a livello di mixing e mastering. Sì, in effetti hai ragione. i nostri background sono affini e complementari direi. Le tematiche horror ed “oscure” in generale ci accomunano tutti ed ognuno di noi ha portato nel progetto 0K(ill)’s la sua esperienza decennale come musicista ed artista.

Vorrei chiederti di raccontarmi il vostro primo vagito discografico. Per quanto riguarda le lyrics quali necessità espressive hanno portato alla loro scrittura? C’è in qualche modo un messaggio particolare che vi preme esternare?

I testi dei brani hanno sempre un’importanza fondamentale per me. Si deve creare una sorta di legame intimo tra le lyrics e la parte musicale che le avvolge. A maggior ragione quando l’idea musicale viene per prima e magari da un componente della band (come è il caso di molti dei brani del disco) ed il testo da un altro componente (in questo caso io).

A grandi linee quasi tutti i brani trattano tematiche relative alla condizione umana osservata da un’ottica non convenzionale. Si va da interpretazioni critiche delle radici del concetto di religione rivelata (“Liars of the Faith”) a visioni oniriche di culti ancestrali (“Pale Harvester”) a inni Lovercraftiani a divinità precristiane (“Reptile Heart”). Poi ci sono brani più centrati sull’individuo e sul suo difficile rapporto con il cosmo che lo circonda (“Swamp of Soul”) o al proprio rapporto con la memoria (“Forever Lost”). Abbiamo anche brani che criticano la “Moderna” società dell’informazione (“Brain Suckers”) o visioni di un futuro meta umano dominato da una Intelligenza Artificiale che declina il codice morale in maniera appunto non umana (“Terminal God”).

Insomma, le lyrics spaziano abbastanza tra il passato, il presente e il futuro dell’uomo cercando di mettere a nudo alcuni dei nostri lati più oscuri, nel senso letterale di poco illuminati, conosciuti.

Per quanto concerne il lato musicale ho trovato abbastanza vario l’ascolto, da momenti più cadenzati (ad esempio ‘Pale Harvester’) ai più energici (come ‘Rebellion’, per citarne una), comunque con una ben delineata identità generale ed un costante velo sinistro. Avete partecipato tutti alla composizione?

La parte musicale dei brani per questo disco è in massima parte stata sviluppata su idee di Emiliano, fatta eccezione per “Reptile Heart” che è invece un brano scritto da me. C’è da dire che tutti abbiamo aggiunto, smussato, modellato ogni singolo pezzo pur partendo da una base preesistente. È una delle caratteristiche di questa band avere un ottimo rapporto anche in fase compositiva.

Alla fine, chi ha dato il calcio d’inizio conta relativamente, ognuno di noi riesce ad inserirsi sui pezzi come se fossero suoi. Il velo sinistro poi temo sia una caratteristica che ci accomuna tutti, quindi è sgorgato naturalmente in diversi punti.

Ok(ill)’s – da sinistra: Glenn Strange / Scarlet_Spider / Emiliano Bandini / Antonio Inserillo

Ovvia domanda di curiosità, come mai “0K(ill)’s”? Quale significato ha e chi l’ha tirato fuori?

Il nome nasce da un’idea di Emiliano. Il significato risale all’origine del termine usato in lingua inglese per dire OK, “tutto bene”. Pare che al tempo della Prima Guerra Mondiale per fare la conta dei morti alla fine delle cruente giornate di guerra in trincea si tirassero su delle bandiere con il numero dei caduti. Quando capitava che la bandiera issata fosse appunto 0 K (dove K stava per killed, caduti), questo era un modo per dire “è andata bene… nessun morto”. Da lì il senso di OK, tutto bene. Il nome della band richiama quel significato. Siamo dei “sopravvissuti”… un po’ per i nostri trascorsi personali (tra tutti annoveriamo diversi anni di “guerra di trincea sui palchi”), un po’ per dire “Hey… siamo ancora qui… pronti ad un’altra battaglia… non ci avete ancora ammazzato!”.

Avete avuto già modo di presentare i vostri brani sul palco, che riscontro avete avuto e quali pareri vi sono giunti?

Il feedback dal vivo è stato molto buono. I brani dal vivo assumono una profondità anche maggiore a livello sonoro. Siamo contenti perché anche questo è un risultato a cui miravamo decisamente. Tutti noi amiamo ascoltare musica (di ogni tipo) sullo stereo, ma era fondamentale avere anche una buona resa LIVE. Siamo una band Rock’n’Roll e consideriamo il palco il nostro ambiente naturale, quindi l’impatto live è imprescindibile per noi. La gente che ci ha potuto ascoltare in queste prime uscite ci ha dimostrato di avere apprezzato la performance ed i giudizi post gig sono sempre stati molto positivi.

Se ti chiedessi di racchiudere la band in un unico appellativo, quale sceglieresti?

Difficile davvero rispondere… Siamo molto sfaccettati, sia nelle influenze musicali che per carattere personale. Mi viene in mente un termine inglese che forse potrebbe definirci come aggettivo: uncanny. La sua traduzione in italiano è sfuggente, può significare misterioso, non convenzionale, inquietante. Dipende dalle situazioni, ad ogni modo non comune.

Tornando alle vostre attività, suppongo ci saranno altre date live in arrivo, dove potremo ascoltarvi nei prossimi mesi?

Abbiamo avuto un primo assaggio live nei due mesi successivi all’uscita del disco. Adesso che siamo in estate tanti locali sono chiusi e stiamo preparandoci ad un autunno di concerti in cui cercheremo di portare il nostro show in giro per tutta l’Italia. Nel mentre stiamo già lavorando al nuovo album e a breve inizieranno ad uscire i videoclip di un altro paio di brani del debut. Insomma, abbiamo un’agenda abbastanza ricca per i prossimi mesi!

Scarlett, ti ringrazio per il tempo concessoci e vi auguro il meglio per tutto, artisticamente parlando e oltre. Come la regola vuole, lascio a tei le ultime parole, sperando di vederci presto!

Saluto con simpatia e stima chi ci ha letto (ho un sincero rispetto per chi in tempi non facili come quelli attuali scrive e legge di musica ed artisti dell’underground) e aspetto tutti quelli che decideranno di venirci a vedere sotto il palco ad un nostro live. Ci vediamo on stage… e dopo al bar per berci una birra insieme. Stay Sick!!!

Segui gli Ok(ill)’s su Facebook!

Intervista a cura di Francesco “Chiodometallico” Russo

About Francesco P. Russo 11565 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*