Intervista ai Raiden

Una band che tra gli ultimi nuovi ascolti mi ha attratto per attitudine, oltre che per il sano Rock’n’Roll proposto, è quella degli abruzzesi Raiden

Di diritto, i Pirati italiani del Rock! Tre ragazzi con un’esplosiva energia e tanta voglia di divertirsi e divertire.

Non mi sono fatto scappare l’occasione per intervistarli per voi cari seguaci di Suoni Distorti Magazine e farveli conoscere da vicino……

Ciao ragazzi, benvenuti su Suoni Distorti! Presentatevi, e con voi la band, ai miei seguaci…
Intanto ringraziamo te e Suoni Distorti Magazine per lo spazio concesso.

Noi siamo Francesco, Mauro e Cristian, rispettivamente chitarre e voce, basso e voce, batteria e con questa formazione suoniamo insieme dall’estate del 2010, prima di registrare il disco della nostra band, il Raiden.
Partirei dal vostro ideale di band, ossia il mondo Raiden…. Ho trovato interessante l’idea di concepire Raiden come un vascello pirata, come un mondo a parte, distaccato dalla vita reale…. Illustrereste meglio a parole vostre il vostro concetto ai lettori?
Effettivamente il progetto è rappresentato come un vascello pirata, ma non navighiamo nella fantasia, sarebbe troppo comodo. 
Il Raiden è un luogo, una comunità di persone che condivide la scelta della non appartenenza, persone che non scendono a compromessi e vivono da outsider. Uno stile di vita a tutti gli effetti.

Immagino adoriate il mondo piratesco….citando anche una delle vostre canzoni ‘Jolly Rocker’, oltre che la copertina del vostro demo dello scorso anno raffigurante il Jolly Roger….
L’immaginario piratesco ci affascina, in quanto è un mondo in cui l’illegalità, per certi versi, racchiude principi più veri della legalità, un mondo dove non conta il mezzo ma solo il fine, dove non ci sono uniformi e il rispetto viene guadagnato sul campo.

A tal proposito, suppongo apprezziate le tematiche e le situazioni create da band “pirata”, come Running Wild, Alestorm, Los Pirates e Swashbuckle (di cui parlo in questo reportage). Fanno parte dei vostri ascolti?
Sinceramente no. Noi concepiamo la pirateria in modo diverso, anche nel nostro modo di suonare.

Una cosa che mi ha colpito del vostro nuovo album, ‘Raiden’, è l’attitudine mostrata, oltre alla bravura e l’estrema adrenalina. Mi parlate un pò del lavoro celato dietro il cd?
Non esageriamo con la bravura, il nostro genere ha bisogno più di attitudine che di tecnica. Per il lavoro c’è voluta soprattutto una grande pazienza, perché abituati a vivere la nostra musica d’istinto ci siamo ritrovati a dover suonare seduti in studio. 

Per questo un grande ringraziamento va a Sergio Tangari del T-Box Studio, che ci ha messo a nostro agio supportandoci in ogni singolo passaggio. Abbiamo avuto un gran da fare anche per le registrazioni, dato che i pezzi erano pronti da tempo ma Cristian, essendo entrato nella band solo da 3 mesi, ha dovuto assimilare il tutto. 
L’album è stato registrato con la precisa intenzione di rispettare suoni e situazioni live, senza metronomi o “pulizie” estreme delle tracce. Un disco che viene dalla sala prove insomma, senza compromessi e che puzza di sudore.

Qual’è il vostro metodo compositivo? Ognuno ha un suo preciso compito o create tutti insieme i pezzi?
I pezzi li creiamo sempre tutti insieme, da sempre. Entriamo in sala prove e suoniamo.

Programmate a tavolino come dovrà suonare un album?
No, niente di programmato, volevamo farlo suonare semplice ed efficace, non avendo assolutamente la presunzione di inventare nulla di nuovo, noi siamo quello che suoniamo e basta.

Classificarvi semplicemente come Rock’n’Roll band lo trovo, a mio avviso, leggermente limitativo, avendo notato parecchie influenze dalla scuola Punk Rock capitanata dai Ramones, alcune Glam Punk sullo stile degli Hanoi Rocks ed in alcune piccole parti riff chitarristici presi dal Thrash Metal. Qual’è il vostro background musicale?
Tutti e tre veniamo da ascolti classici del rock e del metal in generale, ma ognuno di noi ha subito influenze dal grunge al punk. Band come Metallica, Ramones, Motorhead, o anche Sex Pistols, Clash, fino ai Pearl Jam e Pixies ci hanno sicuramente influenzato, ma chiuderci dentro ad un genere proprio non ci riusciamo.

Descriveteci a parole una vostra esibizione live… cosa dovrà aspettarsi chi verrà a vedervi on stage?
Di sicuro non ci tiriamo mai indietro, quindi diamo il massimo in ogni live. Abbiamo trovato le situazioni più diverse, dalla bolgia con tanto di rissa sotto il palco al locale vuoto con consumazioni da pagare…

Provenite dall’Abruzzo, com’è il panorama Metal/Rock underground dalle vostre parti, visto dall’interno?
Una merda, tranne alcuni locali che resistono all’ondata di cover band e balli latini, non c’è spazio per suonare, sale prova o club sono merce rara.

Parlando di underground, ci sono band italiane che hanno riscosso il vostro consenso in Italia?
Certo, ce ne sono tante, malgrado i problemi che dicevamo prima. Band come The Heatlers, Southern Drinkstruction, Fiftyniners, Keet Em Murt, 16 Vulve e Boulevard Underground si fanno il culo da anni e meritano tutte il nostro rispetto.

Bene, vi lascio un piccolo spazio per lanciare un proclama di guerra, minacce, ringraziamenti, mandare a fanculo o quello che volete voi….
Ringraziamo tutte le persone che fanno parte e che hanno fatto parte del nostro progetto, tutti hanno contribuito alla nostra crescita come band e come persone. 

Un ringraziamento anche alle band che hanno condiviso con noi i live e soprattutto i più disparati back-stage, e ci hanno apprezzato per quello che siamo. A tutti quelli che hanno contribuito, dandoci spazio e occasione di farci conoscere, va tutta la nostra stima. Di mandare a fanculo o di minacciare non ce ne frega, di solito gli stronzi li ignoriamo.

Domanda da un milione di dollari, elencatemi tre album di cui non potreste fare a meno con tanto di motivazione….
Il ‘Black Album’ dei Metallica, ‘Inferno’ dei Motorhead e il ‘Led Zeppelin II’, perché rappresentano le radici del suono del Raiden.

Bene, essendo in dirittura di arrivo, quale sarà la vostra rotta di navigazione per il futuro? Cosa dobbiamo aspettarci dai Raiden?
Speriamo di poter fare un altro disco a breve, non abbiamo intenzione di fermarci a questo appena pubblicato, le motivazioni non mancano.

Ragazzi vi ringrazio per la disponibilità e la simpatia mostrata. Auguro a tutta la band il meglio per l’avvenire…. concludete l’interrogatorio come meglio preferite. A presto!
Rock n Roll, sempre! A presto!

Raiden – ‘Jolly Rocker’
Per seguire la band:

Facebook, MySpace, Reverbnation.

a cura di Francesco ChiodoMetallico
About Francesco P. Russo 11307 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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