Intervista ai Red Pill

Una piacevole chiacchierata con i Red Pill, un’altra delle realtà metal underground nostrane, che è riuscita a far parlare bene di se con il loro ultimo ‘Sinners’ Club’, dato alle stampe lo scorso Dicembre tramite Crash&Burns Records. 

Ho avuto il piacere di favorire un pò dello spazio a mia disposizione a questi bravissimi musicisti per farveli conoscere meglio e portarli un pò di più alla vostra attenzione, poichè la band merita veramente. Eccovi di cosa abbiamo parlato con N.i.n.o., chitarrista ed oggi porta voce della band, durante un simpatico ed interessante colloquio amichevole……

Ciao N.i.n.o. e benvenuto su Suoni Distorti Magazine. Presenta i Red Pill ai miei seguaci…..
Intanto ciao, io sono N.i.n.o. e i Red Pill sono in pratica i quattro cretini dell’apocalisse! Siamo semplicemente quattro amici, rispettivamente siamo Dani alla chitarra ed alla voce, Pora alla batteria, l’ultimo arrivato Nick al basso ed io all’altra chitarra. 

Siamo quattro disadattati, tutti con un passato e un presente dedito al rock e al vivere “rock”, all’autodistruzione e a divertirci quando suoniamo.

Partirei subito parlando del vostro ottimo lavoro, non che primo album ‘Sinners’ Club’. Spiegami cosa contiene questo lavoro? Che messaggio volete portare all’ascoltatore?
 ‘Sinners’ Club’ è la raccolta delle nostre prime fatiche, ci sono pezzi datati 2006, canzoni terminate pochi mesi prima di registrare e qualcosa inventato in studio all’ultimo minuto. Dentro ci sono tutte le influenze che hanno attraversato la band, comprese canzoni composte dal nostro vecchio bassista Alle e poi riarrangiate in maniera impeccabile da Nick; ma non contiene solo questo ci si può trovare la nostra rabbia, le nostre esperienze, l’alcool ingurgitato, il porno e in più il nostro sudore e la nostra puzza!
Dietro la copertina e il titolo diciamo che non c’è un messaggio di fondo, mi spiego meglio, non c’è un filo conduttore: la maggior parte delle canzoni sono prodotto di idee e lavoro mio e di Dani, ovviamente Pora fa il suo sporco lavoro per soddisfare il capo (Dani) e il povero Nick, che si deve ciucciare le nostre offese e le nostre prese in giro, ricama le sue basse melodie. 

Il messaggio dietro copertina, titolo e artwork è riferito al mondo, che è il club dei peccatori, abitato dalla feccia e dall’immoralità di alcune persone che calpestano anche indegnamente il pianeta, la roulette della copertina è la “roulette della morte”, ad ogni numero è abbinato un’area della terra e la pallina ne determina la distruzione.

Musicalmente molto personale ed originale, ben suonato e registrato perfettamente. Ci raccontate il lavoro svolto per la composizione e la registrazione?
Come dicevo prima riguardo alla composizione, diciamo buona parte è partito da un riff o una melodia alla chitarra scritta da me o da Dani, da lì in sala prove tutti insieme ci abbiamo letteralmente jammato sopra e ci abbiamo messo le mani, aggiungendo togliendo o spostando parti dei brani, parti vocali e cercando di mantenere un briciolo di originalità, poi le influenze che abbiamo ovviamente si sentono… 

Riguardo ai testi diciamo che molto lavoro lo faccio io traducendo e aggiustando in maniera musicale i testi di Dani che di solito escono di botta, con parti in inglese e parti in italiano su una linea vocale, poi appunto sono approssimativamente stati scritti a metà tra me e lui.
Le tematiche vanno dal vissuto, al sentimento di vendetta, al sesso e al dio rock, da questo punto di vista niente di originalissimo…
La registrazione è frutto del duro lavoro di Dani nel suo personale studio detto “Inferno Studio”, lì abbiamo fatto tutte le batterie e tutte le riprese delle chitarre e del basso, poi sempre Dani ha pensato ad editare il tutto.
L’altra metà del lavoro invece è opera dell’ormai famoso Riccardo Pasini e del suoStudio73 a Ravenna. Lì abbiamo fatto un re-amp delle chitarre e del basso, sono state registrate le voci ed infine ho condiviso il mio puzzo per ben 4 giorni con il Paso per “assisterlo” durante il mixing. Il mastering è stato sempre fatto nello stesso studio nell’ultima giornata a disposizione. Direi che tutto sommato suoni bene…

