EVIL INVADERS – Feed Me Violence

Cercherò di essere chiaro: non esiste una canzone classic metal più violenta di ‘Painkiller’ (se mi chiedete di quale band avete sbagliato magazine). Nessuna composizione come quella splendida title-track riuscirà mai a restare perfettamente nei canoni di un genere riuscendo però a risultare tanto “trasversale” da contagiare con il suo morbo migliaia di band. Attenzione, non parlo di un disco, ma di canzone. Una solo dannata canzone.

Perché questa supponente premessa? Perché gli Evil Invaders ci assaltano con un album thrash metal che sembra aver carpito tutta la veemenza e urgente aggressività di quella canzone. Dopo ‘Pulse Of Pleasure’ (Napalm Records, 2015) la band capitanata dall’invasato screaming di Joe (anche alla chitarra ritmica) torna a massacrarci piacevolmente i padiglioni auricolari con una proposta tecnica, violenta, melodicamente annichilente. Senne Jacobs alla batteria pedala sulla sua doppia cassa come un ciclista in fuga, senza tralasciare il giusto groove e fill tecnicamente ineccepibili e di gran gusto.
Citiamo anche il suo “partner in crime” Joery, un bassista che non si limita certo a seguire pedissequamente il mitragliatore umano che dal vivo sarà alle sue spalle. Menzione d’onore per un Max alla chitarra solista: l’axeman è sicuramente il valore aggiunto alla band, che pur essendo tecnicamente preparata vede innalzare qualitativamente la propria proposta grazie ai pregevolissimi assoli, che palesano un bagaglio tecnico incredibile e sopratutto un background fatto di ore ed ore nella propria stanza a divorare i dischi dei grandi (antichi?), studiandoli come fossero testi sacri. Raramente i Nostri sono ascrivibili al thrash più puro; prendiamo l’esempio della bellissima

‘As Life Slowly Fades’ (qui il video), un brano speed metal fino al metallico midollo, pregno di citazioni priestiane e riff di classica estrazione. Non mancano momenti tipicamente thrash metal di chiara ispirazione statunitense così come limpide citazioni dei maestri Kreator (anche loro ormai fortemente debitori nei confronti del metallo più classico). Ecco allora che un brano come ‘Broken Dreams In Isolation’ ha un riff che sembra uscire da ‘Gods Of Violence’ (Kreator, Nuclear Blast, 2017), ma con un mood epicamente “ignorante” che tanto rimembra gli dei Bathory. L’esecuzione dei riff è spesso così veloce che non è difficile immaginare i due chitarristi concentrati sui loro strumenti, stretti nei loro jeans elasticizzati che suonano facendo headbanging. In questo senso la title-track rappresenta forse uno degli episodi più selvaggi, nel quale le corde delle chitarre sembrano prendere fuoco insieme all’ugola muriatica di Joe. Epicità e melodia in ‘Oblivion’ per un brano che permette alla band di mostrare anche il loro lato più riflessivo. Bellissimi (ancora una volta) gli assoli, ispirati palesemente al genio James Murphy.

Concludendo: un disco pregno di classicità metal, cavalcate arrembanti e screaming distruttivi… ah… e belle canzoni! Da avere.

A cura di Alberto Biffi

  • Band: Evil Invaders
  • Titolo: Feed Me Violence
  • Anno: 2017
  • Genere: Thrash Metal
  • Etichetta: Napalm Records
  • Nazione: Belgio

Tracklist:

  1. Mental Penitentiary
  2. As Life Slowly Fades
  3. Suspended Reanimation
  4. Broken Dreams In Isolation
  5. Feed Me Violence
  6. Oblivion
  7. Shades Of Solitude
  8. Anger Within
  9. Among The Depths Of Sanity