Intervista ai Caronte

Oggi abbiamo il piacere di poter ospitare su Suoni Distorti Magazine i Caronte, realtà doom italiana dai forti tratti esoterici molto rispettata sia in patria che oltre confine. Dopo avervi parlato del loro ultimo Ep ‘Codex Babalon’, abbiamo scambiato qualche parola con la band, ecco quanto è stato detto.

Ciao e grazie per la disponibilità! Partiamo subito dal vostro nome, Caronte, di dantesca memoria. Come mai questa scelta?

Il Mito di Caronte rappresentava al meglio i nostri intenti, trasportare le anime di chi ascolta la nostra musica verso l’Inferno. Abbiamo trovato un Mito italiano, perché volevamo rendere note le nostre origini e chi meglio di Dante che peraltro racchiude all’interno delle sue opere una forte matrice esoterica.

Buona parte vostra produzione è caratterizzata da testi legati ad elementi presi da varie tradizioni esoteriche, per esempio il vostro ultimo ep ‘Codex Babalon’, dove largo spazio è dato alla figura della Madre Rossa. Questo tipo di approccio testuale dipende da una vostra passione per l’ambito esoterico o da altro?

Quando abbiamo dato vita a Caronte, la nostra idea non era semplicemente quella di suonare un certo tipo di musica e di allegarci testi con riferimenti all’esoterismo. La nostra ambizione ci ha spinto a creare un progetto realmente magico. In Caronte, i testi, le conoscenze, i rituali, la composizione e le invocazioni, si fondono con la realtà oggettiva di quello che siamo e che pratichiamo. Credo tu possa “sentire” questo quando ascolti con attenzione uno dei nostri lavori e cerchi di entrarci in contatto.

Noi siamo e viviamo e respiriamo le nostre canzoni, vedrai anche la nostra evoluzione in campo magico, il nostro percorso, se leggerai tra le righe dei nostri testi. Nulla è lasciato al caso. Nemmeno i numeri delle canzoni.

Direi che il tipo di tematica che avete scelto viene reso con ancor più forza dalle sonorità oscure che caratterizzano il vostro doom. Come producete i vostri brani?

Principalmente la parola d’ordine quando iniziamo a comporre è: Atmosfera. Il disco in base alle tematiche ed ai testi, deve essere intriso di atmosfera, per farlo spesso ci siamo serviti di strumentazione che potesse cogliere al meglio le basse frequenze. In studio di registrazione poi abbiamo la fortuna di lavorare con un amico, Carlo Izzo, che conosce perfettamente il progetto e capisce le vibrazioni che vogliamo ottenere.

Ormai son passati cinque anni da quando avete iniziato a pubblicare la vostra musica. Vi sentite cresciuti rispetto agli inizi?

Stiamo facendo un percorso. Amiamo il nostro passato e lo guardiamo con orgoglio, più che migliorare o maturare direi che stiamo entrando sempre più nelle profondità del nostro progetto. Ogni tempio ha una sua atmosfera.

Cosa amate di più della vita da musicisti?

Non abbiamo una vita da musicisti, ma se ti devo dire cosa ci ha emozionato di più ultimamente è stato sicuramente suonare al fianco di band come MayheM, Sodom, Moonspell e altri mostri sacri con cui siamo cresciuti!

Il doom è un genere piuttosto di nicchia, dato le sue particolarità sonore, voi che ne siete esponenti cosa ne pensate della scena italiana e quali sono le band che ascoltate?

La scena italiana a mio parere è molto forte, penso a Doomraiser, Abysmal Grief, Black Oath, Naga e molti altri con cui siamo legati e tra cui scorre buon sangue.

Cosa ci riserva il futuro?

A settembre uscirà il nostro nuovo Full. Preparatevi perché sarà il lavoro più emozionante che abbiamo concepito, sarà più veloce, ci saranno meno pezzi da 10 minuti e sarà un disco tanto introspettivo quanto aggressivo.
Presto avrete notizie. Per il momento vi ringraziamo dell’attenzione.

Intervista a cura di Luca Truzzo

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Dj da quando avevo 13 anni, inizialmente ero fondamentalmente legato al mondo della musica elettronica e dei rave. Negli anni i miei gusti si sono ampliati, affiancando alla musica "tamarra" vari sottogeneri del metal. Questa evoluzione di gusti si è poi riversata anche nelle serate da dj, dove propongo anche set dedicati esclusivamente al metal, in particolare folk, post metal, industrial, nu metal e in genere l'estremo di questo mondo. Per meglio conoscere il metal mi interesso a tutto quello che ci gira attorno, cercando di sapere sempre più. Questo mi ha portato ad entrare a far parte di Radio Dimensione web dove al lunedì conduco un programma sul metal, "Underground metal", orientato ai generi meno mainstream.