Intervista con Frost (SATYRICON)

Lo scorso autunno sono tornati a farsi sentire i black metallers norvegesi Satyricon, pubblicando in Ottobre il nuovo, potente ed affascinante album ‘Deep calleth upon Deep’ (2017, Napalm Records), e riscuotendo critiche positive sia dai fans che addetti ai lavori.

La band, capitanata dal carismatico frontman Satyr e dal micidiale batterista Frost – ad oggi al 27esimo anno di esistenza, passerà dall’Italia tra una settimana e, prima della loro partenza, abbiamo avuto il piacere (e l’onore) di poter scambiare quattro chiacchiere proprio con Frost, raccogliendo l’intervista che potete leggere di seguito!

a cura di Margherita Cadore

[Interview also available in English, read below!]

‘Deep Calleth Upon Death’ è un album che segna una rottura con il passato. Sin dal primo impatto non sembra una raccolta di canzoni ma un’unica, grande, maestosa, opera emotiva. Che cosa volevate creare?

Sono contento di sentire come percepisci l’album – è come lo vediamo noi stessi. Volevamo assolutamente portare i Satyricon ad un livello più alto con ‘Deep Calleth Upon Deep’, musicalmente parlando; in un luogo di magia, potere, oscurità, luce, stranezza, surrealismo e realtà severa

Intimo, introspettivo, cupo, struggente: queste sono le caratteristiche dell’album che sorprendono un ascoltatore abituato a ritmi più veloci, tematiche più aggressive in pieno stile black metal. Il vostro è un cambiamento che si libera dai vincoli imposti del genere o che si rende ancora più chiuso?

Per creare questo album abbiamo dovuto liberarci da alcune catene musicali e spirituali, ma abbiamo anche dovuto imporre alcune nuove e particolari restrizioni su noi stessi per dare a ogni singola canzone il carattere e l’energia che richiedeva.

Dietro ogni canzone c’è un musicista che vuole esprimere qualcosa, dietro ogni creazione c’è una persona che vuole dire qualcosa di sè e di ciò che sta vivendo. Quest’album rappresenta forse una parte di voi, una tappa del vostro viaggio, un frammento di vita?

Sì certamente. Hai già detto tutto, quindi difficilmente ho bisogno di rispondere a qualsiasi cosa “sì o no”. Ma aggiungo che cerchiamo anche di creare qualcosa più grande di noi stessi con la musica che produciamo, e che va al di là di ciò che siamo nel qui e ora e tocca una corrente senza tempo.

Frost & Satyr (Satyricon). Photo: Marius Viken @ 2017

Ho adorato ‘To Your Brethren in The Dark’ (qui il videoclip, nda) e ‘The Ghost of Rome’. Sono due canzoni che ci permettono di capire quanto non siete più esclusivamente Black Metal: come definireste attualmente il vostro sound?

Perché queste canzoni non sono black metal, come le percepisci? Non ti seguo su questo. Se domandi cos’è il black metal’: il Black Metal non è blast beats o voci strillanti, si tratta di spirito ed attitudine, ed è esattamente quello di cui sono piene le due canzoni menzionate. Nel mio libro, i Satyricon sono black metal senza ma e senza perché.

Black metal: I Satyricon sono uno dei primi nomi che qualsiasi persona cita alla domanda “quali sono i tuoi gruppi black metal preferiti?” Questo perché siete uno di quei gruppi che non si può non amare, secondo perché continuate a rimanere tanto moderni ed innovativi quanto pionieri del black metal allo stesso tempo. Chi erano i vecchi Satyricon e chi sono oggi?

Li immagino così: I Satyricon di oggi sono lo stesso albero con le stesse radici dei vecchi, ma l’albero sopra il terreno è stato nutrito bene per più di 25 anni e di conseguenza è diventato molto più alto e più largo, e le radici hanno anche iniziato a raggiungere molta più profondità.

‘Deep Calleth Upon Deep’ album cover

La copertina dell’album è un grande omaggio a Munch. Piccola curiosità personale: Quali sono gli artisti nei quali oltre a Munch vi riconoscete? Chi sono i gruppi che amate e da chi prendete ispirazione?

Personalmente non mi sono mai veramente riconosciuto in nessun altro artista o opera d’arte, poiché ho sempre sentito che c’è uno strato impenetrabile tra me ed il mondo intorno a me. Piuttosto, mi collego molto fortemente con certi stati d’animo di atmosfere che risuonano con qualcosa all’interno; tipicamente opere di surrealismo o impressionismo. Quali gruppi amo? Quelli che fanno musica che mi piace, e questo fa la differenza, in senso positivo. Contarli, o menzionarli tutti, sarebbe assurdo.

La nostra principale ispirazione è quella di avere una band attraverso la quale possiamo esprimerci e realizzarci come musicisti e persino crescere come persone.

Frost, parlami del tuo percorso personale all’interno della musica: come sei nato musicalmente, quali sono i tuoi progetti ora e quali generi ti piacciono?

