Intervista a Francesco "RunningWild" Campatelli

Intervista a Francesco “RunningWild” Campatelli. Un redattore musicale con un decennio di esperienza alle spalle, che ha collaborato con varie testate giornalistiche e tutt’oggi nella redazione di Italia Di Metallo ed Italian Metal…..ha anche un suo sito su recensioni Hard&Heavy ottantiano. Eccolo da vicino….

Ciao Francesco, da dieci anni circa, sei recensore musicale, noti cambiamenti in meglio o peggio nel
sottobosco metal italiano da quando hai iniziato a scrivere ad oggi?
Ciao Francesco, innanzitutto un saluto ai lettori di Suoni Distorti Magazine e un ringraziamento a te che mi dai questa opportunità di svolgere un’intervista.

Ti confesso che mi sento un po in imbarazzo trovandomi per la prima volta a essere colui che risponde alle domande,poiché solitamente sono io che faccio le domande agli altri, comunque per risponderti posso dirti che sicuramente di cambiamenti positivi nell’ambiente del metal italiano ce ne sono stati da quando ho iniziato a scrivere nell’ormai lontano periodo 2000- 2001; in questo decennio infatti c’è stato un incremento delle nascite di bands, molto valide trall’altro, o se erano già nate si sono messe in rilevo grazie anche all’opportunità data loro da etichette nate nel settore e sopratutto grazie anche alla più ampia diffusione di Internet stesso che ha dato la possibilità a molti musicisti di farsi conoscere. 
In peggio direi che non è cambiato niente, poichè la mentalità chiusa è sempre la solita che tutti conosciamo. Il pubblico italiano continua imperterrito a farsi consumare dal tarlo dell’esterofilia ignorando spudoratamente quel che c’è di buono in Italia, e quando mette bocca sulle band del metal italiano, la maggior parte delle volte lo fa solo con scopi denigratori, offensivi e squalificanti, sia verso le band stesse che a volte verso coloro che cercano nel loro piccolo di supportare questa musica attraverso webzines specializzate.
Il famoso tiro al cecchino contro i recensori è quasi all’ordine del giorno, e anche io non sono stato risparmiato in certi casi, ma sinceramente sto imparando a fregarmene di questi critici a partito preso e a continuare sulla mia strada, piaccia o non piaccia a qualcuno. 
Sono veramente pochi coloro che apprezzano sopratutto lo sforzo delle band tricolori,ma come si suol dire meglio pochi ma buoni. Ultimo ma non meno importante il fatto positivo delle reunion di molti acts storici come Strana Officina, Sabotage, Crying Steel giusto per citare i primi che mi vengono in mente, anche se finora pochissimi di loro sono tornati con veri e propri nuovi dischi,ma che hanno permesso penso un piccolo e incoraggiante interesse verso l’italian metal che magari prima non c’era, anche se non basta certamente per dirsi un paese all’avanguardia come può essere la Germania per esempio.

Attualmente collabori con Italia Di Metallo ed Italian Metal, in passato con altre webzine. Cosa ti ha spinto a diventare recensore? Come ebbe inizio tutto?
Beh per risponderti a questa domanda devo prenderla un pò alla larga. Tutto iniziò a cavallo tra il 2000 e il 2001 quando un amico di vecchia data, ovvero Davide “Dadex” Righi, che è anche il direttore artistico dell’ Exenzia Club, chiese a me e ad altri amici se ce la sentivamo di scrivere qualche recensione per il sito www.metalmillennium.it, che allora comprendeva anche una sezione di recensioni e articoli vari, pur rimanendo allora come oggi il sito in cui venivano pubblicizzati eventi live del Siddharta Club prima, e dell’Exenzia Club dopo. 

