Intervista a Lindsay “Schoolcraft” Matheson (CRADLE OF FILTH)

I Cradle Of Filth non hanno certamente bisogno di presentazione alcuna. Maestri dell’oscuro e della più cupa teatralità, nel corso delle ultime tre decadi i britannici hanno dato prova di riuscire a destreggiarsi all’interno di una scena musicale in costante espandimento e di sapere ancora regalare oscure emozioni grazie alla loro più recente discografia. Freschi di pubblicazione dell’ultimo, acclamatissimo album, ‘Cryptoriana – The Seductiveness Of Decay’, i Cradle Of Filth tornano a far vivere il terrore e il fascino dell’era vittoriana, portando on stage quella magia sinistra che, da sempre, affascina la fanbase internazionale del combo di Suffolk.

In occasione della seconda data italiana che la band ha tenuto lo scorso 13 febbraio presso il prestigioso Zona Roveri Music Club di Bologna (qui report e photogallery), SDM ha avuto la possibilità di scambiare una chiacchierata esclusiva con la tastierista Lindsay Matheson, la quale ci ha svelato curiose novità in merito alle prossime attività della band.

Ciao Lindsay e benvenuta su Suoni Distorti Magazine. È un vero piacere per me ospitarti. Come stai?

Sto molto bene, grazie. E tu?

Sto bene, ma diciamo che potrebbe andar meglio! Allora, partiamo subito con la prima domanda. Il nuovo tour europeo dei Cradle Of Filth è iniziato da poche settimane. A distanza di circa un mesetto, come stanno andando le cose?

Il tour è iniziato tre settimane fa, ormai è quasi un mese che sta proseguendo. Il tour sta andando molto bene, grazie per avermelo chiesto. Durante i primi giorni per me è stato un po’ devastante, perché bazzichiamo nuove zone e facciamo sì che le cose vadano per il meglio. Abbiamo notato anche che molti show sono andati subito soldout e in questo tour ce ne sono tantissimi, significa tanto per noi. Ne siamo molto contenti! Sta andando tutto molto bene, nonostante quella nostalgia di casa che tutti quanti noi stiamo provando, dato che è sempre triste lasciare i propri cari… ma stiamo bene! Siamo come una famiglia, andiamo piuttosto d’accordo e cerchiamo di prenderci cura l’uno dell’altra.

L’ultima perla partorita dai Cradle Of FIlth, ‘Cryptoriana’, è uscita lo scorso novembre. Personalmente, come dissi a Dani (il cantante e compositore, nda), credo che siate riusciti a dare alle stampe un grandissimo album, molto atmosferico, cupo. È una sorta di manifesto dell’oscuro e affronta alcuni temi già utilizzati in passato, come la spiritualità, la morte e il sovrannaturale. A distanza di così tanti mesi, quale tipo di valutazione puoi fare del disco? Deduco che sia stato ben recepito sia dalla stampa, che dai fan. Io personalmente lo adoro!

Certo! Siamo stati molto felici riguardo alla risposta. Ai tempi eravamo piuttosto nervosi quando pubblicammo ‘Hammer Of The Witches’ e questo è una sorta di proseguo, dal momento in cui vi è la stessa formazione che abbiamo avuto negli ultimi quattro anni. Attualmente, il nostro anniversario si è tenuto proprio lo scorso 6 febbraio, data che segna l’ingresso di Richard e Ashok nella band. Credo che i ragazzi si siano sforzati, tutto questo ha fatto sì che i ragazzi diventassero dei bravi compositori per questo nuovo disco. Credo anche che alla gente piaccia tutto questo durante i live e mi rende felice vedere che le persone apprezzano, lo vedo quotidianamente sui nostri social networks. Sono orgogliosa dei miei ragazzi, sono orgogliosa di aver potuto fornire il mio contributo… è ancora una bella sensazione, è pur sempre una cosa fresca, nonostante sia già passato qualche mese.

Questo è il secondo album che vanta la tua collaborazione da quando sei entrata nella band. Rispetto al suo predecessore, ‘Hammer Of The Witches’, quale tipo di approccio hai usato per fornire il tuo contributo a questo nuovo disco?

