Intervista ai Nhorizon

Tra le band che ultimamente ho ascoltato, ci sono i toscani Nhorizon, ripresentatisi nel panorama dopo due anni di silenzio con un valido mini cd, uscito all’inizio dello scorso Novembre.
Dopo aver ascoltato il prodotto in questione, ‘Nightstalkers’, ho colto l’occasione per poter chiedere alla simpaticissima band di scambiare quattro chiacchiere e fare insieme il punto
della situazione, così da curiosare su questi due anni di silenzio e portare questa ottima realtà alla vostra attenzione…..

Ciao ragazzi e benvenuti su SDM, è un piacere avervi nostri ospiti! Inizierei chiedendovi di presentare brevemente i Nhorizon ai lettori….

Fabrizio (tastierista, ndA): Ciao, è un vero onore per noi essere ospiti su SDM. Beh i Nhorizon sono 5 forme di vita organica basata sul carbonio (“ragazzi” non lo siamo più e “uomini” fa troppo serio) con la passione per la musica che suonano un ibrido tra rock e metal con, come hai fatto notare giustamente nella tua recensione, un sacco di influenze diverse.

La band prende vita nel 2004 come progetto strumentale. Da quale esigenza è nato questo progetto? C’erano alcune “tappe” prefissate?

Fabrizio: La band vera e propria, con tanto di moniker nacque nel 2007, nei tre anni prima eravamo tre ragazzi (tastiera/chitarra/batteria) che tentavano di fare metal strumentale nello scantinato del batterista. Non avevamo nessuna tappa precisa, solo molte speranze, anche se a dir il vero abbiamo sempre fatto le cose, pur divertendoci, con una certa serietà. Le cose poi, hanno preso una piega diversa quando, molto naturalmente abbiamo sentito l’esigenza di avere un cantante ed un bassista in pianta stabile.

Dopo aver mutato, inserendo le parti vocali, avete iniziato a farvi sentire con concerti, ed un demo del 2007. Arrivando due anni dopo alla pubblicazione del vostro debut album. Da allora sembra che tutto si sia fermato. Volete renderci partecipi delle vostre vicende? Cosa vi fermò all’epoca?

Fabrizio: Un paio di errori dovuti all’inesperienza, e le solite grane che, bene o male, toccano a tutti i gruppi: problemi personali, logistici, una sterilità incredibile per quanto riguarda situazioni favorevoli a dare il giusto spazio alle band emergenti. E pure qualche testa di cazzo, se mi passi l’espressione.

Simone (bassista, ndA): Beh, principalmente i motivi dell’involontaria sosta forzata sono da ricercare prevalentemente nel mutamento dello stile di vita che il diventare un pò più grandi ha portato. Situazioni personali prima più gestibili sono diventate, improvvisamente, ostacoli insormontabili: peccato che invece di parlarne per cercare di uscirne tutti assieme, talvolta si sia scelta la più codarda strada del silenzio. Che di certo non ha aiutato ad evitare lo stallo.

Mettici la delusione portata da alcune scelte professionali poco felici e la già citata sterilità di occasioni di cui ha parlato Fabrizio e sarà magicamente chiaro i motivi che hanno portato ad appendere, per fortuna temporaneamente, gli strumenti al chiodo.

Quest’oggi vi ripresentate al pubblico, dopo due anni di silenzio e fermo attività, con il mini cd ‘Nightstalkers’. Un cd che ho trovato molto valido e pieno di sfumature stilistiche. Avete avuto qualche dubbio/paura/esito nel riportare in pista la band? Chi ebbe l’idea di riprendere il cammino?

Fabrizio: Grazie mille per i tuoi complimenti. L’input a “riprendere” venne da Simone, eravamo rimasti solo lui ed io, e per me dopo varie vicissitudini era giunto il momento di mettere da parte questo progetto, o perlomeno non pensarci, a tempo indeterminato. Quindi lascio parlare lui…ahahah.

