DESTRUCTION – Born to Perish

DESTRUCTION – Born to Perish

14 Agosto 2019 0 Di Minerva Photography

Alla classica domanda, “Qual è il tuo album preferito?” il vero thrasher non può che rispondere “Il primo”. E per confermare ulteriormente la propria fedeltà verso l’old school non può che rispondere “le prime” anche alla domanda “E le canzoni che ti sono piaciute di più?”.

Ma ragazzi suvvia, sfatiamo il mito che una band debba esser figa esclusivamente con lavori realizzati prima del 1990… e questo album, per questa band, fresco fresco d’uscita (9 agosto), non può che essere l’eccezione alla regola soprattutto in un genere dove “quel nuovo” sembra una cantilena risentita mille volte.

Signori e signore, dalle lande tedesche con amore, ‘Born To Perish’, nato per deperire, venuto al mondo per soccombere. Un album che ha la carica giusta, la grinta necessaria in questi anni di piattume. Un lavoro che risulta orecchiabile fin dal primo ascolto e che il vero thrasher si beve in 0.2 con avidità. I Destruction li conosciamo già da una vita… li si adora per la voce elettrica e cangiante del frontman Schmier Fink e perché nel thrash non si può non dire che i loro lavori siano delle pietre miliari… dal vivo per quanto mi riguarda hanno sempre regalato performance coinvolgenti negli ultimi 10 anni ed oltre… Ed aggiungiamo pure che in questo silenzio stampa di 3 anni dal penultimo e tranquillo ‘Under Attack’ si son fatti ben desiderare.

Innanzitutto questo è il lavoro numero 14 per la band: ne è passata di acqua sotto i ponti dal primissimo ‘Infernal Overkill’ del lontano 1985, il sound e lo stile possono sembrare cambiati in tutti questi album ma niente è stato stravolto. Nemmeno la formazione, in quanto si ritorna all’iniziale di 4 elementi con gli inossidabili Schmier e Mike ed i nuovi Randy e Damir. E proprio per questo motivo, ‘Born To Perish’ è un nuovo biglietto da visita con la quale la band sembra dire “ehi, siamo ritornati, più cazzutissimi ma soprattutto stabili che mai”.

Si parte in quarta proprio con la title-track: Randy si fa sentire in un intro di batteria non così virtuoso ma secco e prorompente (non voglio togliere nulla ad un musicista che finora ha militato in Annihilator, Primal Fear e W.A.S.P, però dai, si poteva creare qualcosa di più originale…). Più interessanti e varie le successive ‘Inspired by Death’ e ‘Rotten’, soprattutto per quanto riguarda i riff. Il ritornelli di entrambi in coro sono di una thrashata assurda, e proprio per questo ce piace assaje, mentre nella seconda gli stacchi rendono il tutto più dinamico ed accattivante.
E diciamo che fin qui al primo ascolto pure l’album ce piace assaje in quanto ragazzi, il sound è quello, il genere pure, le cavalcate anche ed i riff idem con patate: l’entusiasmo lo si ha nell’ascoltare un prodotto che rispetto a 3, 10, 20  anni fa risulta più curato, più pulito ed elaborato nei dettagli. Scontata la cosa? No, visto a come il penultimo lavoro era tutto fuorchè eccezionale e vario.

Non siamo davanti ad una musicassetta grezza e ruvida da ascoltare in macchina il sabato pomeriggio andando a comprare le birre pre concerto nei peggiori supermercati di Caracas, siamo davanti ad un album registrato con i controcoglioni, in cui ogni brano ha carattere dato dalla sua stessa composizione, nonostante non ci sia nessun virtuosismo, nessuna novità eclatante se non un batterista che in modo pulito sa fare il proprio lavoro e grazie ad un nuovo chitarrista che ha uno stile di sicuro più elegante e ricercato (anvedi er ragazzetto oh).

Continuiamo con ‘Filthy Wealth’ che è la chicca dell’album: ritornello orecchiabilissimo, immagino già il coro nel pit ad un live sperduto da qualche parte in Germania. Meno interessante la successiva ‘Butchered For Life’, ma si apprezza comunque il tentativo di creare la canzone lenta e più calma che stacca da tutto. Ritorniamo in carreggiata con ‘Tyrants Of The Netherworld’: la voce sputa veloci strofe accompagnata da riff sempre ben studiati, tupatupa incalzante ed assolo finale pre ritornello. Concludiamo il tutto con ‘Fatal Flight 17’ e ‘Ratcatcher’: bella la prima, non particolarmente entusiasmante l’ultima.

Complessivamente questo album è ben riuscito, le due nuove presenze si fanno apprezzare, ed anche con quest’opera Schmier si riconferma una delle voci migliori che abbiamo nel thrash. Il ragazzo non ha perso un colpo. Anzi, sembra sempre migliorare.
Il mio voto complessivo è 9!

A cura di Margherita “Minerva Ph” Cadore

‘Born To Perish’ dei Destruction è disponibile nei formati:
CD digipack >https://amzn.to/2YCI7yB
2LP >https://amzn.to/31rDBjh
Digitale >https://amzn.to/2YVyTZr

  • Band: Destruction
  • Titolo: Born To Perish
  • Anno: 2019
  • Etichetta: Nuclear Blast Records
  • Genere: Thrash Metal
  • Nazione: Germania

Tracklist:

  1. Born To Perish
  2. Inspired By Death
  3. Betrayal
  4. Rotten
  5. Filthy Wealth
  6. Butchered For Life
  7. Tyrants Of The Netherworld
  8. We Breed Evil
  9. Fatal Flight 17
  10. Ratcatcher