Nonostante la vostra originalità è inevitabile che alcune influenze che compongono la propria crescita musicale saltino fuori. Il vostro post-thrash (altrimenti detto groove metal) rispecchia alcune influenze da ricercare in band come Machine Head, in alcune parti Soulfly, in altre piccole parti gli Slipknot. Qual’è il vostro background musicale?
Il background musicale di ognuno di noi è veramente vasto, che va dal rock degli anni ’80/’90 quindi tutto quello che riguarda Motley Crue, Wasp, Guns’n’Roses e quel tipo di scena, passando attraverso tutta la scena metal anni ’90 quindi l’apice del thrash, quindi come band di riferimento potrei dirti su tutti Megadeth, Pantera, Anthrax e giungendo infine alla scena estrema quindi i vari Death, Carcass etc.
In aggiunta a questi i più discutibili gusti di Nick in fatto di musica estrema…comunque, diciamo che hai colto nel segno con Machine Head e Slipknot e si possono ben percepire ascoltando il disco, anche se nel nostro background si passa davvero dal pop al prog fino al grind…

Come capite quando un vostro pezzo sia giunto al termine di composizione? Cosa deve avere che possa farvi dire “si è pronto per essere sparato in faccia agli ascoltatori?
Non è molto difficile, ci sono due requisiti fondamentali: 

-Il primo che il pezzo riesca ad avere un senso già solo con una prova o due,
-Il secondo requisito deve vedere noi quattro scapocciare violentemente durante le prove della song, questo è determinante. 
Da qui però a dirti che il pezzo è pronto passa molto tempo, registrazioni, riascolti, cambi etc, ma diciamo che la base per far sì che venga anche solo preso in considerazione e quindi avere in tasca un 70% del brano è quello che ti ho descritto qualche riga fa.

Avete alle spalle anche numerose performance live, con quale band vi ha fatto più piacere condividere il palco? E con quali vorreste condividerlo in futuro?
Abbiamo appunto avuto il piacere di dividere il palco con belle band, ed è sempre bello conoscere nuova gente e nuova musica. Tra le band con cui abbiamo diviso il palco e con cui si è poi instaurato anche un’amicizia ti posso citare i Soulpit una grande band di Padova, i nostri concittadini Ever-Frost, abbiamo diviso il palco decine di volte coi nostri compagni di sala prove Neronova, e poi non ricordo quali altre band.
Da opportunista potrei dirti che mi piacerebbe dividere il palco con qualche band valida che sia nazionale o straniera, che ci possa dare buonissima visibilità, ma in realtà ci interessa relativamente, è sempre piacevole dividere il palco con buoni musicisti e divertirsi prima durante e dopo le serate…
Poi sì, ci sono state band più o meno simpatiche e più o meno disponibili, ma chissenefrega intanto gli abbiamo spaccato il culo!

Fate parte del rooster dell’etichetta Crash&Burn Records, com’è avvenuta questa unione? Vi trovate bene o avete qualche limite per quel che riguarda il vostro lavoro?
L’incontro con Nick Savio (titolare dell’etichetta ndr) è avvenuto in maniera del tutto casuale, quando avevamo perso tutte le speranze di fare uscire il nostro disco, visto che nessuno si rivelava interessato, ho risposto ad una mail di promozione del suo Remaster Studio, lui si è presentato dicendomi che era, appunto, il titolare dell’etichetta e mi ha invitato ad inviargli il nostro prodotto, ci siamo incontrati e abbiamo firmato per la sua etichetta.
L’etichetta ci ha trattato bene ed ha lavorato bene, ha fatto una parte di promozione e ci ha permesso di essere distribuiti in tutta Europa su EMP, su Twilight, su Nuclear Blast, Masterpiece in Italia e altri canali che raggiungono più o meno capillarmente tutto il mondo.
Per essere un primo disco ci riteniamo abbastanza soddisfatti, poi entro fine 2011 dovremmo sapere l’effettivo andamento delle vendite.

Come vedete dall’interno la scena emiliana? Ci sono band che secondo voi meriterebbero più attenzione in particolare?
La scena nella nostra regione è molto sviluppata, ci sono molti ottimi musicisti e ottime band, in qualsiasi genere. Diciamo che la pecca per quello che è stata la nostra esperienza è la mancanza di locali che permettano di portare in giro il nostro genere, da quel punto di vista non è così attiva…
Però devo dire che anche solo nella nostra città ci sono band davvero ottime e preparate con ottimi prodotti sul mercato, mi astengo dal fare nomi, ma per farti un esempio la scena estrema è davvero ben rappresentata da Modena, dal grind al death ci sono ottime band heavy e noi, e che ancora non hanno capito dove infilarci, troppo leggeri per il pubblico estremo, troppo pesanti per il pubblico un po’ più heavy… Ahahah!