Simone: Grazie per la patata bollente Fabri… scherzi a parte, sicuramente una spinta fondamentale è stata la voglia di non arrendersi, soprattutto alla luce di quanto di buono il gruppo era riuscito a costruire nonostante le difficoltà. E sapendo che sia io che Fabrizio non potevamo stare troppo lontani dalla nostra creatura ci siamo ritrovati, come una coppia che non riesce a dare un taglio al passato, a concederci l’ennesima ultima possibilità. Da lì siamo partiti nella ricerca spasmodica di altri tre temerari che, come noi, avessero voglia di mettersi ancora una volta in gioco, recuperando un elemento importante della vecchia formazione e trovando, pur senza notevoli difficoltà, due new entry che si sono dimostrate sin da subito i tasselli che da sempre sono mancati al mosaico chiamato Nhorizon.

Parliamo del vostro lavoro. In che maniera è stato composto ‘Nightstalkers’? Che cosa avete voluto presentare agli ascoltatori, per quanto riguarda le tematiche?

Fabrizio: I brani di Nightstalkers, sono brani che avevo scritto in passato, ma il tutto è stato rielaborato con l’ingresso dei nuovi componenti. Per dar loro modo di interpretare la loro parte secondo il loro stile e la loro musicalità.
Le tematiche possono avere una duplice chiave di lettura, sono sia molto introspettive ed attuali, ma allo stesso tempo potrebbero essere tranquillamente utilizzate per un racconto surreale o un film drammatico. Diciamo che sono “pensieri, storie e sogni di tutti i giorni” messi in musica.

Giacomo (chitarrista, ndA): Il mio ruolo all’interno dei Nhorizon è stato in primis come chitarrista e in secondo luogo come “arrangiatore” delle parti di chitarra. Io suono con loro da meno di un anno soltanto e mi sono trovato, come tutti coloro che entrano in una band che ha già un suo repertorio, con parecchie gatte da pelare nella parte di chitarra. Non so se è evidente, ma ci sono delle parti di queste tre canzoni in cui è facile cadere in alcuni clichè del genere, ho provato il più possibile ad inserire qualcosa di melodico ma anche di lontano dal progressive in questi brani, senza snaturare l’idea iniziale. Devo dire che è stato molto divertente e stimolante, soprattutto trovare persone che accolgono con entusiasmo le tue idee all’interno di brani che erano stati pensati per un altro approccio per la chitarra, soprattutto ho tentato di buttarci dentro tutta la cattiveria che mi porto dentro: ecco io sono l’ “incattivitore” del gruppo, o almeno mi piace pensare di esserlo.

Chi scrive i testi?

Fabrizio: Scrivo la maggior parte dei testi, o comunque sia lancio la “tematica” che poi vengono rimaneggiati ed ottimizzati dal cantante. Nel materiale nuovo invece c’è pure lo zampino di Alessandro (cantante, ndA).

Alessandro Buzzo: Come ha detto Fabrizio anche io mi diletto nel comporre i testi: nella maggior parte dei casi, cerco di seguire l’idea che si sviluppa tutti insieme, ma in altri momenti uso un approccio piu’ intimo e lascio che la musica mi ispiri le parole da usare e poi cantare.

Musicalmente che metodo di composizione utilizzano i Nhorizon? Collaborate tutti alla stesura dei brani o c’è qualcuno in particolare “addetto” alla composizione?

Simone: Di solito ci pensano Fabrizio e Giacomo a inviare un breve mp3 con una bozza delle loro contorte idee, su cui poi ciascuno di noi lavora individualmente, arricchendo, semplificando o modificando il concept originale, per poi concretizzare tutto con il confronto ed il lavoro in sala prove.

Simone (basso)
Fabrizio (tastiere)
Ho trovato interessante la vostra miscela di stili che spaziano tra prog, power, AOR, alternative ed anche qualche punta heavy. Cosa vi ispira in fase di creazione? Mettete a tavolino le idee programmando come dovrà suonare un vostro pezzo o preferite agire d’istinto?

