Intervista ai The Homebreakers

Dopo aver scoperto gli adrenalinici The Homebreakers, ed aver recensito il loro buon album d’esordio ‘Heroes Of Tearsvalley’, non mi sono fatto scappare l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con la band. Eccovi questi energici rockers toscani visti da vicino, persone veramente simpatiche e gentilissime, oltre che bravi musicisti pieni di attitudine come pochi…..

Ciao ragazzi! Presentatevi ai lettori di Suoni Distorti Magazine. Mi illustrate brevemente come hanno preso vita gli Homebreakers?
La band, Raffa alla voce, Cesar e Tony alle chitarre, Mark al basso e JP, l’ultimo arrivato alla batteria, è nata nel 2009 in quel che noi amiamo definire la Tearsvalley (valle di lacrime), ossia la Val di Nievole, nella provincia di Pistoia a ridosso di Montecatini. 

Valle di lacrime perché il territorio non offre assolutamente nulla alla già ricchissima ed attivissima scena rock’n’roll. I The Homebreakers sono nati dall’incontro di gente che aveva maturato la propria esperienza in gruppi underground, che nonostante le proprie capacità non è mai arrivata ad alcuna ribalta. L’amore per il rock’n’roll e l’esagerata attitudine verso il genere, hanno fatto il resto.

Provenite dalla Toscana, una regione che, da sempre, ha dato e sta dando i natali a band quasi tutte validissime. Da cosa potrebbe dipendere? Avete un’aria magica in quella magnifica parte d’Italia?
Non sappiamo spiegarne i reali motivi, ma molto probabilmente perché la Toscana storicamente è sempre stata una regione abituata a combattere e quale genere musicale migliore del rock’n’roll può dare sfogo a questa ribellione?

Parlerei subito di ‘Heroes Of Tearsvalley’, il vostro album di debutto, usicto lo scorso 2011. Cosa rappresenta per voi questo disco?
Rappresenta il primo passo utile a testimonianza dei nostri sogni e della nostra voglia di rock’n’roll, la voglia sfrenata di stare sul palco. Il concetto di Tearsvalley, che fa da leit motif al nostro album d’esordio, per quello che ci riguarda, è comunque esteso a tutto il territorio nazionale che rispetto a quello estero, notoriamente offre poco o nulla da sempre, considerato il notevole movimento di bands ed organizzazioni e/o sedicenti tali. 

E’ meglio che molte band (e non solo band) italiane tengano a mente che tirarsela in Italia corrisponde, ne più e ne meno, che a renderli solo “eroi della valle di lacrime” e cioè eroi del nulla. Ecco, il concetto evidenziato fino alla noia nel disco è questo!

Ci sono tematiche a cui tenete in particolar modo? Cosa vi ispira quando scrivete i vostri testi?
Non ci sono tematiche particolari, siamo molto legati ai clichè del rock’n’roll, divertimento, sbronze, figa, corse in motocicletta e tanto casino. I testi li scrive prevalentemente Raffa e sono ispirati unicamente dal suono e dall’incedere del pezzo. Nulla di più scontato.

Invece, per quanto riguarda le composizioni musicali, ho notato una grande passione per il rock’n’roll/punk’n’roll stradaiolo, grezzo e diretto. Come nasce un vostro pezzo? Cosa deve avere lo stesso per potervi convincere che sia giunto alla fase terminale della creazione?
La fase musicale nasce dalla partecipazione di tutti, tranne di Raffa che si limita ai testi , e dall’incontro dei diversi background che caratterizzano i singoli elementi. Cesar è un portatore sano di riff, che con Mark e Tony, i più dotati tecnicamente, arrangiano, smussano gli angoli e plasmano il pezzo a seconda dell’impeto che qusto determina in fase di lavorazione. Quando nell’eseguire un nuovo pezzo in sala prove ci rendiamo conto di essere sudati come animali allora sappiamo che il pezzo è pronto. JP essendo l’ultimo arrivato ancora non ha dato il suo contributo compositivo, ma conoscendo le sue doti, non vediamo l’ora di vederlo all’opera.

C’è qualche band o album che, in particolar modo, vi ha accompagnato nella vita facendovi concepire la musica per come la concepite adesso? Qual’è il vostro background musicale?
Nella risposta precedente parlavamo di diversi background. 