Così iniziai a scrivere lì le mie prime recensioni, una roba che oggi io stesso ritengo abominevole per il modo in cui erano scritte, trall’altro non le ho neanche salvate nel mio archivio. Continuai così per circa un annetto e mezzo, dopo di chè ci furono dei problemi a livello personale tra me e Dadex, ed io e altri che abbiamo contribuito a riempire lo spazio recensioni del sito decidemmo di tirar su una webzine per conto nostro una volta che uscimmo da Metalmillennium, e nel 2003 nacque Hammerblow.org. 
L’avventura durò circa tre anni, poi ci furono una serie di casini all’interno dello staff, dovuti a persone che ogni tre per due rallentavano il lavoro del sito con comportamenti infantili. Poi ci furono delle litigate furibonde tra me e il resto dello staff, compresa quella con un infame merdoso che ritenevo il mio migliore amico e queste cose mi aprirono gli occhi,facendomi rendere conto che ero finito in un covo di vipere e non in un gruppo di veri amici, cosìcchè l’avventura finì…. per loro ma non per me. 
Pochi giorni prima che il sito venisse chiuso infatti, fui contattato niente meno che da Steven Rich, alias Stefano Ricetti di Truemetal.it, che, da lettore di Hammerblow quale si era dichiarato inizialmente, venuto a sapere di questo split che si stava consumando, colse la palla al balzo chiedendomi se ero intenzionato ad andare a scrivere su www.metalinside.it, altro sito che purtroppo ha chiuso i battenti proprio in questi giorni e col quale Steven si divideva da tempo con Truemetal. 
Ovviamente gli risposi subito di si, covando in me ancora la voglia di scrivere nonostante provassi ancora rabbia per quanto mi era appena capitato, ma allo stesso tempo orgoglioso di essere preso in considerazione da colui che è ritenuto una figura di rilievo nel giornalismo metal italiano attuale (e questo ti fa capire come non hai mai la percezione totale di quanto tu possa essere seguito in quello che fai). 
Dopo qualche tempo fui contattato anche da un’altra figura storica del metal italiano ossia Marcello Dubla, che fu uno degli “illuminati” che nel 1983 contribuì alla realizzazione del primo e vero festival di metal italiano, ossia il Rock in a Hard Place di Certaldo. 
Marcello nel 2005 aveva da poco aperto il sito Verorock.it, ancora oggi visibile e mi chiese se volevo collaborare anche con lui. Una volta parlato a quattr’occhi, visto che abitiamo vicini, accettai anche la sua proposta,ritrovandomi così a scrivere su ben due webzines che non mi hanno mai posto dei limiti al dualismo in corso in quel momento. Ho proseguito così per altri cinque anni, dopo di chè la collaborazione con Verorock si è interrotta per dei problemi “logistici” e, ci tengo a ribadirlo, non personali; ancora oggi infatti mantengo con Marcello un ottimo rapporto personale. Poi sono arrivate le chiamate daItalia di Metallo appunto, tramite Klaus Petrovic e da Italian Metal da parte di Gabriele Nunziante, un ragazzo giovanissimo ma pieno di voglia di fare e sopratutto fan convinto con una fede incrollabile nel metal italiano, cosa molto rara da trovare nei giovani di oggi. 
Tutto questo avvenne nel 2008 – 2009 se non sbaglio, da allora sono un writer di entrambi i siti e il resto è storia recente. In realtà non c’è stata una vera e propria motivazione per cui ho iniziato a scrivere; tramite la proposta che mi fece Dadex mi piacque subito l’idea di poter dire la mia in maniera pubblica sui dischi che ascoltavo per trovare magari un modo per scambiare opinioni, ma principalmente è stata una scommessa con me stesso per vedere se ero in grado di stilare un giudizio come facevano altri prima di me sulle riviste.

Vista la tua esperienza, sicuramente avrai avuto molti scambi di idee con gente interessante, ma anche con teste di cazzo. Cosa credi che non va nell’ambito degli addetti ai lavori?
Eh caro Francesco… di cose che non vanno in questo ambiente ce ne sono tante… prima di tutto l’umiltà, cosa fondamentale se vuoi stare nell’ambiente del giornalismo metal; non devi mai pensare di avere la verità suprema in tasca quando stai stilando una recensione e di sentirti qualcuno solo perchè scrivi in un sito o su una rivista, perchè qui nessuno ci fa i soldi con questo hobby, nessuno campa suonando o scrivendo di heavy metal, ma purtroppo per molti il far parte in qualche modo di questo ambiente equivale a elevarsi a Dio sceso in terra. 