Fabrizio: A tavolino ci mettiamo per fare una bella mangiata o bevuta, o al massimo per dirsi le note di qualche unisono o passaggio più arduo. Scherzi a parte, molto si crea e definisce in sala prova, alcune cose ovviamente le studiamo, ma siamo per la musica che ti viene da dentro. Spontanea e genuina. La tecnica è al servizio della musica e non viceversa. Per quanto riguarda l’ispirazione, personalmente la trovo “spippolando” con la tastiera a casaccio, sentendo un motivo alla radio, fantasticando su qualcosa o se sento la necessità di “esprimere” qualcosa.

Alessandro Brandi (batterista, ndA): Parlando prettamente dal punto di vista ritmico suonando con delle persone con le quali esiste una forte affinità, mai sperimentata prima d’ora, viene tutto abbastanza spontaneo. Basta uno sguardo un’idea di Fabrizio o un riff di Giacomo, e basta veramente poco per ottenere delle buone basi e strutture ritmiche. Ovviamente dietro c’è una bella preparazione tecnica, ma devo dire che per quanto riguarda l’approccio iniziale ad un pezzo, tutto mi viene molto istintivamente.

Provenite dalla Toscana, terra che adoro, non solo musicalmente. Come vedete la vostra scena dall’interno? Ho notato tantissime band valide ed alcuni club che danno spazio alle band…..

Giacomo: La situazione non è uguale in tutta la Toscana. Dobbiamo capire che la Toscana in generale ha una forte diversità fra provincia e provincia. Sinceramente non mi sento di essere tragico, conosco bene la situazione di Siena e noto che molti locali fanno suonare dal vivo, magari con cachet bassi, ma nel periodo di crisi che passiamo siamo molto messi bene a Siena. Basti pensare che nuovi locali come THE PIT, unTubo, ma anche locali storici come lo Skilè, il Cambio, il Sonar, il Kroeg (spero di non scordare nessuno) hanno sempre dato spazi fruibili a tutti. Poi c’è l’All the Rock e tanti altri festival, come ad esempio il Next Rock Festival a cui hai partecipato anche tu, che danno un sacco di spazio.

Ora non riesco a citarli tutti perchè effettivamente a Siena si riesce ancora a suonare. Pisa, Livorno, Lucca sono altri posti che reputo “isole felici” della musica live e sinceramente di questo sono contento. Per quello che riguarda le band, Siena sinceramente riesce a proporre gruppi veramente validi, reputo la scena Senese veramente forte!

Fabrizio: Parlo solo della realtà che ho nella mia provincia di residenza (Grosseto, ndA), e non del senese dove ormai i Nhorizon si sono stabiliti. Dove vivo io ci sono zero spazi musicali gratis, pochi locali che fanno musica dal vivo e pochi eventi, per lo più “elitari” dove trovano un posticino quelli che “conoscono” che “sono amici di tizio” o la mummia di turno che avidamente non molla l’osso nemmeno quando è palese che nessuno la sopporta più. Di band valide, ce ne sono, e diverse, ma purtroppo si devono arrangiare.

D’altronde se chi dovrebbe promuovere le proprie realtà territoriali preferisce spendere valanghe di soldi per portarti la cover band ufficiale di “NOME FAMOSO A CASO” da Milano perchè “trend” o “perchè fa figo”… ti ho già detto tutto.
Che band o album vi hanno portato a concepire la musica per come la concepite oggi? Quali sono stati (e se ci sono) i vostri idoli?

