Intervista ai Veil Of Conspiracy

Intervista ai Veil Of Conspiracy

6 Maggio 2019 0 Di Benedetta Kakko

Dopo aver recensito il loro debut album ‘Me, Us and Them’ recentemente uscito per Revalve Records , si rende disponibile, di seguito, la piacevole chiacchierata avvenuta con i Veil Of Conspiracy.

Ciao ragazzi  e benvenuti su Suoni Distorti Magazine

Ciao, grazie a voi, è un piacere per noi.

Come nascono i Veil Of Conspiracy e cosa ha ispirato la scelta di tale moniker?

Luca: i Veil of Conspiracy nascono nel 2016 con la volontà di creare un sound che fondesse delle sonorità oscure ma, al contempo, venate di una matrice progressive e scandinava. Il nome è derivato dal voler dar voce a quella dimensione oscura che è insita nella nostra musica.

‘Me, Us and Them’ è il vostro debut album ed è un concept elaborato su particolari argomenti la cui attualità mi ha colpito molto. Mi piacerebbe approfondirli  con voi…

Emanuela: sì, l’album è incentrato sulla malattia mentale nelle sue manifestazioni e sfaccettature più intensamente oscure, come la schizofrenia, la depressione, l’ossessione, fino ad arrivare all’omicidio e al suicidio, dettati sempre da un profondo disagio mentale. Troviamo che questi temi siano, purtroppo, sempre più ricorrenti nella vita quotidiana; i fatti di attualità, in questo senso, ormai parlano tristemente da soli…

Soprattutto è un album dalle sonorità specifiche. Qual è stato il vostro percorso  o le influenze musicali che vi hanno portato a scegliere questo mood specifico?

Luca: più che di un percorso vero e proprio, si è trattato di un prendere progressivamente atto di ciò che volevamo esprimere attraverso la musica. Ovviamente, il tutto è stato filtrato attraverso le nostre influenze individuali e il background musicale di ognuno di noi. “Me, Us and Them” è sicuramente un album caratterizzato da sonorità specificamente oscure, nord-europee ma ha insite in sé anche delle influenze che si possono ricondurre al prog anni ’70. Tra le nostre maggiori influenze, possiamo citare band come Opeth, Katatonia, Soen e Nevermore.

Come nasce un brano dei Veil Of Conspiracy?

Emanuela: un brano dei Veil of Conspiracy nasce sempre in maniera molto spontanea, da un riff o da un arpeggio o da una qualunque melodia che riteniamo possa essere sviluppata a dovere, e ci si possa cucire attorno una struttura più articolata, avendo cura di particolari anche minimi che talvolta nel disco possono essere notati solo ad un ascolto più attento.

Il brano che sentite più vostro?

Luca: domanda a cui è molto difficile rispondere, poiché un disco dei Veil of Conspiracy non può vedere la luce se ogni suo brano non viene sentito nostro e apprezzato in primis da noi stessi. Posso però dirti che pezzi come ‘Mine Forever’ – primo singolo estratto dall’album – contengono le caratteristiche peculiari di un tipico nostro brano.

‘Mine Forever’ dei Veil Of Conspiracy (lyric video)

Quello che vi piace suonare di più in sede live?

Emanuela: siamo sempre super eccitati di suonarli tutti, ma Blasphemous Offering in particolare ci fomenta sempre un sacco.

Progetti futuri?

Luca: stiamo pianificando varie date, italiane ed estere, a supporto di ‘Me, Us and Them’. Nei mesi a seguire uscirà anche qualche sorpresa (tenete d’occhio la nostra pagina Facebook). Possiamo, infine, anticiparvi che abbiamo già messo in cantiere il secondo album.

Un messaggio per i vostri sostenitori?

Emanuela: grazie per il grandioso supporto e riscontro positivo che ci state dando, speriamo di vedervi numerosissimi ai nostri concerti e non vediamo l’ora di suonare per voi “Me, Us and Them”!

Bene, vi ringrazio per la vostra disponibilità e vi saluto augurandovi il meglio per il futuro.

Grazie a te Benedetta, e grazie a Suoni Distorti per lo spazio che ci avete dedicato. Ci vediamo on the road!

A cura di Benedetta K.