Per sputtanarsi la reputazione ci vuole poco, specie se come dici tu hai a che fare con delle teste di legno… e io come ti ho detto precedentemente ho avuto purtroppo a che fare con questi elementi…. e ti dirò che se mi fossi sputtanato la reputazione con quella frangia di persone che criticano il metal italiano senza neppure conoscerlo a dovere e ha ascoltato giusto qualche disco distrattamente, non me ne frega un cazzo. 
Preferisco avere un target di utenze ridotto ma comunque serio e preparato sull’argomento e che se deve fare delle critiche le fa in modo costruttivo, piuttosto che avere un oceano di osservatori profani che non sanno nemmeno di cosa parli nei tuoi articoli e hanno pure la pretesa di venirti a criticare perchè dai un voto alto o basso a una band. 
Dapprima la cosa ti confesso che mi dava molto fastidio, adesso sto imparando col tempo a sbattermene…se qualcuno ha da ridire su quello che faccio, è libero di non seguire ciò che scrivo. Nessuno è obbligato a leggere quello che scrivo, così come sono consapevole di non poter essere simpatico a tutti,basterebbe soltanto ignorare. 
Purtroppo le persone interessanti con cui ho avuto il piacere di scambiare opinioni in maniera civile sono state molto poche rispetto alle altre, e tra queste sono comprese sia i fans che gli stessi musicisti, così come sono compresi tra le teste di legno alcuni musicisti che non accettano le critiche che tu fai verso i loro lavori e non perdono occasione per dare in escandescenze come se fossero primedonne d’avanspettacolo. 
L’invidia, il rancore e il non portare rispetto sono altre cose che regnano sovrane nell’ambiente metal italiano, ma è una storia vecchia come il mondo e conoscendo i cervelli degli italiani dubito che tutto questo possa un giorno cambiare.

Come e quando hai iniziato ad ascoltare metal? C’è qualche band in particolare che ti ha folgorato i timpani e farti decidere che questa fosse la tua “strada” da seguire?
Tutto ebbe inizio nel 1990 durante una gita scolastica:un mio compagno di classe mi fece ascoltare una musicassetta uscita in quell’anno di una certa band inglese che si chiamava Iron Maiden. 
Inutile che ti dica che per quasi tutto il viaggio di andata e ritorno ascoltavamo quella musicassetta che mi aveva colpito. Pochi giorni dopo mi feci comperare la musicassetta originale e per ben cinque anni mi sono imparato quasi a memoria tutta la discografia dei Maiden. 
Poi nel 1995 in un negozio di dischi di Firenze feci un incontro che segnò per sempre la mia vita e mi fece capire che l’heavy metal era la mia musica… Trovai sullo scaffale delle novità un cd la cui copertina con tre loschi figuri che si strappavano una maschera per rivelare la loro vera identità diabolica mi folgorò; il titolo dell’album era “Masquerade” e il nome del gruppo era Running Wild. 
Passai una settimana con quel cd fisso nello stereo, fu amore al primo ascolto. Iniziai a farmi tutta la discografia dei pirati tedeschi e da li, cominciando a sfogliare per le prime volte riviste come Flash e Metal Shock, mi accorsi di come fosse dannatamente sconfinato il panorama dell’heavy metal… e più lo scoprivo così vasto più il mio interesse a scoprire nuove band si faceva forte in me, e da li cominciai la mia avanscoperta nel mondo dell’heavy metal.

