Intervista agli Psychos!

Ho avuto modo di conoscere gli Psycho, tramite il Next Rock Festival, di cui hanno portato a casa il premio come band più votata dal pubblico, attraverso il sito dello stesso. Come avevamo annunciato, abbiamo dato disponibilità dei nostri spazi alla band più gradita dal pubblico, con il risultato reale che la stessa sia piaciuta anche a noi, quindi intervistata, quest’oggi, con immenso piacere. Ho riscontrato tre persone veramente appassionate e con profondo amore per la musica…. ecco di cosa abbiamo parlato……
Ciao ragazzi, benvenuti su Suoni Distorti Magazine, lieti di potervi ospitare. Per iniziare, volete presentare gli Psychos ai nostri lettori?
BAND: Intanto un enorme ringraziamento a Suoni Distorti Magazine e a tutti i lettori, è un vero piacere essere vostri ospiti! Gli Psychos sono formati da “Psycho” Andy Romi (voce, chitarre e tastiere), Giulio Bizzarri (basso e cori) e Luca Di Stefano (batteria e cori), una band senese che non ha altre pretese che proporre Hard Rock della migliore scuola 70s, cantato in italiano e suonato con la più pura e genuina passione!
Non siamo una band “modaiola”, non proponiamo quel metal fatto solo perchè vende nè ci interessa adattarci alle mode.
Siamo convinti che la buona musica verrà sempre ascoltata per cui vale sempre la pena farne e proprio questo cerchiamo di fare!
La band è la creatura di Andy Romi, alias “Psycho”, appunto, dedita ad una soluzione sonora che inserirei nel filone rock italiano d’autore dei 70/8o. Qual è il vostro background musicale? Quali sono gli ascolti che vi hanno portato al vostro modo attuale di concepire la musica? 
ANDY: Grazie per la bella definizione! I nostri background come singoli sono estremamente variegati, tutti e tre ascoltiamo veramente di tutto: dal metal estremo al pop anni 80, con tutto ciò che c’è in mezzo! Quello che ci ha poi portati ad unirci come Psychos è stata la comune passione per i grandi gruppi del rock degli anni 70 e 80: Deep Purple, Led Zeppelin, Styx, Genesis ma anche Goblin, PFM, Area, Battiato, Ivan Graziani, Ruggeri sono tra le nostre maggiori fonti di ispirazione.
Personalmente sono cresciuto con la musica nelle orecchie sin da piccolo, negli anni 80, e il primo amore con il metal è stata la NWOBHM, quindi sono molto legato alle sonorità e allo stile dei gruppi britannici di fine 70 inizio 80, successivamente sono rimasto affascinato dall’hard rock anni 70 che resta la mia maggiore influenza.
GIULIO: Il mio background musicale è ampio, dal prog rock anni 70, ascoltato grazie ai dischi di mio padre, gruppi metal come Slayer, Metallica, Megadeth ed Iron Maiden, e ovviamente da questi due ascolti sono passato al prog metal come Symphony X, Opeth, ma sopratutto i Dream Theater, che tutt’oggi rimangono la mia influenza principale.
Attualmente ho cominciato ad ascoltare anche “Djent” come Periphery e Tesseract.
LUCA: Personalmente ritengo gli artisti degli anni ’60 e ’70 i maestri da cui trarre maggiore ispirazione. Mi riferisco, ad esempio, ai soliti noti Beatles, Cream, Rolling Stones, Jimi Hendrix, The Who, Black Sabbath, Deep Purple, Led Zeppelin, Pink Floyd, Rush…e potrei continuare ancora per molto… Adoro il metal in quasi tutte le sue sfumature, dall’heavy classico al thrash, ma apprezzo molto anche diversi artisti jazz-fusion tra i quali Billy Cobham e Dave Weckl, ascolto anche blues, funk, reggae, ska, punk, insomma non mi pongo alcun limite nella musica!
