Bologna Sonic Park 2019, il live report della caldissima giornata, con Slipknot, Amon Amarth e altri

Bologna Sonic Park 2019, il live report della caldissima giornata, con Slipknot, Amon Amarth e altri

30 Giugno 2019 0 Di Francesco P. Russo

Giovedì è partita la prima edizione del Bologna Sonic Park 2019 presso l’Arena Joe Strummer (ex Arena Parco Nord) nel capoluogo emiliano. Una giornata massiccia per un festival “infernale”, viste le altissime temperature (eravamo sui 40°/41° all’ombra)! Headliner di questa focosa giornata gli attesissimi Slipknot, anticipati da Amon Amarth, Testament e Lacuna Coil, mentre il compito di aprire le danze è toccato a Corrosion Of Conformity, Eluveitie e Black Peaks.

Tra il folto traffico urbano, la faticata in bicicletta sotto al sole di quasi 40 minuti per giungere in location ed alcuni imprevisti (immancabili del resto!), sono arrivato all’interno dell’arena solo mentre i Lacuna Coil prendevano in mano il palco (band che vedemmo di recente al Langhe Rock Festival).

Un caldo torrido, dicevo, ma c’è chi ha resistito dalle prime luci dell’alba (lode a voi!). Ma veniamo alle band, la parte cardine del Bologna Sonic Park 2019…

Lacuna Coil

Appena entrato nella venue, i Lacuna Coil sono da poco saliti sul palco, acclamati dai fan. Credo sia stato il momento più caldo della giornata, e vederli vestiti in nero (eccezion fatta per il rosso di Cristina Scabbia, ma in materiale sintetico!) con annessi trucchi, mi ha fatto quasi provare un senso di vicinanza alla band. Sia io che loro stavamo patendo la calura, ovviamente per loro è stato decisamente più pesante!

Salvo un piccolo incoveniente tecnico, che Cristina ha sfruttato alla grande per intonare a cappella ‘Highway To Hell’ degli Ac/Dc – accompagnata dai coilers sotto il palco, la loro performance è stata davvero ottima. Uno show senza passi falsi – tra vecchie e nuove produzioni – e senza “stecche” ha dimostrato che il pesante caldo non è un problema per i Coil! Pubblico partecipe, musicisti decisamente a proprio agio e di spessore che hanno portato a termine un bellissimo spettacolo – con gran capacità di interagire. Se li avete visti dal vivo almeno una volta, sapete che i Lacuna Coil sono affidabili in tutto e per tutto!

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Lacuna Coil

Testament

Su Chuck Billy e compagni credo non occorra dire molto, e se li conoscete in sede live credo sappiate il perché (li vedemmo da poco all’Hellfest 2019). Sono saliti sul palco belli arzilli, hanno spaccato tutto con una set-list potente, contenente alcuni classici immancabili, ed interagito con i fan scalmanati in maniera sublime. Se devo essere sincero, sono la band che più mi premeva gustarmi nella giornata! I Testament hanno preso a bordate sonore l’arena per lasciare il pubblico assolutamente soddisfatto! Chuck, Skolnick, Di Giorgio, Hoglan e Peterson hanno contribuito ad elevare le temperature, oltre a far alzare il polverone ai fan, che non sono stati fermi.

Ho cercato di resistere fin quando ho potuto il più avanti possibile, ma il caldo mi ha dato una sferragliata che mi ha obbligato a recarmi in uno dei water point per bagnarmi la testa. Ma non ho mai smesso di porre l’attenzione verso il palco, perché uno show dei Testament è imperdibile, sempre!

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Testament

Amon Amarth

Sembra che le temperature abbiano deciso di scendere leggermente, complice il giungere delle ore più tarde. Ma se i fan (ora più numerosi) pensavano che si sarebbe respirato meglio, non avevano messo in conto lo show degli Amon Amarth! La band si è presentata sul palco con una scenografia che ha visto una maschera viking (con annesse corna) nell’area centrale, attorniando il drum-kit del buon Jocke Wallgren, ed ovviamente non sono mancati lanciafiamme che hanno elargito forti ondate di calore (forse un po’ troppe, ma ben accette dai fan iper-partecipi). Uno show imponente – sia con brani dell’ultimo ‘Berserker’ che classici più datati – in cui non è mancato un breve sipario con due guerrieri vichinghi a inscenare un combattimento, e dove la band non ha mosso neanche un passo falso. Tanta potenza, ottima presenza scenica e simpatici i brindisi di Johan Hegg, che si è dissetato con della birra fresca – ovviamente bevuta dal suo corno.