Suoni qualche strumento? Hai una tua band?
Ti sembrerà strano ma non ho mai approfondito per svariati motivi la conoscenza in prima persona di uno strumento musicale, pur ammirando il fascino della batteria. Forse perchè da piccolo ero sempre pronto a sbattere le cose per terra per sentirne il rumore o battere oggetti insieme non so, ma nonostante questo non ho mai fatto parte di una band.

In Italia, nonostante siano molti i problemi per potersi esibire a causa della pochezza dei locali disponibili, ci sono, secondo me, moltissime bands valide e degne di nota. Sei d’accordo con questa mia affermazione? C’è qualche band che in particolare abbia colpito la tua attenzione?
Sono assolutamente d’accordo con te. Il nostro stivale è pieno di band di altissimo livello, menzionandone qualcuna in particolare mi sembra di fare un torto alle altre, comunque posso dirti che ce ne sono a milioni. 

L’unico problema che hanno è quello di suonare con frequenza, poiché non è tanto il fatto che manchino i locali, perchè negli anni si sono moltiplicati, il vero problema è che dietro a tutto c’è un circolo vizioso che non ha fine; i locali che preferiscono far suonare le solite trite e ritrite cover band, il pubblico deficitario ai concerti, e anche alcune pretese da rockstar che molte band hanno. 
Come vedi tutto questo contribuisce a far si che non vi sia una scena in Italia, ognuno guarda sempre al suo orticello e cerca sempre di cascare da ritto, come si dice a Firenze. Basterebbe venirsi in contro certe volte per creare qualcosa di positivo, ma così non è. Ed ecco che il pubblico sbraita su Internet il suo amore per il metal italiano e poi ai concerti stranamente non lo vedi e se lo vedi, lo vedi solo quando suonano cover band, gruppi demenziali e i soliti nomi famosi, i locali che per portare giustamente a casa la pagnotta si riducono a chiamare appunto le cover band e i gruppi demenziali, e alcune band che si credono gli Iron Maiden italiani fanno richieste assurde e poi nelle interviste lamentano il fatto di aver suonato poco e di non essere chiamate. 
Una band come i Tarchon Fist ad esempio, ha trovato la formula giusta per suonare in lungo e in largo, non capisco perchè le altre band non riescono a fare lo stesso. E’ anche vero che ultimamente si registra una chiusura a ritmo quasi serrato di alcuni live club e la causa è a parer mio quello che ti ho appena spiegato. Non so trovare altre spiegazioni in merito.

Se dovessi organizzare tu un festival metal italiano, che bands inseriresti nel bill?
Domanda difficile…. per organizzare un festival metal italiano dovrei innanzitutto essere milionario perchè non mi basterebbe un giorno per far suonare tutti quelli che ho in mente…

Se dovessi fare una cosa del genere darei una mega festa di almeno 10 week end di fila per dare la possibilità a tutte quelle band valide di esprimersi. Chiamerei senz’altro i nomi noti, ma anche quelli meno noti, ma comunque organizzare un festival metal italiano è un rischio totale nella propria patria. 
Ci sono dei trascorsi recenti che testimoniano che organizzare eventi di nicchia significa non solo perderci in soldi ma anche scontrarsi con l’indifferenza del pubblico, che però quando c’è da fare la coda ai botteghini per accaparrarsi un biglietto del Gods Of Metal non lamenta un solo fiato, quando invece lo deve richiedere per un festival di gruppi più da culto tira fuori le peggiori scuse di questo mondo. 
Come fa a venirti voglia di organizzare un festival di metal italiano sapendo già in partenza questi retroscena? In Italia certe cose non ce le meritiamo.

Oltre a scrivere sei anche DJ presso l’Exenzia Rock-club di Prato. C’è molta partecipazione da parte dei metalheads? (qui al sud si è arrivati a suonare davanti a quattro gatti)
Guarda, ultimamente ai concerti che ho visto all’ Exenzia Club devo dire che ho notato partecipare un bel pò di gente. Al concerto dei Domine di Gennaio è venuta anche gente da fuori Toscana e la sala concerti era effettivamente abbastanza piena, lo stesso per i Sabotage lo scorso Febbraio e anche lo scorso 26 Marzo in occasione del mini festival con Etrusgrave, Rosae Crucis, Axevyper e Rusty Nails, c’è stata una buona affluenza di pubblico. 