Dopo variazioni di line up, ad oggi sembra che sia tutto stabile. Ma avete avuto momenti movimentati, come spesso può accadere. La band è attiva da un paio di anni, ed ha già dato alle stampe un primo cd, ‘Ricordi’, lo scorso anno. Il cd conteneva anche alcuni classici della musica italiana, ri-arrangiati per l’occasione. Da cosa scaturì questa scelta di riproponimenti? 
BAND: Inizialmente il nostro repertorio live comprendeva classici dell’hard rock come “No more Mr. Nice guy”, “Born to be Wild”, “Jumping jack Flash” e molte altre canzoni che ci risultavano consone al nostro genere, ma volevamo che anche le nostre cover fossero in italiano. Abbiamo così deciso di cambiare le cover proposte facendo un lavoro ben più impegnativo di riarrangiamento, anche per tributo ai grandi artisti italiani. Il fatto è che non abbiamo trovato nella storia della musica italiana band che proponessero il tipo di musica che proponiamo noi, salvo rare eccezioni come “Il chitarrista” di Ivan Graziani, che è stata la nostra prima cover in italiano e l’abbiamo inserita nel nuovo cd (‘Sol#, ndA).
Dunque abbiamo pensato di “trasformare” grandi classici quali “Nessuno mi può giudicare”, “10 ragazze”, “Ragazzo di Strada” e ancora continuiamo la “profanazione”!
A breve uscirà il vostro nuovo disco, ‘Sol#’, Volete illustrarci cosa è cambiato nella band da un’anno a questa parte? Cosa ci dovremo attendere? 
LUCA: Da un anno a questa parte è cambiata la line up, prima se ne è andato il secondo chitarrista, poi, dopo l’introduzione delle tastiere, è andata via anche la tastierista, ma per fortuna le tastiere sono rimaste!! Così come la nostra passione e la nostra determinazione; è rimasto lo zoccolo duro che continuerà questo progetto.
GIULIO: Alla fine il nucleo degli Psychos siamo sempre stati io Luca ed Andy, non che i membri precedenti non abbiano contribuito al sound della band, tutt’altro, è solo che fra noi 3 c’è sempre stato un affiatamento che con altri membri della band non abbiamo mai raggiunto! Altro cambiamento è stata l’aggiunta della tastiera, cosa già fatta in passato, con la differenza che attualmente viene usata in modo diverso, cioè in un modo più “solistico” visto che Andy si alterna fra chitarra, voce, tastiere ed altri strumenti come il citofono e la bitonale Ahahah!
ANDY: Beh, bitonali a parte, sicuramente lo stile si è raffinato e il primo lavoro è servito anche a noi per meglio comprendere la strada da seguire! Chi conosce il nostro primo lavoro troverà nel nuovo cd uno stile più personale, più definito, inoltre Sol# segna per noi una forte svolta.
Dopo dei mesi “di fuoco” all’inizio di quest’anno, come hai detto tu, presentare la nuova formazione con un live presso lo studio Soundy nel luglio scorso ci ha fatto capire che restare in tre, NOI tre, era la strada giusta da seguire, sia stilisticamente che umanamente, e così abbiamo anche ridefinito un pò lo stile della band. Questa soluzione ha dato a tutto il nostro repertorio un sound ancor più marcatamente anni 70 e le influenze progressive si fanno sentire di più!
E’ risaputa la “rischiosità”, nell’ambiente hard’n’heavy, nell’utilizzo della lingua italiana per i testi. Ma, avendo ascoltato in anteprima l’album, ammetto che la scelta è stata ben fatta ed i risultati davvero positivi. Cosa vi ha fatto prendere la decisione di seguire l’idea di cantare in italiano? 
GIULIO: Grazie mille per i complimenti!! L’idea, per come la vedo io, deriva dal fatto che in Italia non ci sono moltissimi gruppi di hard rock puro che scrivono i testi in italiano, e quindi il motivo principale è quello di tentare di proporre al pubblico qualcosa di abbastanza diverso!
LUCA: Mi fa piacere che tu l’abbia apprezzato! La scelta di cantare in italiano è stata fatta per cercare di essere più diretti possibile col nostro pubblico, poi perchè crediamo che si possa suonare un buon rock anche nella nostra lingua. Sarà anche rischioso ma a noi piace molto rischiare!!
