Allison Flower live al My Place: il report della serata!

Rende (CS) 09/11/2012- Torna ancora una volta l’appuntamento con i live del fine settimana: venerdì è stata la volta degli Allison Flower, che hanno proposto il proprio particolarissimo genere di rock. Un tipo di sound che strizza l’occhio a vari sottogeneri, di fatto, senza volersi fare assimilare da nessuno di essi in particolare. Con alle spalle un curriculum di tutto rispetto (sono in giro sulle scene dal 2001), oltre ad avere un EP in uscita nel prossimo mese, la band ha proposto una scaletta composta da brani di natura piuttosto eterogenea, a formare un’amalgama che è riuscita a coinvolgere il pubblico che, in questa
occasione, è accorso piuttosto numeroso all’interno del MyPlace.

 Le componenti del sound degli Allison Flower sono riconducibili da un lato alla corrente post-rock e grunge dei primi anni 90, e dall’altro – in misura se vogliamo preponderante – alle creazioni rock-sperimentali/progressive dei Tool. Un suono, quello della band, sempre piuttosto corposo e mai troppo caotico, basato su un sound rallentato ed introspettivo alternato a momenti più distorti. La voce di Giuseppe Oliva, incisiva ed essenziale, è uscita fuori in tutta la propria potenza ed espressività, e questo nonostante l’acustica (oltre che l’impianto del locale) non siano stati esattamente all’altezza della situazione. È proprio alla band di Maynard James Keenan, comunque, che gli Allison Flower sembrano voler offrire il più corposo tributo, ad esempio proponendo brani come “Lash”  oppure l’incalzante “Jungle Motel” – per citarne giusto alcuni.Del resto la struttura dei brani proposti, ricca di citazioni e riferimenti a moltissime band del panorama rock, si traduce in una struttura avvolgente e mai troppo uguale a se stessa, sempre improntata alla massima personalità e con capacità di coinvolgimento superiori alla media; questo, va detto, nonostante le sezioni di certi brani rischino, alla lunga, di risultare già sentite o – se preferite – di derivazione eccessivamente “tooliana”. Ad ogni modo gli Allison Flower sono riusciti a delinare un proprio stile, esaltando in questa serata il coinvolgimento del pubblico (me compreso) in un crescendo di grande intensità, che è culminato nell’efficacissima “Hate” nonchè in due cover conclusive (rispettivamente degli HIM e Pearl Jam, riproposte ovviamente nello stile della band).

Scaletta:
1 Bullet
2 Lash
3 Jungle motel
4 Wires
5 Abduction
6 Inside
7 The first
8 Worst delight
9 Hate
10 Inside
11 Wicked game (HIM cover)
12 Even flow (Pearl Jam cover)
A cura di Salvatore Headwolf

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