La Toscana comunque è sempre stata abbastanza ricettiva come partecipazione agli eventi heavy metal, (d’altronde consentimi un po di campanilismo.. ma la Toscana è forse la patria del metal classico in Italia) poi ovvio non sempre è stato così, gli alti e bassi ci sono anche qua. 
Pochi si muovono all’interno dei propri confini, anche andare per esempio all’ Elvis Club vicino Livorno per molti è già fare troppa strada, e viceversa. Da un anno e mezzo di tanto in tanto mi cimento anche nei set metal nel locale; dopo essermi chiarito con Dadex e aver rinsaldato con lui l’amicizia da ormai quattro anni, mi è venuto a chiedere se volevo cimentarmi in questa cosa durante alcune selettive serate che organizzava. 
Anche durante i set da selezionatore metal (Dj è una parola che non mi piace, la lascio ad appannaggio dei discotecari) ho visto e vedo una buona partecipazione anche se per accontentare la maggioranza devo passare i cosiddetti pezzi “conosciuti” delle solite band famose, ma nei miei set c’è spazio anche per il metal di culto, e chi ha partecipato a una serata che mi ha visto dividere la consolle con il mio partner di sempre, Daniele “Scavenger” Gerini, lo sa perfettamente.
Hai partecipato anche a qualche programma radio o fai il Dj set solo al locale?
All’attivo ho ben tre partecipazioni radio come ospite speciale. La prima volta è stato nel 2008 quando ho partecipato in diretta al programma “Terapia Rock” sulle frequenze di Radio Emme, poi ho partecipato due volte al programma “Black Leather” su RCC, condotto dall’amico Heavy Alby e in cantiere c’è la papabile terza partecipazione allo stesso Black Leather (nei giorni scorsi sono andate in onda un paio di puntate ndr), che in totale faranno quattro partecipazioni. Appena ci saranno news te lo farò sapere.
francescorunningwildreviews.jimdo.com
Hai aperto il blog (ora sito) ‘Francesco Runningwild Reviews’, cosa rappresenta per te? C’è uno scopo che ti sei prefissato?
L’idea di aprire il mio spazio Web personale nell’Ottobre dello scorso anno, è stata dettata principalmente dal fatto, come ho anche spiegato nelle pagine del sito, che “lavorando” su due webzines dedicate solo al metal italiano a volte può succedere che qualche recensione sia già stata prenotata da qualche altro collaboratore, oppure può capitarmi di recensire qualche gruppo straniero che per ovvie ragioni non potrebbe trovare spazio sulle webzines, e poi un altro motivo è stato quello che dopo dieci anni sentivo la necessità di avere uno spazio in totale controllo personale dove poterci inserire quello che più mi aggradava senza più stare a chiedere continuamente permessi di pubblicazione ai capiredattori. Per me quindi rappresenta uno spazio tutto mio che mi torna utile quando ho qualcosa che ritengo opportuno pubblicare,sia che si tratti della recensione del disco uscito nell’anno in corso,che i miei vecchi articoli che facevano parte dei miei precedenti siti. A Febbraio scorso ho cambiato totalmente spazio, passando dal semplice blog su Blogger ad uno spazio che all’occhio ha più l’idea di un sito su Jimdo. Questa scelta spero sia apprezzata anche dal lato grafico da chi vuole seguirmi, anche se la parte più importante rimane sempre il lato “giornalistico”. Non mi sono certo prefissato lo scopo di aumentare l’utenza, essenzialmente è solo per un discorso di libertà personale che posso gestirmi in prima persona, sempre restando dentro lo staff di Italian Metal e Italia di Metallo.

A quale piatto culinario assoceresti il metal e perchè?
Giusto a me vieni a parlare di mangiare… farei prima a dirti cosa non mi piace ahahahahaha!!! 

