DIMMU BORGIR – Eonian

Non c’è dubbio che ‘Eonian’, il nuovo disco dei Dimmu Borgir, sia indubbiamente tra le uscite più attese degli ultimi anni; otto, infatti, ne sono trascorsi dal precedente Abrahadabra, senza contare un live album ‘Forces of the Northern Night’ (con tanto di orchestra, disco davvero pregevole a mio avviso). Tante cose sono cambiate, nel frattempo, e molto dovrebbe essere cambiata la percezione del genere musica proposto da Silenoz e Shagrath, ad oggi unici rimasti rispetto alla (per molti inimitabile) formazione originale. Le cose cambiano, e comunque vada: non vi venga in mente di paragonarli ai Nightwish, come raccontato nella nostra intervista a Shagrath, il paragone gli non piace particolarmente.

In questo disco i nuovi (?) Dimmu Borgir sono a cavallo tra ‘The Unveiling’ (che svela il lato residualmente più simile alle origini della band) ed ìÆtheric’ (che invece sembra avvicinarli alle idee degli ultimi Satyricon, in qualche modo). Parliamo comunque di una band in continua, perenne ed ossessiva evoluzione, forse neanche all’apice dell’osare quando decisa, priva di fronzoli e – se ci fosse bisogno di scriverlo – non da primo ascolto. La mia generazione ha provato per anni ad ascoltare l’inascoltabile dietro il paravento di questo inquietante ritornello (“non è da primo ascolto” era riferito impunemente anche a dischi banali e quasi del tutto improponibili), ma in questo caso c’è realmente qualcosa di interessante: a parte l’intro di Interdimensional Summit che ti si stampa in testa dal primo ascolto, il disco è cosparso di nuove idee e di quel tocco di sperimentazione che riesce a rendere il disco Metal (con la M maiuscola), nonostante qualsiasi cosa si possa dire in senso contrario. Sono numerosi gli elementi di contaminazione che pervadono il disco, tra i quali mi pare doveroso citare ‘Council Of Wolves And Snakes’, che include lo stile dei primi anni 2000 frammisto ad elementi folk e atmosferici, ‘Lightbringer’ (una mazzata di potenza ed epicità, che mi ha anche ricordato qualcosa dei LYFTHRASYR) e ‘Alpha Aeon Omega’, forse quella che ricalca maggiormente (anche qui, in chiave sinfonica) i bei tempi di Enthrone Darkness Triumphant‘.

Per chi conosce le ultime uscite della band il tutto non dovrebbe, del resto, nemmeno essere una novità. Del resto rimane piuttosto difficile individuare “cosa” sia davvero cambiato rispetto ai primi dischi, in particolare da ‘Enthrone Darkness Triumphant’ o ‘For All Tid’ (lavori per me imprescindibili, soprattutto il primo), tempi che la maggioranza di noi tende a rimpiangere, nel consueto rifiuto del ricambio generazionale, o nel mito dell’eterno fanciullo che dir si voglia. Silenoz stesso, del resto, in un’intervista a BlabberMouth mostrava una voglia di evolversi da sempre vivida da quei primi discorsi, anche per un discorso di appagamento personale (If the artist is not convinced and confident about their new work, there’s no point releasing it, there’s no point being an artist), e per i quali manca volutamente il requisito dell’immediatezza (This is by no stretch an immediate album, it’s a lot to take in, but did anyone really expect it otherwise?).

Sono passate innumerevoli fasi per i nostri, da quella black metal atmosferico delle origini al buono, quasi perfetto compromesso che ne ha accompagnato la fama – ‘Mourning Palace’ resta forse uno dei loro brani più noti anche tra i non-fan – fino ad arrivare alle primissime evoluzioni orchestrali di ‘Puritanical Euphoric Misanthropia’ (anche quello un buon disco, sottovalutato da più) che li hanno portati a quello che sono oggi. Senza contare i punti meno efficaci della loro discografia, anche perchè quelle debolezze qui appaiono del tutto assenti, direi che quelle influenze continuano a sentirsi vividamente, in ordine sparso, in varie fasi dell’ascolto di ‘Eonian’, con quel tocco di follia e scarsa prevedibilità che finisce, a conti fatti, per stimolare l’ascolto.

Ottimo anche il lavoro in produzione fatto da Jens Bogren, un nome una garanzia per il genere (tra gli altri ha lavorato per Opeth, Katatonia, Amon Amarth e Paradise Lost), che declina il sound in un senso molto più oscuro del disco precedente, creando un qualcosa di unico, melodico e aggressivo al tempo stesso. Un cenno necessario anche sull’artwork, un po’ diverso da quello dei precedenti dischi ed opera dell’artista ed illustratore polacco Zbigniew M. Bielak, con una buona esperienza nel genere.

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A cura di Salvatore “Headwolf” Capolupo

  • Band: Dimmu Borgir
  • Titolo: Eonian
  • Anno: 2018
  • Genere: Black Metal
  • Etichetta: Nuclear Blast Records
  • Nazione: Norvegia

Tracklist:

  1. The Unveiling
  2. Interdimensional Summit
  3. íTheric
  4. Council of Wolves and Snakes
  5. The Empyrean Phoenix
  6. Lightbringer
  7. I Am Sovereign
  8. Archaic Correspondence
  9. Alpha Aeon Omega
  10. Rite of Passage
Titolo
Data recensione
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Dimmu Borgir - Eonian (2018)
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