Si è trattato circa dello stesso approccio utilizzato con “Hammer Of The Witches”. Ai tempi abbiamo lavorato con ciò che avevamo e, a causa di questo, ci siamo presi una pausa mentre ci trovavamo in Russia. Ci siamo trovati ad improvvisare alcune parti e a discuterne nel backstage quando vi era il tempo per farlo. Successivamente abbiamo trascorso una settimana a Brno, in Repubblica Ceca, e ci siamo ritrovati a parlarne via email e a condividere alcune parti tramite file sharing, per velocizzare tutto il processo. Per questo album, abbiamo usato circa lo stesso approccio, anche se credo che useremo un metodo diverso non appena inizieremo nuovamente a scrivere, proprio per evitare di utilizzare la stessa formula e rimanere in qualche modo fermi.

C’è una canzone, tra le tante che compongono l’album, che senti maggiormente tua?

In questo nuovo album? Mmh, ad essere sincera mi piace molto la cover degli Annihilator, dal momento in cui Jeff Waters è canadese esattamente come me! È la traccia che mi piace di più. Lo so che si tratta solo di una cover, ma personalmente mi piace molto quel brano!

So che questa mia domanda potrebbe essere più adeguata a Dani, ma vorrei ugualmente chiedertelo: perché avete deciso di basare un disco su questi temi, nello specifico? Siete stati ispirati o influenzati da qualche film? Lettura? Sapendo poi quanto Dani è patito di cinema e letteratura gotica…

Lui è molto bravo quando deve presentarmi della musica nuova, spesso mi presenta delle realtà musicale fresche e io stessa ho un paio di persone che, periodicamente, mi forniscono spunti nuovi riguardo a queste band… pertanto, questo è un suo modo di ispirarmi. Sai, lui è inglese, conosce bene la cultura vittoriana e la letteratura ricopre un ruolo importante per lui. Durante il processo di scrittura del disco, ha deciso di voler sfruttare questo argomento e devo dire che gli album passati dei Cradle Of Filth mi hanno ispirata, mi sento molto connessa a dischi come “Midian”, “Darkly, Darkly, Venus Aversa”. Proprio quest’ultimi rientrano tra i miei album preferiti dei Cradle Of Filth.

Pensa che qualcuno, recentemente, mi ha chiesto su Twitter come funziona il lavoro all’interno della band e ho risposto che Dani è molto bravo su alcune cose, ma non lo su altre, tanto che tutti quanti noi cerchiamo di venire incontro ai punti deboli di ciascuno di noi. È interessante lavorare con Dani, mi ispira in tantissimi modi, così come io stessa vengo influenzata da tantissime altre persone. È bello poter avere questo tipo di influenza.

Parliamo per un secondo dello show di stasera. Senza rivelare troppo la scaletta, perché non mi piace fare spoiler, ho notato che, oltre ad alcuni brani volti a presentare dal vivo ‘Cryptoriana’, darete spazio a quel capolavoro assoluto di ‘Cruelty And The Beast’, proponendo però solo due brani. Perché proporre solo i pezzi più rappresentativi di ‘Cruelty’, data la ricorrenza del 20° anniversario dell’album?

Non ho tanto da dire, purtroppo, su questo… Mi limito solo a raccogliere i suggerimenti che mi vengono dati qua e là. “Bathory Aria” è una suite lunga, è una canzone imponente e, data la sua lunghezza, occupa principalmente il posto che solitamente richiedono due brani. Sai, in passato abbiamo suonato molte altre canzoni di “Cruelty And The Beast” ma sai, adesso che abbiamo anche un nuovo album, avremo modo di presentare tre nuovi brani dal vivo, per cui cerchiamo sempre di mantenere un certo equilibrio.

Quali sensazioni ti accompagnano poco prima di salire sul palco e durante la performance?

Mmh, lo scorso anno mi sono successe molte cose e anche ora cerco di portare avanti quelle cose positive che ho. Quando salgo sul palco, mi diverto molto, uso questa cosa come una sorta di scappatoia per vivere il momento e perdermi nella musica. Mi piace molto il repertorio dei Cradle Of Filth, anche se ne preferisco alcune rispetto ad altre, ma cerco di essere presente e di dare la mia miglior performance.

