I Pirati del Metal

I Pirati sono uno dei tantissimi temi toccati nel metal, e qui non posso far un discorso di metal o rock rigorosamente made in Italy come vorrei, per il semplicissimo motivo che non conosco band nostrane inerenti queste tematiche (a parte quella menzionata nell’articolo), o almeno molto tempo fa ne ascoltai una di cui non ricordo il nome, ma più che un buon ascolto fu una grave tragedia sonora, per cui meglio evitare anche il cercar di ricordarne il nome.

Certo se volessimo nominare un italiano su tutti
sicuramente sarebbe il bravo Edoardo Bennato che tutti ricondurranno al tema con la sputtanatissima canzone ‘Capitano Uncino’, ma io preferisco annoverare con la meno conosciuta, ma più bella, ‘Il Covo Dei Pirati’.
Ci tengo a precisare (per i novellini), che il termine spesso usato ‘Pirate-Metal’, non si riferisce al genere di metal suonato, bensì alle tematiche toccate, e ve ne renderete conto leggendo l’articolo…
Parlando di pirati, in ambito metal, la prima formazione che viene in mente ad ogni buon metallaro non può non essere quella dei tedeschi heavy metallers Running Wild, band nata nella seconda metà degli anni settanta dalla mente Rolf Kasparek (alias Rock’n’Rolf).
Attenzione però, non subito il combo si dedicò ai temi pirateschi, ma solo dopo due demo e due album, toccando il meritato ultra-successo con quel meraviglioso lavoro che fu (ed è tutt’ora) ‘Under Jolly Roger’ del 1987; anno in cui diventarono a pieno titolo ‘the pirates of metal’.
Sono sicuro che sentendo il nome Jolly Roger vi verrà in mente qualcosa…. Certo non sto parlando dell’evento conematografico ‘I pirati dei Caraibi’ con quel fastidioso Johnny Deep, ma della bandiera portata sulla nave dai veri pirati del passato. Quella che tanto faceva tremare le navi civili e commerciali in tempi che furono, con un teschio e due ossa incrociate in bella mostra.
Simbolo che tanto terrorizzò il mondo da farlo diventare, ad oggi, sinonimo di pericolo (vedi i cartelli dell’alta tensione o le etichette sui veleni…).
La band purtroppo è ormai sciolta e dalle notizie ufficiali, direttamente dalla voce del leader Rolf, non ha intenzione, almeno per il momento, di tentare una reunion.
Continuando, seguendo come ordine l’anno di nascita della band, vado a presentarvi i Los Pirates, unica band italiana citata tra queste righe. Formatasi nel 2001, la band propone un classico heavy metal di matrice inglese, che col tempo però prenderà alcune influenze progressive rock.
Ad oggi, con dieci anni di esperienza alle spalle, i Los Pirates hanno rilasciato solo un demo del 2003 ed il loro primo e fin’ora unico album ‘Heavy Piracy’ del 2009; un mix di storie piratesche e racconti di vita a bordo di un galeone.
Altra band da citare sono gli scozzesi Alestorm, nati nel 2004 con il moniker Battleheart e successivamente cambiato nell’attuale, precisamente nel 2008, anno in cui uscì il loro terzo EP ‘Leviathan’.
Il genere proposto è un power metal con molte contaminazioni folk.
La loro ultima uscita discografica ufficiale è di questo 2011 e s’intitola ‘Back Through Time’.
L’ultima band in ordine di anno di nascita, tra quelle che oggi vi propongo, è quella dei thrasher americani Swashbuckle formatasi nel 2005 e che propone il tema piratesco con grande energia ed adrenalina.
Il loro ultimo lavoro ‘Crimes Always Pays’ del 2010, ha riscosso molto successo, soprattutto nella loro patria. Ed avendolo ascoltato vi posso assicurare che il motivo del successo è palese!
Tirando le somme, seppur non siano molte le band note che utilizzino queste tematiche dei sette mari, possiamo renderci conto, comunque, che si tratta di band di qualità e di grande attitudine.
Nei siti delle stesse potrete avere modo di ascoltare voi stessi come sotto il termine ‘Pirate-Metal’ si possano scoprire interessanti realtà.
Mi sarebbe piaciuto inserire anche canzoni inerenti il tema in questione, ma il discorso sarebbe diventato estremamente lungo; poichè molte band che non rientrano sotto il termine succitato, hanno comunque dato libero sfogo alla fantasia e/o preso riferimenti dagli amici di Capitan Uncino in varie occasioni.
Se volessimo fare un esempio su tutti, mi verrebbe da menzionare la canzone ‘Fifteen men and a bottle of Room’ dei Mercyful Fate, tratta dall’album ‘Into The Unknow’ del 1996.
Pezzo ispirato al racconto ‘L’isola del tesoro’ di Stevenson del 1886.

Spero questo articolo sia stato di vostro gradimento ed abbia portato alla vostra attenzione una piccola parte del metal, a chi non ancora non la conoscesse, e magari istigarvi a nuovi ascolti….

a cura di Francesco Chiodometallico
About Francesco P. Russo 11337 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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