ANDY: La nostra scelta dei testi in italiano ha due motivazioni: per primo, come dice Luca, per essere diretti con il pubblico e cantare in italiano rende le canzoni più fruibili, più facilmente assimilabili, eliminando ogni problema di interpretazione, traduzione o conoscenza della lingua.
Secondo, a noi i rischi piacciono e questa è una bella sfida! Da una parte con noi stessi, dato che la nostra lingua rende il lavoro più difficile, dall’altra con la “concezione comune” che vede la musica italiana fatta solo di Neomelodici e simili, quando invece abbiamo una grande tradizione di rock e sarebbe l’ora che avesse il giusto riconoscimento!
Questa idea diffusa in Italia che il rock debba essere in inglese va sfatata: in tutti gli altri paesi esistono grandi band, alcune molto seguite, che cantano nella loro lingua madre, penso a X Japan (Giappone), Popeda (Finlandia), Sortilege (Francia) solo per citarne alcune, non vedo perchè non lo si possa fare in Italia!
A questo punto…. chi di voi scrive i testi? C’è qualcosa che vi preme esprimere cantandoli? Chi o cosa vi ispira in fase di composizione? 
GIULIO: Andy!
LUCA: Andy scrive i testi…io e Giulio li leggiamo!!!! Ahahah!
ANDY: Fino ad ora ho scritto io tutti i testi, ma non abbiamo stabilito nessuna regola a riguardo per cui in futuro si vedrà! Per quello che riguarda i contenuti, mi piace parlare di cose che conosco bene, per cui i testi vertono principalmente su esperienze di vita quotidiana, persone e situazioni che mi hanno colpito o cose del genere. Credo che sia uno dei nostri punti di forza: può capitare a chiunque di riconoscersi in uno dei miei testi e solitamente chi li ascolta non ha difficoltà a seguirli e capire di cosa parlo!
Invece per le parti strumentali come avviene il processo di composizione? Partecipate tutti alla stesura?
LUCA: Di solito l’idea di un pezzo parte da Andy, che ce la propone e poi tutti insieme ci lavoriamo su.
ANDY: Anche qui il ruolo di “despota” è il mio! Ahahah! Scherzi a parte, come compositore, nel bene o nel male sono maledettamente prolifico! Ma in realtà ognuno dà il proprio contributo affinchè un brano prenda la forma definitiva. Di solito me ne esco in sala prove con “Avrei un nuovo pezzo…!”, e propongo una stesura abbastanza sommaria, con indicazioni minime su giri di basso e tempi di batteria del brano che viene ascoltata e discussa da tutti e tre. Una volta definita la struttura che il brano deve avere, ognuno gestisce autonomamente la propria parte.
Ovviamente capita che ci diamo suggerimenti a vicenda… “Luca perchè qui non fai una rullata così?” “Giulio qui perchè non fai quella cosa là” “Andy, e se qui ci mettessi la tastiera?”. Qualche volta, per le cose più complesse e difficili da spiegare così a voce, capita che registri una traccia con chitarra, basso e batteria che faccia da “guida”.
GIULIO: Andy talvolta registra e ci propone nuovi pezzi, a volte ci fa sentire il riff di chitarra e noi gli andiamo dietro con basso e batteria… spesso Andy mi da alcune dritte riguardo i giri di basso e molte volte mantengo la sua idea perchè spesso le sue linee di basso mi sembrano più originali delle mie, eheh!!
Ho notato varie influenze che vanno dai Black Sabbath (vedasi i riff nel pezzo ‘Odio’) al rock classico dei 70, con inflessioni psichedeliche fino a sensazioni vagamente “alternative rock”. Dunque un lavoro vario e mai monotono. Cosa deve avere un vostro pezzo per farvi pensare che sia terminato? 
LUCA: Si esattamente! Cerchiamo di variare spesso, mai in modo forzato però, tentiamo di seguire sempre una certa coerenza stilistica, sviluppandola in modo del tutto personale.