Giacomo: Credo mi si possa riassumere in poche band: Megadeth, Annihilator, Vanden Plas, Dream Theater, Angra, Symphony x e Freak Kitchen, anche se il mio back ground è più thrash che progressive. I miei album preferiti sono: ‘Set The World on Fire’ (Annihilator), ‘Rust in Peace’ (Megadeth), ‘Far Off Grace’ (Vanden Plas), ‘Organic’ (Freak Kitchen). I miei idoli sono molti, primo fra tutti Jeff Waters (Annihilator). Poi Stephan Lill (Vanden Plas), Jason Becker, Yngwie Malmsteen, Kiko Loureiro (Angra), Mattias Eklundh (Freak Kitchen)… insomma tanti altri, troppi 🙂

Alessandro Buzzo: direi Dream Theater, Pain of Salvation, Vanden Plas, Strapping Young Lad, Fear Factory e Devin Townsend Project

Simone: La mia principale scuola, da perfetto autodidatta, sono stati i molteplici gruppi in cui ho suonato: confrontarmi con altri musicisti, molto spesso davvero in gamba, è stato un punto di crescita per me fondamentale. Poi ovvio molto lo fanno anche i miei gusti personali, che affondano le radici nella scena alt-rock britannica e vedono attualmente nei Placebo e i Biffy Clyro le influenze più forti.

Alessandro Brandi: ringrazio il mitico Ian Paice che con i Deep Purple mi ha inspirato a intraprendere questo viaggio, ma sono musicisti come Iron Maiden, Dio, Metallica, Rhapsody of fire, Athena e Nhorizon che mi hanno aiutato a crescere. Ed altri mille musicisti e generi molto diversi tra loro.

Fabrizio: Direi che la musica classica, Stratovarius, Helloween, Metallica, Vangelis, Deep Purple, Mastermind, l’AOR e gli anni 80′ hanno fatto di me il musicista che sono.

Giacomo (chitarre)
Alessandro Brandi (batteria)
Ci sono band del panorama italiano che hanno riscosso la vostra attenzione in particolare? Che ascolti vi sentite di suggerire ai nostri lettori?
Fabrizio: Io mi sento solo di suggerire una cosa a chi mi legge, e lo faccio molto umilmente: “ascoltate più che potete, date una chance a tutte le band emergenti in generale, interagendo se vi è piaciuto, criticando se non vi è piaciuto, ormai con internet i social network e via discorrendo è fattibile. Noi non esistiamo, senza di VOI, o quantomeno diventa arduo”

Alessandro Brandi: Un altro consiglio è di non focalizzarsi solo su un genere, ma ascoltare tutta la musica in generale. Magari in un gruppo mai ascoltato prima d’ora, per un preconcetto o una presa di posizione si può imparare moltissimo. Dietro al cantante immagine di turno, che può piacere o non piacere ci sono quasi sempre dei musicisti validissimi che possono servire da spunto.

Giacomo: Tantissime band emergenti, io adesso ascolto solo quelle praticamente!! Guarda ne cito alcune che mi piacciono tanto: Utopia, Black Rain Theory, Smokey Fingers, Silver Horses, Mantra, Iraway, Profusion, Aftershave, Zest, Scum, Wild Roads ce ne sono un sacco! Basta leggere su Suoni Distorti Magazine ad esempio per trovarne a quintali.

(Grazie Giacomo, troppo buono! ndA)

Simone: Purtroppo sotto questo punto di vista ho poco da dire, visto che sono poco avvezzo all’utilizzo dei social network: la musica amo ascoltarla dal vivo invece che tramite un freddo elettrodomestico, ma le occasioni utili per sentire musica originale sono sempre più rare. Pertanto passo la palla ai miei colleghi.

Alessandro Buzzo: i DGM

Avete suonato in alcune situazioni importanti? Avete mai pagato per salire su un palco? In caso quanto avete sborsato?

Fabrizio: No, ma in compenso, abbiamo pagato fior fior di soldi un management per nulla. Vale lo stesso?

Simone: Ad esclusione di alcuni contest truffa, tra cui uno molto importante, non abbiamo mai pagato nessuno per suonare, anche se non sono mancate le situazioni in cui, oltre al classico “quanta gente mi porti?”, hanno provato a scucirci dei soldi!

