Intervista ai Glacial Fear

Intervista ai Glacial Fear

I Glacial Fear sono una band storica del panorama metal calabrese. Attivi da ben 21 anni i musicisti continuano a portare avanti la propria passione con un’invidiabile attitudine, una grande convinzione nel proprio credo musicale ed una certa personalità. Sfornando di volta in volta proiettili musicali che sposano la musica Metal con l’Hardcore e varie contaminazioni condite da testi impegnati e spesso rabbiosi; la band riesce a creare una miscela sonora di spessore e identificativa!

Glacial Fear
da sinistra: Enzo (batteria), Peppe (voce), Tato (basso) e GLK (chitarra).

Dopo avervi parlato della loro ultima uscita discografica, ‘Equilibrium part II’ (qui la recensione), ho avuto modo di poter porgere qualche domanda alla band, in questa occasione rappresentata dall’unico membro della formazione originale, il chitarrista Gianluca “GLK” Molè, con una breve “apparizione” del vocalist, il buon Peppe Pascale. Un modo per farveli conoscere un po’ più da vicino facendo anche con gli stessi un punto della situazione. Cari lettori ecco a voi i Glacial Fear…

Ciao ragazzi ben ritrovati su SDM. Fate parte del panorama metal storico calabrese (attivi da 21 anni) e ad oggi siete abbastanza noti nell’underground italico, ma ci terrei a chiedervi di presentarvi ai più giovani dei nostri lettori o a chi ancora non vi conosce bene. Chi sono i Glacial Fear e come presero vita?

GLK: I Glacial Fear sono nati sul finire del 1993 in una fumosa sala prove di fronte la stazione di Catanzaro lido. Inizialmente eravamo un trio con Andrea Rizzuto al basso e voce, Danilo Citriniti (ora nei Citriniti Bros/Shrapnel Rec) alla batteria ed io alla chitarra, formazione che dura giusto il tempo di incidere un demo ed un 7″ ep. Poi un susseguirsi di cambi di line up (col tempo si sono susseguiti Orko Anastasi alla batteria, Salvatore Deathead alle tastiere, Nicola Bavaro (Natron/Schizo) alla voce fino ad arrivare al periodo intorno al 1999 che vede lo stabilizzarsi della formazione con quella attuale che conoscete: Io chitarra, Enzo Rotox alla batteria, Tato al basso mentre Peppe Pascale si è unito nel 2004!

Ad oggi nove uscite discografiche, tra il demo d’esordio, tre full-lenght e cinque Ep; di cui l’ultimo rilasciato lo scorso anno e suddiviso in due parti, ‘Equilibrium’. Come mai la scelta di pubblicare un Ep in due parti a distanza di 4 anni l’una dall’altra, piuttosto che un intero album?

GLK: Quando siamo entrati in studio dovevamo fare un solo ep ‘Equilibrium’, ma vedendo che si sfornava materiale che si legava perfettamente anche come parte testuale ai brani già pronti si decise di fare due ep distanziati di almeno uno o due anni, poi la cosa ci ha preso più del previsto e sono passati circa 4 anni tra uno e l’altro! I tempi per un intero album all’epoca non c’erano ma stiamo procedendo in quella direzione, cioè il prossimo lavoro sarà un Full!

front
copertina di ‘Equilibrium part II’

Per quanto riguarda ‘Equilibrium’ vi siete mantenuti fedeli alla linea sonora che ormai vi contraddistingue, da voi stessi definita Deathcore ma che, personalmente, vedo limitativa visti alcuni influssi techno thrash, certi spunti dal flavour sperimentale pregno di un pesante groove che vanno al di là dell’etichettatura citata sopra. C’è una sorta di punto ideale che vi ponete in fase di composizione su dove e come un brano deve arrivare al compimento?

Peppe: A volte capita durante le prove, tra un brano e l’altro, che qualcuno impazzisce e da il via al libero sfogo di schitarrate e riff sconnessi. Da li bastano pochi sguardi per capire che se vale la pena proseguire su un riff piuttosto che su un altro. Sempre se non se ne arriva Gianluca a sfornare malattie sonore già belle che pronte, partorite magari la notte prima in un momento di illuminazione/trance!

Qual è il vostro background musicale? Quali sono gli ascolti che hanno contribuito a farvi concepire la musica come fate adesso?

GLK: E sono i più svariati! Ti potrei dire che vanno dall’Hip Hop più estremo al grind all’industrial… Io personalmente a parte il metallo e l’hardcore ho sempre ascoltato tanto reggae, in sostanza dove c’è un groove vero non guardo che genere sia!