GIULIO: Ora che mi ci fai pensare il riff di ‘Odio’ è molto Black Sabbath, hai perfettamente ragione, fra l’altro è un giro che Andy mi fece sentire circa 4 anni, fa quando ancora suonavamo in un altro gruppo! Il pezzo lo giudichiamo come terminato quando ci rendiamo conto che non c’è nient’altro da aggiungere e si può reggere in piedi da solo!
ANDY: Beh, come dicevamo i nostri ascolti sono davvero vari, e questo si ripercuote nel nostro modo di suonare, permettendoci di variare quanto basta per non fossilizzarsi su canoni prestabiliti, quindi ci fa molto piacere che tu abbia trovato tutte queste caratteristiche nei nostri pezzi. Per essere pronto e proporlo al pubblico, un nuovo brano deve farci divertire quando lo suoniamo! Se ci divertiamo a suonarlo di solito funziona!
Alla fine credo che sia proprio questo che colpisce chi ci ascolta e ci ha permesso di crearci un così bel seguito: la passione, l’energia, la chiara sensazione che tutto viene fatto con la massima serietà ma con l’unica finalità di divertirsi divertendo il pubblico.
Come il vostro passato cd, anche questo nuovo album sarà autoprodotto? Siete degli amanti dell’home recording?
GIULIO: Andrea è un grandissimo amante del “Do-It-Yourself” in generale, poi credo che la qualità del disco, senza falsa modestia, sia più che buona, ed è per questo che preferiamo fare da noi ed avere il totale controllo della registrazione.
LUCA: Certo, abbiamo la fortuna di avere <> di Andy nella quale proviamo, registriamo, beviamo, mangiamo… e quì mi fermo!
ANDY: Siamo degli amanti dell’home recording? Beh, si e no! eheh! Sono un appassionato di home recording sin da quando ha iniziato a suonare e ho lavorato anche con vari vecchi sistemi a nastri e questa passione devo averla trasmessa agli altri con il tempo. La possibilità di registrare nel nostro piccolo studio era stata concepita per nostra comodità, ma visto che tutto sommato i risultati erano tutt’altro che malvagi abbiamo pensato che provvedere da soli a tutta la produzione ci avrebbe permesso di concentrarci sugli aspetti che più ci premono di questa fase, senza preoccuparsi dei costi.
Certo la qualità non sarà esattamente la stessa di uno studio professionale, ma questo ci ha permesso di avere un prodotto dignitoso che speriamo ci porti ad un tipo diverso di produzione in futuro!
art work di copertina di ‘Sol#’

Spendiamo qualche parola anche sull’art work, che ho trovato abbastanza snello ma efficace. Chi ha creato il tutto?

GIULIO: Andy!! Le foto le abbiamo fatte nel suo garage sfruttando gli effetti ombra creati da dalle luci, non è stato facile, ma siamo più che soddisfatti!
LUCA: Abbiamo discusso tutti e tre delle idee che avevamo, poi sono state concretizzate e prodotte da Andy con il preziosissimo contributo della sua ragazza Anna. Inoltre, per la realizzazione delle foto live è stato fondamentale anche il contributo dei nostri amici Leandro, Alessandro e Antonio.
ANDY: Sia in ‘Ricordi’ che in ‘Sol#’ la grafica è stata studiata e discussa da tutta la band. Per quanto riguarda poi la realizzazione pratica, da appassionato di grafica e fotoamatore quale sono, mi sono sempre occupato della “messa in atto” delle idee di tutti. Ormai, poi, abbiamo tutta una equipe di fotografi che ci riprende in ogni occasione: Anna, Alessandro, Leandro, Antonio ci hanno permesso di avere tantissime foto! Anna ormai è assunta a tempo pieno… ma senza stipendio! Ahahah! Siamo fortunati ad avere amici così!
Da pochissimi giorni si è concluso il Next Rock Festival, contest nel quale siete stati la band più votata dal pubblico. Che idea vi siete fatti a tal riguardo? Cosa vi ha fatto prendere fiducia nell’evento e prenderne parte?
GIULIO: Ci ha fatto piacere prendere parte ad un contest organizzato nella nostra città, cosa che avviene molto raramente, inoltre ci tengo a ringraziare nuovamente tutti coloro che ci hanno votato, siete fenomenali!!
