ARKONA – Khram

Prima o poi arriva per tutte le band il fatidico momento, il famoso punto di svolta. Dopo averli lasciati con un album di tutto rispetto quale era ‘Yav’, disco che già dava i primi segnali di un grosso desiderio di cambiamento, gli Arkona presentano ciò che si potrebbe definire il loro lavoro più cupo, viscerale, intenso: ‘Khram’. Un disco che, nel corso dei suoi 74 minuti appena accompagna per mano l’ascoltatore e lo conduce in un viaggio onirico molto sinistro, fatto di melodie folk, strutture piuttosto articolate, arricchite da un sound black metal che conferisce al platter stesso un’atmosfera grezza e predominante, ma altresì misteriosa, elegante.

Mistero, angoscia, paura e curiosità sono le sensazioni che accompagnano l’ascoltatore che si approccia ad un primo, attento ascolto, un clima gravoso, inquietante che viene percepito immediatamente sin dalla prima traccia, ‘Mantra’, un rituale esoterico, dove Masha Scream, autrice di una performance tetra e solenne, invoca la divinità Mara affinché possa portare l’umanità in un’altra dimensione (Nav) e condurli in un viaggio oscuro, fatto di ombre e contrasti che danno vita a nove tracce esemplari, enigmatiche, dal sound primordiale. Quattro minuti che ci preannunciano il mood sciamanico di un lavoro complesso, di notevole durata, che mantiene viva l’attenzione e la curiosità dell’ascoltatore, travolgendo quest’ultimo in una spirale angosciante, senza mai cadere nella banalità o nella monotonia. Una produzione esemplare che si distacca completamente dai tasselli che finora hanno composto la nutrita discografia dei russi, un lavoro che abbandona le sonorità più folk e danzerecce del passato, seppur non completamente, per abbracciare il lato oscuro, quello più radicato ed affascinante che si rifà al black metal più atmosferico ed innaturato, come dimostrato in tracce quali ‘Tseluya zhizn’’, una lunga suite di circa 17 minuti, nonché brano più lungo e diretto dell’intero lotto che addirittura presenta un intervento ad opera di un coro di bambini, regalando una vera e propria sorpresa o ‘V pogonie za beloj ten’yu’ (qui il video) Non vengono disdegnati nemmeno momenti di mera tranquillità, dove si prediligono suoni più “morbidi” ed elettrici supportati dalla voce pulita della vocalist che spesso sfocia in growl cavernosi (“Rebionok bez imeni”), regalando una prova vocale davvero strabiliante che raggiunge, poi, il suo apice alla conclusione di questo viaggio sinistro nell’outro che richiama sia musicalmente, che vocalmente l’opening track del disco: la seconda parte di ‘Mantra’, scelta qui come epilogo di questo turbinio emotivo, vede nuovamente la bella Mascha fare affidamento a Mara, chiedendo di riportare nuovamente l’umanità, intrappolata in ‘Nav’, nel nostro mondo (Yav), mettendo così la parola fine ad un’avventura che lascia l’ascoltatore con il fiato sospeso.

I fan di primo pelo della band, legati a quelle sonorità folk che conquistarono il grande pubblico, certamente si troveranno spiazzati davanti a cotanta diversità, sebbene il desiderio di cambiamento fosse già nell’aria in tempi non sospetti. ‘Khram’ conferma la maturità e la voglia di innovazione di una band che, di album in album, ha continuato a esplorare lidi nascosti e la cui esigenza di sperimentazione si è fatta sempre più forte. Il famoso salto di qualità, quindi, arriva dopo 7 album pubblicati in studio e 16 anni di attività nel settore, ma come si suol dire, “meglio tardi che mai”.

Gli Arkona, quindi, sfornano il loro miglior lavoro di sempre, un capolavoro di bellezza assoluta, un disco non facilmente assimilabile forse a causa dell’eccessiva durata dei brani e che, di conseguenza, richiede parecchi ascolti prima di essere digerito e compreso totalmente ma che, nel complesso, ci mostra una band al massimo della sua espressività artistica.

A cura di Arianna Govoni

  • Band: Arkona
  • Titolo: Khram
  • Anno: 2018
  • Genere: Black / Viking / Folk Metal
  • Etichetta: Napalm Records
  • Nazione: Russia

Tracklist:

  1. Mantra (Intro)
  2. Shtorm
  3. Tseluya zhizn’
  4. Rebionok bez imeni
  5. Khram
  6. V pogonie za beloj ten’yu
  7. V ladonyah bogov
  8. Volchitsa
  9. Mantra (Outro)

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