Mi piace molto, cerco di essere un personaggio sul palcoscenico, anche se credo che quel personaggio stia svanendo adesso. Forse esisteva a causa della mia tecnica, pensando di cantare come Tarja o Sharon… sai, cerco di trarre molta ispirazione da quelle donne che hanno popolato la scena symphonic metal. Qui, ovviamente, parliamo solo di riferimenti tecnici, ma cerco di essere me stessa là sul palco e godere della musica, di godere del fatto di essere la musicista che ho sempre desiderato di essere.

Visto che ho citato la ricorrenza dell’anniversario, vorrei chiederti questo. Lo scorso luglio Dani disse che nel corso del 2018 la band avrebbe dato alle stampe una nuova versione di ‘Cruelty’. Avete qualche novità a riguardo? Quando uscirà?

Il disco sarà lo stesso, niente è stato ri-registrato! Non ho idea di quando il disco uscirà, mi dispiace! Non temere, lo annunceremo sul nostro sito web, sulla nostra pagina Facebook, lo faremo sapere al mondo! Eheheh!

Quali saranno le differenze sostanziali presenti nella nuova versione rispetto a quella originale? Avrai modo di reinterpretare le parti vocali che furono affidate ai tempi a Sarah Jezebel Deva (voce femminile nella band fino al 2008, nda)?

Sì. Ho cercato di fare del mio meglio per dare un degno tributo a Sarah che, come sapete, è stata una delle più longeve cantanti e coriste della band. Lei è una gran bella persona, ogni tanto mi capita di parlarle perché è fica! Lei stessa ha avuto una grossa influenza su di me, è stata una grande ispirazione! Ho cercato di fare del mio meglio, soprattutto in “Her Ghost In The Fog”: quando canto questa canzone, cerco di fare il massimo, cercando di ricordarmi quello che Sarah aveva fatto in questo brano e di essere, comunque, me stessa! Cerco di trovare un mio equilibrio.

Quando abbiamo sentito il ‘remaster’, abbiamo avuto modo di ascoltare un paio di brani, è successo un po’ di tempo fa e mi ricordo di aver detto di non riuscire a sentire una determinata parte a causa del mixing che, all’epoca, non era tanto buono come lo sarà per questa nuova versione!

Di solito, date le ricorrenze speciali di determinati album, alcune band adottano spesso la soluzione dell’esecuzione integrale del suddetto disco. Credi che ci sarà mai modo di sentire interamente dal vivo tutto Cruelty nell’arco del 2018 o, comunque, in un futuro non troppo lontano?

È qualcosa di cui abbiamo parlato, è qualcosa che ci piacerebbe fare, ma sai, alla fine dei conti è una questione che spetta alla band e altresì all’etichetta, al management… insomma, alle persone che stanno dietro le quinte. Se tutto andrà come previsto, potrebbe andare in porto, mi piacerebbe che succedesse, ne sarei orgogliosa!

Sono passati ormai alcuni anni da quando sei entrata ufficialmente nella formazione. A distanza di così tanto tempo, c’è un augurio che vorresti fare a te stessa? Voglio dire, vedendo fin dove sei arrivata con il tuo talento e il tuo impegno, c’è ancora qualcosa che senti di voler fare, di voler augurare a te stessa?

Sì! È una domanda interessante, poiché cerco sempre di prendermi cura di me stessa, della mia voce, soprattutto quando viaggio e sono on the road, ma non puoi fare poi tanto, visto quanto impegno richiede questo lavoro… Mi auguro di poter continuare a lavorare con i Cradle Of Filth, così come mi auguro di poter portare avanti la mia carriera solista, dato che avrò pronto il mio album quest’anno…

Mi piacerebbe poter continuare con i Cradle Of Filth fintanto che potrò permettermelo, ma vorrei anche potermi concentrare sul mio lavoro solista, in quanto ho un sacco di passione e creatività per quel progetto.

Io sono giunta alla fine della nostra chiacchierata! Ti ringrazio per averci concesso questo spazio e ti invito, se ti va, a condividere le parole finali con i nostri lettori!

Oh, grazie mille per quest’intervista e per supportare i Cradle Of Filth. Per noi significa tanto, dato che negli ultimi 25 anni la band ha avuto tanto supporto! Spero che la band non vi deluda in futuro e spero che possiate apprezzare ciò che vi riserveremo con le pubblicazioni future!

A cura di Arianna Govoni (Live Music Frames)