Gianluca sei l’unico membro della formazione originale rimasto in line up. Da un punto di vista come “padre” dei Glacial Fear, ti fermi mai a fare qualche considerazione su dove siate arrivati oggi, pensando a quando siete partiti? 21 anni è un bel traguardo! Hai particolari soddisfazioni e/o rimpianti?

GLK: Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto con questa band, poco o molto che sia. In tutto questo tempo abbiamo tirato la carretta, siamo arrivati dove abbiamo potuto senza sgambettare e continuiamo a fare musica per il nostro BENE principalmente, senza nessun rimpianto (se fossi nato in America o cazzate del genere… siamo nati in Calabria e ci sta bene così).

Come espressi quando recensìi ‘Equilibrium’, a volte ritengo ingiusto che alcune band (tra cui la vostra) che abbiano qualcosa di interessante da proporre non siano in più bocche come lo sono altre simili ma dallo scarso contenuto e con pochissima personalità. Secondo te a cosa potrebbe essere dovuto?

GLK: Onestamente non lo so! Sicuramente il fatto di gestire tutto in prima persona non è sicuramente la stessa cosa che avere qualcuno che si sobbarchi tutto il lavoro di promozione/ecc ecc… Con tutto lo stress della vita quotidiana ovviamente non hai la stessa forza di persuasione che potrebbe avere una struttura che si occupa solo di certe cose, ma nonostante tutto continuiamo a mandare i nostri promos in giro come si fa di solito quando hai nuovo materiale da far ascoltare!

Riguardo ai contenuti, siete promotori di testi impegnativi con tematiche anche forti. Cos’è che vi fa più incazzare e cosa volete “urlare” al mondo?

Peppe: C’è davvero l’imbarazzo della scelta, ci sarebbe da urlare fino a perdere completamente la voce… ma bisogna controllarsi, non è carino arrivare senza voce a cantare le canzoncine di natale tra qualche giorno…

Glacial Fear foodSe qualche malsano individuo di SDM vi domandasse a quale piatto culinario assocereste la vostra musica, quale sarebbe la risposta e perchè?

GLK: Alla più potente delle NDUJE, perchè prima ti prende poi ti fa zumpà!

Tornando alla band. Avete suonato in giro promuovendo ‘Equilibrium’ senza esulare anche dalla promozione in rete. A un anno dalla pubblicazione, che riscontri avete avuto sul lavoro?

GLK: Tutte recensioni molto positive, ‘Equilibrium part II’ è stato accolto benissimo. Abbiamo pochissime copie rimaste dai concerti e probabilmente lo ristamperemo, ancora non sappiamo se in digipack o altro! (inizialmente era stata fatta una tiratura di sole 200 copie)

Che rapporti avete con le etichette? Ho notato che da album ad album avete sempre cambiato label: ‘Frames’ (1997,Nokturnal Music), ‘Fetish Parade’ (2000, Negatron Records) e ‘Filthy Planet’ (2007, Escape From Today)…

GLK: A parte EFT (per ‘Filthy Planet’) che era una co-produzione assieme a Porrozine tra l’altro, si per le altre uscite abbiamo avuto sempre label diverse citiamo anche New Lm Records/Crotalo per il mcd ‘Illimatic’ del 2004 e Nosferatu records per il mcd ‘Atlasphere’ del 1995! Il cambio di label in tutti questi anni è stato fisiologico, alcune sono sparite sul nascere, altre sono durate un po’ di più ma è sempre stato difficile tener su una label in italia…

Una notizia risalente ai primi di Novembre indica avete iniziato a lavorare sui nuovi brani. Potete anticiparci qualcosa sugli stessi e su una nuova uscita discografica? Cosa dovremo attenderci dai Glacial Fear?

GLK: Stiamo componendo nuovi brani per il prossimo album. Al momento siamo alla fase iniziale, lavoriamo su 3 brani e nelle prossime settimane altri ne arriveranno. La direzione sembra essere molto più violenta delle ultime produzioni, senza rinunciare alle nostre care aperture disarmoniche!

Giunti in dirittura d’arrivo ti ringrazio per la disponibilità e la giovialità, che da sempre vi contraddistingue. Augurandovi sempre il meglio, nella musica come nella vita, ti invito a concludere l’intervista come meglio preferisci.

GLK: Grazie Francesco è sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere con te, ti ringraziamo per lo spazio che ci concedi. Un saluto a tutti i lettori di Suoni Distorti Magazine e ci vediamo prossimamente in giro! \m/

Glacial Fear selfie

A cura di Francesco “Chiodometallico” Russo