Secondo voi, perchè nei grandi concerti vanno avanti le solite band (vedasi gli Iron Maiden al Sonisphere 2013, ad esempio). Credete che le più giovani non abbiano valore o sia una mafia?

Giacomo: Dipende! L’ambiente discografico è pieno di buoni intenti con poche possibilità. Un tempo si investiva su un artista per magari guadagnarci al suo terzo disco. E’ grazie a questo ragionamento che abbiamo i Led Zeppelin, Hendrix, i Beatles, i Metallica… ecc. ecc.
Oggi è tutto e subito, e pur essendo palese che non funziona in questo modo, molte label (non tutte per fortuna) hanno utilizzato molti artisti come fossero cartucce: dopo che le spari le butti!
Ecco perchè oggi si ripiega sulle Reunion delle grandi glorie del passato, perchè è l’unico modo per guadagnare e far sì che la gente paghi per andare a vedere un concerto. Le conoscenze contano ovunque, dal fruttivendolo che ti da la frutta meglio al discografico, però è anche vero che non fanno di un artista mediocre un bravo artista.
Io mi sento di concludere dicendo che ci sono troppi discografici incompetenti, ma anche troppe band che pensano di essere grandi Star, ma in realtà sono mediocri se non pessime. Paghiamo le conseguenze di queste due cose secondo me!

Alessandro Buzzo (voce)

Cosa porterete con voi di questo 2012 quasi concluso e cosa sperate per il 2013?

Fabrizio: Dal 2012 porterò tutte le gioie ed i dolori vissuti, le esperienze ti arricchiscono sempre. Per il 2013 vorrei un pò più gioie ahahahaha. Non solo per me ovviamente, dato che siamo tutti “collegati” fra di noi su questa terra. Per quanto riguardo la band, speriamo di trovare una label ed un management che credano in noi per il nostro secondo album.

Tornando alle vostre attività…. avete qualche data live già programmata? State lavorando ai pezzi per un nuovo album? Cosa dovremo attenderci dai Nhorizon?

Fabrizio: Si stiamo lavorando a nuovi pezzi ormai da tempo, e tra non molto saremo in dirittura d’arrivo per il nostro secondo full lenght, per i live… lo sa Giacomo… ahahahah

Giacomo: 12 gennaio 2013 al PIT c/o Palace Hotel Due Ponti, presenteremo tutte le nuove canzoni e il cd. Sarà una grande occasione per mostrare il nostro lavoro di un anno e la nuova formazione a chi ci segue da sempre e rivisitare i nostri cavalli di battaglia del passato per coinvolgere i vecchi fan: non mancate sarà una grande serata Metal con la M maiuscola! Per l’occasione abbiamo l’onore di avere Davide Fatemi come fonico e in apertura i Black Rain Theory, anche loro ci presenteranno il loro ultimo lavoro che consiglio a tutti.

Essendo in dirittura di arrivo, non posso che ringraziarvi per la disponibilità e la simpatia mostrata, per non parlare della pazienza! Vi auguro un roseo futuro, come carriera e nella vita. Concludete come preferite questa intervista ed a presto!

Band: Siamo noi che ringraziamo te e Suoni Distorti Magazine per la bellissima recensione, lo streaming del nostro singolo, e per quest’intervista. Grazie di cuore, non ce ne dimenticheremo, siete stati i primi a darci uno spazio del genere e Vi auguriamo pure noi il meglio per il vostro portale.

Per chi ci segue, o ci vuole conoscere abbiamo un sito e una pagina facebook dove potete entrare in contatto con noi. Buona musica a tutti e ROCK ON m/ !!!!!!!!!

Per seguire la band:

a cura di Francesco Chiodometallico
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Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà underground in ambito Metal / Rock e nell'organizzazione di eventi. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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