LUCA: Eravamo sicuri del fatto che l’organizzazione sarebbe stata ottimamente condotta da Ella May, come infatti è stato, poi la splendida partecipazione di Rock Factory, del Virus Studio, dei grandissimi giurati e naturalmente di Suoni Distorti Magazine!
ANDY: Come tutte le band emergenti abbiamo partecipato a moltissimi concorsi, partecipare al Next Rock era un imperativo per noi, sia perchè organizzato e supportato da persone serie e affidabili che si sono sempre prodigate per promuovere la buona musica; sia perchè sin dall’inizio è stato proposto con estrema serietà. Tanti concorsi promettono grandi premi, ma alla fine sono solo un costo e nella maggior parte delle situazioni risultano scadenti sotto ogni aspetto e non ti lasciano nulla, che tu vinca o meno.
A proposito di concorsi, abbiamo scritto una canzone, che si trova su ‘Sol#’, proprio dopo un concorso a cui abbiamo partecipato non lontano da Siena, che parla proprio di queste situazioni: si intitola Giudicami, ti consigliamo di ascoltarla, fortunatamente non è stato questo il caso, ma ne capitano tante di situazioni poco gradevoli!
Avete ricevuto quasi 600 voti con il pezzo che dà il titolo al vostro nuovo album, ‘Sol# minore’, appunto. Vi aspettavate tale gradimento? Come mai avete scelto questo pezzo, lo ritenete tra i migliori della tracklist?
GIULIO: ‘Sol#’ è il pezzo che ci rappresenta di più secondo me, la voglia di fare rock e la volontà di continuare a farlo per sempre, ormai apriamo sempre con questo pezzo!
LUCA: E’ uno dei pezzi che apprezziamo di più sia dal punto di vista del testo, sia dal punto di vista musicale, ha avuto subito un grande riscontro tra i nostri fans e a quanto pare anche fra gli amici dei nostri fans e fra gli amici degli amici dei nostri fans!!! Sinceramente ero abbastanza fiducioso sui voti.
ANDY: E’ stata dura scegliere il brano da presentare, sarà che “ogni scarrafone è bello a mamma soja”… Alla fine abbiamo deciso di presentare ‘Sol# minore’ perchè è diventata da subito il nostro cavallo di battaglia, riscuotendo ottimi consensi di pubblico ma anche di critica in varie situazioni e inoltre è il primo brano che abbiamo scritto del nuovo cd, che poi è anche il motivo del titolo del cd stesso.
Riguardo alla votazione, possiamo dirti che siamo sempre andati orgogliosi del nostro “fan club”, che ci ha sempre supportato al massimo, seguendoci anche molto lontano, ma in effetti il riscontro con questa votazione è stato fantastico!
Il fatto è che chi ci segue lo fa davvero con passione e hanno innescato un meccanismo di passaparola incredibile, tantissimi amici sono rimasti incollati al monitor fino alla mezzanotte per vedere se riuscivamo a vincere! Quello che veramente ci ha stupito è il fatto che tanti “amici di amici” non si sono limitati a votare: hanno ascoltato il brano, hanno messo il loro “Mi piace” al Next Rock e lo hanno messo anche sulla nostra pagina! Credo che questo sia il risultato più importante, e non solo per noi: questo dimostra che non ci sono solo neuroni morenti che ascoltano solo quello che passano certi scadenti programmi tv, se la musica è buona musica c’è sempre chi la ascolta!
Suonate in giro per l’italia da anni, ancora prima di fondare gli Psychos. Che idea vi siete fatti del panorama underground italiano? Che cambiamenti notate (in bene ed in male) da ieri ad oggi? 
BAND: Nell’underground italiano ci sono veramente tantissime band che meriterebbero attenzione, spesso molto più valide di tanti grandi nomi…ma ce ne sono anche tante altre che potrebbero smettere di suonare!! Purtroppo siamo tutti vittime di un mercato stagnante. L’evoluzione tecnologica ha sicuramente portato innumerevoli novità, buone e cattive.