Invece allargandoci in senso geografico cosa ne pensate del panorama underground italiano? Ci sono band che hanno particolarmente riscosso il vostro consenso?
Cazzo sì! La scena italiana negli ultimi anni ha davvero sfornato band decisamente ottime in tutto lo stivale. Personalmente cerco di seguire le varie band e di interessarmi, se vuoi dei nomi, ho consumato l’album dei Subhuman (Pistoia), stesso discorso vale per i nostri conterranei Jesus ain’t in Poland che sono a mio avviso una tra le migliori band grind in circolazione in Italia.
Non ho voglia di fare altri nomi, ma credo che a parte il filone deathcore e metalcore, che non apprezzo particolarmente (non dirlo a me! ndr), nel nostro paese ci sono delle grandi band e degli ottimi musicisti e ultimamente il livello mi sembra che si sia alzato e ci sono molti gruppi degni di nota e che meriterebbero di più.

Domanda da un milione di dollari! Scegli tre cd di cui non faresti mai a meno e spiegami il perchè?
Per quello che mi riguarda:
-Megadeth – Rust in Peace
-W.A.S.P. – The Crimson Idol
-Carcass – Heartwork
‘Rust In Peace’ perché credo che sia il disco che ha segnato la svolta della band, un disco a dir poco perfetto che mi ha fatto innamorare quando avevo 13 anni e ancora mi deve abbandonare, thrash veloce, tecnico e con la voce di Dave!
‘The Crimson Idol’ perché è uno di quei dischi che metti su e lo ascolti dall’inizio alla fine, tutto collegato, con un concept musicale e tematico ben definito, con un Blackie Lawless al top della forma e una band che ha composto un disco rock ben prodotto e davvero ben studiato, poi mi fa venire la pelle d’oca ogni volta che lo ascolto.
‘Heartwork’, è uno dei dischi che ha cambiato il mio modo di suonare, è un disco che mi è piaciuto sin dal primo ascolto, è stata la svolta dei Carcass (senza considerare Swansong che è al pari livello).
Poi per di più siamo accordati come loro… questi sono quelli che mi sono venuti al momento magari se ci penso e me lo richiedi tra un mese cambio idea a parte su RIP 🙂

Domanda che sembrerebbe suscitare una risposta ovvia e forse un pò retorica, ma ponendola a più persone ho sempre riscontrato risposte varie e diverse tra loro…. Cos’è per te la musica?
Per me la musica è quello che sento, cioè quando suono le mie mani suonano quello che il mio corpo mi dice in quel momento, senza filtro, è esattamente lo specchio della mia vita, scandisce esattamente i miei ritmi da disadattato, nevrotico e rabbioso, io riesco a sentire tutto questo nel mio modo di suonare anche al di fuori della band, quando compongo proietto le mie sensazioni, la mia rabbia sullo strumento. 

Quindi sentendo me suonare sentirai cose dispari quasi continuamente, ritmi serrati, e nelle giornate di gioia anche melodia…
Rispetto alla band la musica ci permette di divertirci passare del tempo insieme, sfogarci, offenderci e anche di esprimere quello che sentiamo mescolando quello che accade nelle nostre vite condividendo situazioni ed emozioni.

Tornando alla band… cosa dovremo aspettarci dai Red Pill? Quali saranno le vostre prossime mosse?
Intanto posso svelarti che siamo in fase di composizione di quello che dovrà diventare il prossimo disco, quindi per il momento siamo concentrati su alcuni 3-4 brani che sono a buon punto e poi vorremmo inserire un paio di pezzi che abbiamo tenuto fuori da “Sinners’ Club” e ci siamo pentiti di averlo fatto.
Oltre a questo siamo sempre alla ricerca di posti dove suonare e di band con cui poter condividere il palco.

Ti/Vi ringrazio per la disponibilità e la simpatia mostrata.Vi auguro tutto il meglio sia nella vita che per la carriera musicale… concludi come preferisci! Alla prossima!
Di norma ci piace concludere con un ‘W LA FIGA’ (grande, ti stimo! ndr), ti ringraziamo molto per averci dato la tua disponibilità per l’intervista, vorrei lasciarti dicendo che la nostra band si può trovare su i maggiori social legati alla musica col nome di redpill1. (troverete i link qui sotto ndr)
Se vi ha incuriosito l’intervista comprate il nostro disco, potete contattarci direttamente sui social oppure seguendo i link da www.redpill1.com
Take the Red Pill!



Red Pill – ‘Ad Hominem’


Per seguire la band:

Website, Facebook, MySpace, Reverbnation, Twitter, Soundcloud.

a cura di Francesco ChiodoMetallico
About Francesco P. Russo 11317 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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