Raffa ha passato la sua vita ad ascoltare band come AC/DC, Motorhead, Ramones, Southern americano e mostri sacri dei 70’s come Grandfunk Railroad, passando per band più moderne come The Hellacopters, Gluecifer e Nashville Pussy. 
Cesar proviene da ascolti di genere Low-Fi, dal rock’n’roll dei 50’s al garage al proto-punk. 
Mark parte dai Rolling Stones per arrivare agli Helloween e agli Slipknot, 
Tony è un anima metallara che adora le sonorità alla Randy Roahds, 
JP va dalle sonorità alla Soundgarden, passando per i Tool, i Buckcherry, fino ad arrivare a band minori ma di forte impatto come Zeke e Valient Thorr. Ecco, questo essere così trasversali è la nostra più preziosa caratteristica.

Spendiamo anche qualche parola sull’art work, minimalista ma efficacissimo, e sul confezionamento del cd, che ho trovato davvero ben fatto e molto professionale. Chi ha curato il tutto?
Questo ruolo spetta a Raffa, che si è occupato del layout del disco e delle locandine degli show. Ma anche Cesar è un grande appassionato di grafica e rock posters di stile americano e dà preziosi suggerimenti.

Quali sono le sensazioni e/o emozioni che vi accompagnano durante una vostra esibizione live? 

Veramente quando saliamo sul palco l’unica cosa che ci passa per la mente è suonare il più forte possibile per divertirci, scuotere e divertire la gente. Che si tratti di una audience di 1000 persone o di 3 presenti, non fa differenza.

Avete un buon movimento, per quel che riguarda gli eventi live. C’è qualche situazione simpatica o noiosa che porterete, ad oggi, sempre con voi?
Certo ci piacerebbe esibirci sempre davanti a tantissima gente, ma il nostro bassissimo livello di popolarità ci chiama a fare i conti talvolta con odience striminzite. Lavoriamo duramente per far si che sempre più gente venga a vederci, per il momento siamo soddisfatti di vedere che il pubblico si diverte. Quando siamo in giro a suonare stiamo sempre bene e tra di noi c’è un affiatamento tale che se capita di non divertirci (quasi mai) non è sicuramente voluto o dovuto a noi.

C’è un vostro concerto che ricorderete sempre, in particolar modo, per qualche situazione particolare creatasi o per la band di turno con la quale avete condiviso il palco?
Abbiamo avuto poche occasioni per poter dividere il palco con band di alto livello, ma non dimenticheremo facilmente la show d’apertura ai Black Rebel Motorcycle Club al Viper di Firenze o quando abbiamo aperto per gli L.A.Guns di recente al Borderline di Pisa. Anche al Twist Off Fest di due anni fa, fu un momento memorabile. Inoltre dividere il palco con band nostrane come Gonzales o Small Jackets ci inorgoglisce in egual modo.

Associate la vostra musica ad un tipo di alcolico, e spiegatemi il motivo della scelta……
Se la gente che viene a vederci suonare, alla fine dello show ha la sensazione di essersi scolata una bottiglia di Jack Daniel’s, allora saremo certi di aver fatto un buon lavoro.

Bene! A questo punto, se possibile, vorrei che mi illustrereste i prossimi passi dei The Homebreakers. Quali sono i vostri programmi?
Per ora pensiamo solo a promuovere il disco e a fare quanti più concerti possibile. In questo paese, per chi fa la nostra musica nell’underground, fare programmi è davvero difficile.

Ragazzi vi ringrazio per la disponibilità e la simpatia. Vi auguro di continuare sulla vostra strada per molto tempo ancora! Concludete come preferite ed alla prossima!
Un saluto a tutti quelli che ci supportano e a quelli che avranno la pazienza e la bontà di leggere questa intervista e ovviamente un grosso ringraziamento a Suoni Distorti. 

Un esortazione a quelli che non ci conoscono, di venirci a vedere dal vivo, promettiamo uno show da “corpo a corpo”. Horns up!
The Homebreakers – ‘Dirty Trouble Night’
(tratto da ‘Heroes Of Tearsvalley’ – Kornalcielo Records 2011)
Per seguire la band:
a cura di Francesco ChiodoMetallico
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Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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