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Amon Amarth

Slipknot

Slipknot

Moltissimi presenti erano al Bologna Sonic Park, in larga parte, per gli Slipknot, a giudicare dal numero di t-shirts della band viste in giro per l’arena. Corey Taylor e compagni, dunque, hanno deciso di rinfrancare i fan che hanno atteso con le altissime temperature il loro arrivo, donando uno show fenomenale.

Dopo l’intro l’intro 515 la band è partita in quarta e senza fronzoli con ‘People=Shit’ e ‘(sic)’, dove, a fare da cornice alla loro performance, è stato allestito un palco molto industriale e malsano. I due percussionisti erano piazzati in alto (strano che non siano cascati giù, poiché non sono stati immobili un istante sulle loro piccole pedane). Se non avete mai visto dal vivo la band, fatelo. Personalmente non mi hanno mai fatto impazzire, ma ero davvero curioso di vederli in sede live, rimanendone piacevolmente colpito.

Gli Slipknot hanno tenuto uno spettacolo molto coinvolgente, con luci sinistre ed infernali, fiamme, un tizio in nero mascherato che “danzava” in un punto del palco, tutti i musicisti in movimento da un lato all’altro dello stage ed, ovviamente, una tecnica mostruosa. La gente si è agitata per bene, ha pogato, ha accompagnato l’esibizione per tutto il tempo ed è stata, ancora una volta, soddisfatta.

Sono passati i tempi in cui gli Slipknot proponevano disagiata ed insensata violenza, diventando, oggi, una band più matura che cura maggiormente altri aspetti più interessanti. Hanno riscosso molto successo anche i due ultimi singoli ‘Unsainted’ e ‘All Out Life’, cantata in coro anche dal pubblico. Taylor non ha esulato dal condividere le proprie conoscenze d’italiano tra “Ciao Bella”, “Ciao Bello” e “Porco… (insomma si, la bestemmia)” più volte. Taylor è un grande showman, con il Clown a dargli man forte alla voce, ormai.

Assente nella set-list, con sorpresa di molti, la celebre ‘Wait And Bleed’, ma questo non ha interessato assolutamento la riuscita dell’impeccabile performance e la gioia dei presenti!

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Slipknot

In conclusione…

L’aria è stata caldissima, ma per fortuna l’organizzazione ha realizzato tre water point in cui potersi dissetare e bagnare la testa gratuitamente. Mi ha fatto piacere non trovare gli odiabilissimi token a questo evento, presenti invece al Firenze Rocks. La venue è stata allestita ottimamente ed i prezzi per bere e mangiare sono stati in linea con altri festival simili in Italia. Non economici, ma tant’è…

Il Bologna Sonic Park ha promosso la campagna “plastic free” con l’utilizzo di un bicchiere riutilizzabile (al costo di 2€), utile per usufruire dei sopracitati punti acqua e, comunque, cambiati con altri nuovi ad ogni bibita acquistata. Tra l’altro, anche un simpatico souvenir da portare a casa in ricordo della bellissima giornata.

Sicuramente il mio giuizio per questa esperienza è decisamente positivo, sia per le band che per il contorno (tralasciando alcuni momenti con l’audio non all’altezza della situazione). Certo la location, se già la conoscete, non ha molti punti d’ombra, a parte un angolo della collinetta sovrastata da alti alberi, che è sita davanti il palco, quindi con possibilità di godersi i concerti comodamente adagiati sull’erba.

Ringrazio personalmente Reverse Agency per la cortese collaborazione!

Al prossimo evento!

A cura di Francesco P. Russo

Di seguito alcuni video amatoriali dell’evento!