Di sicuro l’evoluzione della rete e dei social network permette a una band di farsi conoscere più facilmente se lo vuole, così come gli attuali mezzi tecnologici permettono di realizzare un cd di presentazione con costi irrisori rispetto a qualche anno fa! Per contro questi nuovi mezzi hanno portato ad una spersonalizzazione e a un modo di fruire della musica completamente diverso: ormai non si comprano più i cd, si scaricano gli mp3…
…Beh, non è la stessa cosa: la qualità non è la stessa, ma non è nemmeno la stessa cosa di avere in mano un cd con la sua confezione, il suo libretto, la sua bella grafica! Inoltre ci sono i locali che proprio non vogliono saperne di gruppi che fanno musica propria e vogliono solo cover band!
Avete qualche data fissata per la promozione del nuovo album? Potete anticiparci qualcosa riguardo le vostre attività? 
BAND: Ci stiamo organizzando, sicuramente entro metà Dicembre un bel live si farà e noi non vediamo l’ora! Il fatto è che vogliamo realizzarlo, almeno per una prima presentazione, nella nostra città, ma non è facile! D’altro canto le difficoltà non ci hanno mai fermato, ma al momento una data esatta non possiamo dartela!
Quando gli Psychos non imbracciano i loro strumenti, chi sono nella quotidianità?
GIULIO: Studio giurisprudenza presso l’università degli studi di Siena
LUCA: Un precario nel precario mondo del lavoro audiovisivo e non!
ANDY: Divento un “pallino arancione”! Ahahah! Seriamente, lavoro alla pubblica assistenza di Siena, una associazione di volontariato da dove arriva una grande parte dei nostri estimatori e colgo l’occasione per salutarli con affetto! Lavoro a parte, come già si era accennato, sono un appassionato di fotografia, per un periodo ho avuto anche una camera oscura, e di registrazione, ma soprattutto, anche fuori dagli Psychos, vedermi senza uno strumento in mano è piuttosto difficile!
Mi indichereste 5 album con cui siete cresciuti e di cui non fareste mai a meno?
ANDY: Solo cinque? ahahah
  • Wasp – Wasp
  • Iron Maiden – Iron Maiden
  • Whitesnake – 1987
  • Leviathan – Deepest secrets beneath
  • Joe Satriani – Flying in a blue dream
GIULIO:
  • Dream Theater – Images and words
  • Pink Floyd – The dark side of the moon
  • Opeth – Watershed
  • Rush – Moving Pictures
  • Tool – 10,000 days
LUCA:
  • Deep Purple – Made In Japan
  • Led Zeppelin – Led Zeppelin
  • Pink Floyd – The wall
  • Rush – A farewell to kings
  • Black Sabbath – Paranoid
Bene, avvicinandoci al termine, non posso che ringraziarvi, augurandovi tutto il meglio nella vita e per la carriera. Vi lascio concludere come preferite. A voi l’ultima parola e a presto! 
BAND: Intano grazie a voi per l’aiuto che ci state dando! Grazie anche al Next Rock che ci ha fatto mettere in gioco ancora una volta, con serietà e simpatia! Un grazie enorme e davvero di cuore a tutte le persone che ci hanno sostenuto e continuano a farlo: siete voi la nostra forza!
Speriamo di vedervi tutti al prossimo live, dove, oltre a presentare il nuovo cd, cercheremo di proporvi uno show sempre diverso, per cui studieremo qualche altra trovata per stupirvi! Grazie alla carica che ci date, la band degli Psychos è sempre in moto e, prima ancora di avere questo secondo cd fra le mani, stiamo già completando tre nuove canzoni, quindi vi aspettiamo numerosi!
Errori possono commetterli tutti, e di sicuro ne commetteremo anche noi, ma contiamo sul vostro sostegno e la vostra sincerità, quindi continuate a seguirci come sempre avete fatto!
L’ultima parola può essere una sola: ROCK’N’ROLL!
Per seguire la band:
a cura di Francesco Chiodometallico
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Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà underground in ambito Metal / Rock e nell'organizzazione di eventi. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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