Credo che la porta del mondo musicale mi sia stata aperta quando ho sentito Motorhead alla radio per la prima volta. Quando mi resi conto che suonare musica, piuttosto che solamente ascoltarla, ha avuto molto a che fare con il mio desiderio di connettermi con l’energia, l’aggressività e il fisico nella stessa musica che mi piaceva e che probabilmente mi ha portato alla batteria. Mi ci è voluto molto tempo per capire che c’era molto di più in questo strumento oltre all’intensità, alla forza bruta e all’aggressività, ma da quel momento in poi qualcosa di più musicale è entrato in me. Lavoro in due gruppi di alto profilo, che sono i Satyricon e i 1349, e non ci sono altri progetti in corso – né credo ce ne saranno altri nel prossimo futuro.

Chiedendomi quali generi mi piacciono è come chiedere quali piatti culinari mi piacciono (solo i bambini si riferiscono a questo) – non si tratta del piatto in sé, ma del fatto che sia ben fatto o meno. Ogni piatto può essere buono, qualsiasi piatto può essere cattivo. Un brano musicale, a prescindere dal genere, può essere ottimo, oppure può essere una merda. Essere categorici sui generi non ha senso.

Finalmente il tour! Iniziato con l’uscita dello stesso album nel 2017. Come è andato finora? Come è stato ricevuto l’album dal pubblico?

Il tour è andato incredibilmente bene finora e dobbiamo semplicemente essere contenti e grati dell’accoglienza che ‘Deep Calleth Upon Deep’ ha ottenuto e sta ottenendo!

_ENGLISH VERSION BELOW_

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‘Deep Calleth Upon Death’ is an album that marks a break with the past. Since the first impact it does not seem a collection of songs but a single, large, majestic, emotional work. What did you want to create?

I am glad to hear how you perceive of the album – it is how we see it ourselves. We definitely wanted to take Satyricon to a larger place ‘Deep Calleth Upon Deep’, musically, speaking, to a place of magic, power, darkness, light, weirdness, surrealism and stern reality.

Intimate, introspective, gloomy, poignant: these are the characteristics of the album that surprise a listener accustomed to faster rhythms, more aggressive themes in full black metal style. Is yours a change that frees itself from the constraints imposed on the genre or becomes even more closed?

In order to create this album we had to free ourselves from some musical and spiritual shackles, but we also hat to impose some new and particular restraints on ourselves in order to give each individual song the character and energy that it demanded.

Behind every song there is a musician who wants to express something, behind every creation there is a person who wants to say something about himself and what he is experiencing. Does this album represent a part of you, a stop on your journey, a fragment of life?

Yes, certainly! You say it all yourselves, so I hardly need to answer anything but yes or not. But let me add that we also seek to create something that is larger than ourselves with the music than we make, and which goes beyond what we are in the here and now and taps into a timeless current.

I loved ‘To Your Brethren in The Dark’ (videoclip here, ndr) and ‘The Ghost of Rome’. These are two songs that allow us to understand how you are no longer exclusively black metal: how would you currently define your sound?

Why aren’t those songs black metal, the way you understand them? I don’t follow you on that one. It begets the question what black metal is. Black metal is not about blast beats or shrieking vocals, it is about spirit and attitude, and exactly of that kind which the two mentioned songs are full of. In my book, Satyricon is black metal without any but’s or why’s.

Black metal: Satyricon are one of the first names that any person cites to the question “what are your favorite black metal bands?” Maybe cause you are one of those groups that you can’t love, second because you continue to remain as modern and innovative as pioneers of black metal at the same time. Who were the old Satyricon and who are they today?

I picture it like this: The Satyricon of today is the same tree with same roots as the old, but the tree above the ground has been nourished well for more than 25 years and has consequently gotten much taller and wider, and the roots have also begun to reach much deeper.

The album cover, a great tribute to Munch.
Little personal curiosity: Which are the artists in which you recognize yourself as well as Munch? Who are the groups you love? Who do you take inspiration from?

Personally I have never truly recognized myself in any other artist or artwork, as I have always felt that there is an impenetrable layer between myself and the world around me. Rather di I connect very strongly with certain moods or atmospheres that resonates with someting within; tipically works of surrealism or impressionism.

Which groups do I love? Those that make music that I like, and that makes a difference, in a positive sense. Counting them, or mention them all, would be absurd. Our main inspiration is to have a band through which we can express ourselves and realise ourselves as musicians and even grow as persons.

Frost tell me about your personal journey within the music: how were you born musically, what are your projects now and which genres you like?

I believe a door to the musical world was opened to me when I heard Motorhead on the radio for the first time. When I realised I wanted to play music myself, rather than just listen to it. It had a lot do with my wish to connect with the energy, the agression and the physically in the music that I liked, and that probably led me to the drums. It took me a long while to realise that there was so much more to that instrument than intensity, brute force and aggression, buth from that realisation something of a more musical nature started to inhabit me. 

I work in two high profile-bands, which are Satyricon and 1349, and there are no other projects going on – neither do I see that there will be any other in the near future. 

Asking me about which genres that I like is like asking which foo dishes that I like (only children would relate to that) – it is not about the dish itself, but about whether it is well made or not. Any dish can be good, and any dish ca be bad. A piece of music, regardless of genres, can be great, or it can be utter crap. Being categorical about genres doesn’t make sense.

Finally the tour! Started with the album itself in 2017. How did it go so far? How was the album received by the public?

The tour has been going incredibly well so far, and we simply have to be content and grateful about the reception that ‘Deep Calleth Upon Deep’ gets!

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