Direi comunque la carne alla brace, si addice molto come ghiozzaggine all’iconografica metal…. poi se cotta al sangue è ancora meglio. Quante copertine con il sangue ti è capitato di vedere in giro? E quante volte hai sentito nominare le parole “blood” “steel” “bones” nei testi delle canzoni? 
La forchetta e il coltello sono l’acciaio con cui trafiggi la carne, il sangue è quello che esce dalle ferite inferte dal coltello, e le ossa è quanto rimane quando ti sei ingozzato come un maiale ahahahahaha!

Con che parole convinceresti una ragazza ad ascoltare metal?
Guarda su questo non ho mai avuto nessun problema perchè tutte le donne che ho avuto le ho conosciute in questo ambiente, per cui non ho avuto nessun problema a convincerle. Se dovessi convincerne una che non fa parte di questo mondo musicale per avvicinarla al metal le direi: “quel secchio di scureggie sciagattate che ascolti le chiami musica?” Disco dei Cinderella (tanto per non darle un impatto iniziale troppo violento) nello stereo, e se passa questo primo esame è pronta per “Under Jolly Roger”! (chi non sa che è un disco dei RunningWild del 1987 esca da questo sito subito! ahahahahahahah! ndr)

Cosa ne pensi dell’utilizzo della rete riguardo alla musica?
Come ti ho detto prima, a Internet è legato il fatto che ha permesso a molti gruppi di farsi conoscere, attraverso le pagine di Myspace specialmente, e ha così dato modo a molte band magari senza contratto di dire al mondo che c’erano anche loro, e magari questo ha fruttato loro qualche opportunità. 

Dall’altra parte la rete ha fatto si che il mercato della musica entrasse in crisi, grazie alle condivisioni file dalle quali la gente si scarica album interi, che sotto sotto potrebbe anche essere giusto se uno vuole farsi un’idea di come suona un disco, ma dovrebbe servire solo a quello… permettere di conoscere la musica di qualcuno che non sai chi è e poi se ti piace invogliarti a comprarla, ma purtroppo come sai così non è per il 90% dei casi. 
Oggi non ci si può nascondere dietro alla scusa che i dischi costano troppo, se la gente girasse più per le mostre dei dischi forse si accorgerebbe che c’è qualche rivenditore da cui poter acquistare a dei prezzi modici cd che in un negozio ti verrebbero a costare 8-10 euro in più. Su questo vorrei spezzare una lancia a favore di Giuliano Mazzardi e della sua My Graveyard Productions, che oltre a spaccarsi in due per regalare a questo paese dei cd di metal italiano attraverso la label, offre dal suo stand fieristico e dal suo negozio Ebay cd a cifre veramente ridicole. 
Ci sono anche altri standisti ovviamente che tengono prezzi popolari, insomma il modo per trovare cd a prezzi ragionevoli c’è, basta cercarlo.

Bene, essendo al termine voglio ringraziarti per il tempo che mi hai gentilmente dedicato, augurandoti sempre tutto il meglio. Ti lascio concludere la chiacchierata come meglio preferisci…
Sono io che ringrazio te per questa chiacchierata, per la prima volta in dieci anni mi sono sottoposto volentieri a questo tiro incrociato di domande e devo dire che sei anche il primo e finora unico che ha avuto la pazienza di sopportare le mie sciabolate. 

Concludo dicendo a chi legge… supportate il metal italiano perchè la buona musica non arriva solo dall’estero, ce l’abbiamo anche in casa propria, basta avere un po di voglia di cercare e scoprire. Un saluto ai lettori di Suoni Distorti Magazine e un in bocca al lupo anche a te Francesco per l’impegno che metti a tua volta.
GUN DOWN THE FLAG!
Per seguire le pubblicazioni di Francesco “RunningWild” Campatelli:
a cura di Francesco ChiodoMetallico
About Francesco Chiodometallico 10998 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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